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Corpi di Polizia - CC Per La Tutela Agroalimentare - Attività svolta nel settore agroalimentare

FONTE: CC Carabinieri per la Tutela Agroalimentare

Attività Operativa svolta nel 2017

Il Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare - denominazione modificata dall’art.2- comma 1 , lettera b- dlgs 228/2017 (già Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari) - svolge controlli straordinari sull’erogazione e percezione di aiuti pubblici nel settore agroalimentare, della pesca e dell’acquacoltura, sulle operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, ivi compresi gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo e agli indigenti.

Le frodi alimentari si vanno caratterizzando in senso più specifico verso le forme della contraffazione, della falsa evocazione e delle  pratiche commerciali ingannevoli che riguardano in particolare le violazioni alle norme sulla “etichettatura” e “tracciabilità”, nonché sul “Made in Italy”, sui disciplinari di produzione delle DOP/IGP/STG e delle “produzioni regolamentate” dalle normativa UE e Mipaaf, quali “Biologico” e “OGM”.

In tale contesto il Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare ha espletato, nel corso del 2017, controlli straordinari come sintetizzato nel tabulato riportato di seguito:
Tabella 1

L’azione dei Reparti ha consentito di:

  • sequestrare oltre 4,91 milioni di chilogrammi di prodotti agroalimentari per un controvalore di oltre 3,14 milioni di euro;
  • denunciare all’Autorità Giudiziaria 68 soggetti principalmente per i reati di frode nell'esercizio del commercio (art. 515 c.p.), vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.), falsità ideologica commessa da P.U. o da privato (artt. 479 e 483 c.p.) e contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (517 quater c.p.);
  • accertare 309 violazioni amministrative per un controvalore oltre 1,02 milioni di euro.

Dai risultati raggiunti è emerso che:

  • l’operatore del settore agroalimentare è sempre più al centro della vigente normativa, sia comunitaria sia nazionale, in materia di rintracciabilità e tracciabilità alimentare attribuendo ad esso un ruolo fondamentale di garanzia sugli alimenti che immette in commercio, ciò al fine di ridurre le frodi nel settore di specie;
  • il comparto DOP/IGP/STG, escludendo la mozzarella e la pizza che, per ora, sono le uniche due Specialità Tradizionali Garantite, racchiude 817 prodotti alimentari (294 inerenti al cibo e 523 relative al vino) ed il consistente numero di marchi di tutela suscita confusione fra il consumatore medio e, quindi, una carenza di conoscenza e di coscienza all’acquisto. Infatti, in tali meandri vengono ad insinuarsi le condotte ambigue e/o fraudolente nell’ambito delle filiere che, spesso, riescono a portare sul mercato alimenti o vini che evocano, per nome o etichetta, la denominazione d’origine oppure prodotti di tutt’altra provenienza che vengono spacciati come alimenti tutelati. Uno degli elementi che agevola le condotte fraudolente sono i numerosi passaggi del prodotto prima di giungere “al banco” e  l’immissione sul mercato in promiscuità con altri alimenti tal quali. Una possibile soluzione potrebbe essere rappresentata dalla canalizzazione esclusiva dei prodotti DOP e IGP  su linee di commercializzazione specificatamente dedicate con una filiera corta, anche nella GDO, poiché diminuendo il numero di passaggi o tracciando coloro che possono farli si potrebbe giungere ad una tendenziale diminuzione delle condotte ambigue o fraudolente, anche una miglioria dei canali d’informazione destinati al consumatore potrebbe portare ad una maggiore consapevolezza. La  diffusione delle informazioni,  per ora, sono relegate molto spesso, agli addetti ai lavori o alle zone di origine;
  • il comparto del biologico, a differenza dei marchi di qualità, ha una filiera più canalizzata e diretta ed è stato recepito dai consumatori con maggiore facilità, ad oggi, però non esisto normative che prevedano sanzioni nel settore specifico. Sembra che sia in procinto di promulgazione un decreto legislativo che va a sopperire a tale mancanza, andando ad inserire sanzioni sia per gli organismi di controllo sia per gli operatori biologici.  
  • i reati concernenti le frodi e le truffe di settore sono da considerarsi fra quelle più remunerative e a basso rischio, poiché  la pena edittale prevista è minima e qualora si arrivi a giudizio spesso il reato giunge a prescrizione. Tali metodi vengono adottati anche dalla C.O. che, ha un legame storico e culturale con le campagne,  opera e si espande sul territorio nazionale in forma d’impresa seguendo le direttrici logistiche del trasporto e del commercio della filiera agroalimentare, poiché laddove si può lucrare la criminalità organizzata s’insinua.  
  • spesso il prodotto vegano utilizza dei termini mutuati da terminologie comuni del comparto alimentare (es.: hamburger, formaggio, cotoletta, latte, ecc.): le medesime vengono utilizzate per similitudine o evocazione andando a definire un prodotto di tutt’altra natura che lascia pensare, al consumatore meno informato, di trovarsi davanti a un prodotto analogo a quello richiamato dal termine utilizzato sulla confezione e che, invece, non è contenuto all’interno del prodotto (ad esempio, il formaggio vegano è costituito da prodotti vegetali e non contiene in nessun caso latte o suoi derivati). Sarebbe opportuno stabilire, regolamentandole, terminologie più appropriate e calzanti agli alimenti vegani.

Tra le principali attività da segnalare nell’azione di contrasto antifrode, in particolare svolte dai Reparti Carabinieri Tutela Agroalimentare (Re.T.A.) , spiccano le seguenti eseguite a largo raggio sul territorio nazionale:

  • gennaio- novembre 2017, hanno verificato 63 aziende avicole sequestrando numerose etichette e circa 4milioni di uova prive di rintracciabilità, con anomalie sull’etichettatura o mendacemente dichiarate di provenienza italiana, riscontrando 11 violazioni penali e denunciando 9 persone, contestando 70 sanzioni amministrative per circa 100.000 euro;
  • gennaio-settembre 2017, hanno verificato 12 aziende biologiche sequestrando numerose etichette, 4.000 kg di prodotti fitosanitari e circa 115.000 kg di alimenti bio privi di rintracciabilità o mendacemente dichiarati biologici, ma provenienti da agricoltura convenzionale, riscontrando 15 violazioni penali e denunciando 19 persone, contestando 4 sanzioni amministrative per circa 15.000 euro;
  • gennaio-dicembre 2017, hanno verificato 189 aziende che detenevano o ponevano in vendita prodotti DOP e/o IGP  sequestrando oltre 200.000 etichette e 220.000 buste evocanti marchi di qualità, 152.301 kg di prodotti mendacemente dichiarati a denominazione di origine o ad indicazione geografica, riscontrando 18 violazioni penali e denunciando 16 persone, contestando 47 sanzioni per 184.116 euro.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2018

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