Ministero della Salute

Relazione annuale al PNI 2016

Data di pubblicazione: 30 giugno 2017

Alimenti di origine animale - Controlli sanitari all'importazione

FONTE: Ministero della Salute

Importazione alimenti di origine animale - Controlli svolti

Capitolo 3a. Azioni Correttive

Le partite di prodotti di origine animale destinati al consumo umano che, nel corso dei controlli ai PIF, sono risultate non conformi alla normativa nazionale e/o europea sono state bloccate e non ammesse al mercato UE. Tali partite, secondo quanto previsto dalla normativa europea, sono state destinate alternativamente alla rispedizione, trasformazione o distruzione.

Nel caso dei campionamenti a scopo conoscitivo, senza sospetti di rischi per la salute pubblica, le partite in attesa del risultato di laboratorio sono state rilasciate in conformità al Reg. (CE) n. 136/2004 annotando tutti i dati sul certificato (CVEDP) che accompagnava la partita e informando l'ASL competente al fine di richiamare il prodotto nel caso di esiti sfavorevoli (art. 8 della direttiva 97/78/CE).

In seguito alle irregolarità rilevate nel 2016 sono state disposte 133 non ammissioni all’importazione (rispetto alle 135 del 2015) di cui 63 con rispedizione delle partite, 1 con destinazione ad altri usi previa trasformazione e 69 con distruzione (tabella 10).

Come l’anno precedente, le irregolarità maggiormente riscontrate sono state di tipo documentale, di identità e altro (es. motivazioni commerciali dell’operatore, etichettatura e imballaggi irregolari) seguite da quelle emerse a seguito di analisi di laboratorio pari a 19. I prodotti più respinti sono stati i prodotti della pesca, dell'acquacoltura e molluschi e crostacei che rappresentano in assoluto le categorie alimentari maggiormente presentate per l’importazione.

Nella tabella 11 è riportato l’andamento dei respingimenti negli ultimi 5 anni anche in rapporto al numero di partite presentate per l’importazione (% dei respingimenti) e la destinazione finale dei prodotti risultati non conformi. Dalla tabella emerge che negli ultimi quattro anni il numero delle partite soggette a respingimento è progressivamente diminuito e che la maggior parte delle partite non conformi è stata destinata alla distruzione o rispedizione.

Nella tabella 12 sono riportate le non conformità che hanno comportato l’attivazione del sistema RASFF (Rapid Alert System Food and Feed) nel 2016 da parte dei PIF italiani per gli alimenti di origine animale importati (dati rasff window al 09/03/2017). Dalla tabella si evince che le non conformità sono state 45 di cui 37 per esami di laboratorio sfavorevoli e 8 per altre ragioni quali alterazioni organolettiche, cattivo stato di conservazione e documentazione irregolare.

Si precisa che non tutte le non conformità di laboratorio hanno potuto dar luogo a dei respingimenti in quanto se il campionamento è stato fatto a scopo di monitoraggio, in accordo al Reg. (CE) n 136/2004, i prodotti sono stati rilasciati dai PIF prima che fossero disponibili gli esiti dei controlli. In questi casi, al fine di poter richiamare i prodotti in caso di esiti sfavorevoli, i dati sui controlli sono annotati sulla certificazione (CVEDP) che accompagna la partita e l'autorità competente del luogo di destinazione ne è informata conformemente all'articolo 8 della direttiva 97/78/CE.

Le irregolarità di laboratorio hanno riguardato i prodotti della pesca, molluschi e crostacei, la carne e prodotti di carne, la carne di pollame e prodotti dell’apicoltura (propoli). I pericoli maggiormente rilevati sono stati: cadmio nei cefalopodi, istamina nei prodotti della pesca, virus dell’epatite A nei molluschi bivalvi (vongole) e E.Coli produttori di shigatossina nella carne bovina.

Infine, nella seguente tabella 13 è riportato l’andamento delle non conformità che hanno dato luogo a notifiche comunitarie da parte dei PIF italiani negli ultimi 5 anni. Si evidenzia che rispetto all’anno scorso il numero di notifiche è passato da 36 a 45 e che negli ultimi cinque anni le notifiche RASFF sono imputabili principalmente a esami di laboratorio sfavorevoli rispetto a quelle dovute ad altre irregolarità (es. alterazioni organolettiche, cattivo stato di conservazione, certificati irregolari, etichettatura irregolare, parassiti, muffa corpi estranei etc.).

 

 


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