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Blue Tongue - Piano nazionale di sorveglianza

FONTE: Ministero della Salute

Blue Tongue - Piano nazionale di sorveglianza

Capitolo 1. Attività svolta

In Italia circolano da oltre un decennio diversi sierotipi del virus della Blue tongue (BTV). Il 2017 è stato caratterizzato da una circolazione residua del BTV-1 e del BTV-4 sul territorio nazionale, ad eccezione della Sardegna che a partire da agosto è stata interessata da un’estesa ed intensa epidemia da BTV-4. Inoltre, a fine ottobre 2017, in un’azienda situata nel comune di Trapani, gli accertamenti sierologici e virologici condotti su 3 ovini con sintomatologia clinica hanno confermato, in un capo, l’infezione da sierotipo 3 (BTV-3), nei restanti due capi l’infezione da sierotipo 4 (BTV-4). Il focolaio da BTV-3 nel comune di Trapani (TP), confermato il 24/11/2017, ed estinto nei tempi dettati dalle norme in vigore, costituisce la prima segnalazione del sierotipo 3 sul territorio nazionale ed europeo. Le attività di monitoraggio e controllo straordinario tempestivamente disposte sulle aziende della provincia di Trapani nel circondario della azienda con il capo positivo non hanno rilevato ulteriori positività, scongiurando la ulteriore diffusione del sierotipo virale. Sono state istituite in ogni caso le zone di restrizione come previsto dalla normativa vigente.

I focolai di malattia notificati nel 2017 sono stati 2626, di questi 50 da BTV-1, 2572 da BTV-4, 1 da BTV-3 e un focolaio il cui sierotipo è in corso di tipizzazione. Nel corso dell’anno sono stati campionati oltre 30.000 capi e sono stati sottoposti a vaccinazione (prima somministrazione + richiamo annuale) quasi 2.000.000 di capi tra bovini ed ovicaprini, principalmente nei confronti dei sierotipi BTV1 e BTV4.

In Italia è attivo un piano nazionale di sorveglianza, soggetto a cofinanziamento comunitario, che ha l’obiettivo di monitorare costantemente la circolazione attiva dei sierotipi già presenti sul territorio nazionale e contestualmente di rilevare tempestivamente l’ingresso dei nuovi sierotipi.

Oltre al controllo sierologico degli animali delle specie sensibili, è attivo un sistema di sorveglianza entomologica, che si prefigge di monitorare la presenza dei vettori della malattia, insetti ematofagi del genere Culicoides, attraverso una rete di trappole, controllate settimanalmente. Ciò al fine di definire le aree stagionalmente libere da vettore, ovvero territori in cui in base all’analisi storica dei dati delle temperature medie è possibile stabilire l’assenza del vettore per un determinato arco di tempo, verificare la distribuzione dei vettori sul territorio, definire le mappe di rischio.

In base agli esiti del sistema di sorveglianza sierologica ed entomologica, infatti, si possono individuare aree infette e non infette e quelle a maggiore rischio di introduzione virale.

I controlli sierologici vengono eseguiti mensilmente sugli oltre 30.000 animali sentinella (soggetti sieronegativi, appartenenti alla specie bovina, principalmente, ma anche ovina e caprina), disseminati sul territorio nazionale, suddiviso in celle di 20 x 20 km nelle regioni libere dalla malattia, principalmente il nord Italia, e in celle di 45 x 45 km nel restante territorio nazionale, sottoposto a restrizione per accertata circolazione virale. In ogni cella vengono reclutati 58 animali sentinella.

I campioni risultati positivi al test ELISA per il saggio degli anticorpi sono poi confermati dai test finalizzati all’individuazione del sierotipo coinvolto.

In base agli esiti della sorveglianza vengono notificati i focolai e vengono istituite le diverse zone di restrizione in cui vige il blocco della movimentazione dei capi da vita e da macello, che rappresenta la principale criticità derivante dalla presenza della malattia in un determinato territorio.

Pertanto, tenuto conto delle difficoltà economiche per il commercio dei capi da vita e da macello nonché per motivazioni legate al benessere animale, nelle zone di restrizione per focolaio, tramite il ricorso a specifiche deroghe e nel rispetto di determinate condizioni sanitarie, come previsto dalla normativa vigente, è possibile effettuare alcune tipologie di movimentazione, con particolare riferimento ai capi destinati al macello.

La vaccinazione di tutte le specie sensibili è certamente la strategia difensiva ottimale in caso blue tongue, tuttavia, il reperimento dei vaccini occorrenti al territorio è reso difficile per motivi di ordine economico e commerciale.

In allegato i dati relativi ai campionamenti nel 2017

 


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2018

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