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Mangimi - Piano nazionale di controllo ufficiale sull'alimentazione degli animali (PNAA)

FONTE: Ministero della Salute

Piano nazionale di controllo ufficiale sull'alimentazione degli animali (PNAA)

Capitolo 5b. Analisi Critica e Conclusioni

Per quanto attiene l’attività di ispezione, si evidenzia una diminuzione dell’attività rispetto all’anno precedente. Si registra di contro un aumento percentuale del numero di non conformità, espressione di efficienza ed efficacia dell’attività di controllo ufficiale svolta dai Servizi Veterinari italiani (cfr. tabella 2/2).

Infatti l’importante attività di ispezione ha consentito di rilevare n. 1.174 non conformità strutturali o gestionali, ciò indica che nel 4,9% delle ispezioni sono state rilevate irregolarità che sono state configurate come non conformità.

In relazione a queste difformità nel 7,5 % dei casi sono state comminate delle sanzioni per un totale di n. 89 sanzioni amministrative. Per i casi più rilevanti, che sono rappresentati dallo 0,5% del totale delle non conformità, sono state effettuate n. 7 denunce all’autorità giudiziaria.


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Per quanto attiene il livello di realizzazione dell’attività di campionamento programmata per l’anno 2015 si evidenzia che non è stata raggiunta la piena realizzazione di quanto programmato, con il raggiungimento del 98,42% dell’attività programmata con un differenza di 170 campioni non prelevati (cfr. grafico 1/1).  Benché non sia stato raggiunto il livello programmato si registra una miglioramento rispetto all’anno scorso dove i campioni non prelevati sono stati 213.

Probabilmente alcune novità introdotte nel programma di controllo come ad esempio la verifica dei fenomeni di Carry-Over e la check-list operatori non OGM hanno impegnato i Servizi Veterinari in attività complesse che probabilmente li ha impegnati per molto tempo. Inoltre, non è da sottovalutare che questo potrebbe essere espressione  anche di una contrazione delle attività sul territorio nazionale che ha portato alla chiusura o sospensione dell’attività di molti operatori del settore.

Comunque analizzando i dati, dell’anno 2015, si evidenzia che la percentuale delle non conformità è aumentata passando dallo 0.62% del 2014  all’1,46% del 2015 e anche in termini assoluti il numero delle non conformità è aumentato passando da  68 del 2014 a 156 del 2015. Questo è l’espressione diretta delle modifiche del PNAA relative alle modifiche della normativa (cfr. capitolo 2)

Inoltre non bisogna sottovalutare che ciò è comunque espressione di una migliore individuazione dei rischi da parte di tutto il sistema di controlli ufficiali attuato nel nostro Paese.

Il dato, cosi come si evince anche dal grafico 5/1 esprime comunque una sostanziale rispondenza dei mangimi alla normativa con il 98,54% dei mangimi risultati conformi alle analisi di laboratorio.

I grafici seguenti rappresentano in percentuale le non conformità riscontrate nell’anno  2015.

Grafico 5/1

PNAA - Grafico 5/1

Grafico 5/2

PNAA Grafico 5/2

Contrariamente  del trend positivo, rilevato negli ultimi anni, si sottolinea che il riscontro di n. 46 campioni non conformi non deve essere interpretato come dato estremamente negativo. In quanto queste non conformità sono legate sia a problemi di etichettatura (assenza in etichetta di ingredienti di O. A. comunque permessi) che all’effettiva presenza di DNA di ruminate. Inoltre per motivi legati anche alle metodiche analitiche (uguali in tutta l’Europa), tali non conformità necessitano di indagini epidemiologiche volte a evidenziare l’eventuale dolo dell’operatore, che in alcuni casi sono tutt’ora in corso.

Il riscontro di soli n. 6 campioni positivi per Salmonella spp., da un lato può sembrare un risultato positivo, frutto di una attenzione maggiore verso tale fenomeno da parte dei produttori di mangimi, ma è necessario tener conto che sono risultati non conformi lo 0,37% dei campioni analizzati, seppur inferiore a quanto rilevato gli anni precedenti, la presenza della salmonella nei mangimi, rimane ancora un elemento a rischio per la salute animale ed umana.

Relativamente alle n. 3 non conformità rilevate per la presenza di OGM, che rappresentano lo 0,59% del totale dei campioni analizzati, si segnala ancora la diminuzione rispetto agli anni precedenti.

L’uso degli additivi e principi attivi è da considerare un possibile rischio per la salute animale e per la salute umana anche per l’aspetto dell’antibiotico-resistenza, e il riscontro di n. 45 campioni non conformi per fenomeni di Carry-Over è un dato che con il 4,9% di non conformità, se non rappresenta una novità è comunque una conferma del problema. Per quanto attiene il programma di controllo dell’uso illecito e del tenore degli additivi e dei principi farmacologicamente attivi si registra una netta diminuzione delle non conformità che sono state n. 15 nel 2015 contro le  n. 23 del  2014. Le irregolarità dell’attività di Monitoraggio segnano invece un incremento rispetto all’anno precedente con una percentuale che sale all’1,33% dei campioni prelevati. Tali non conformità sono per entrambi i programmi determinate, nella maggior parte dei casi, da una scarsa o mancata conoscenza delle norme, oppure una inefficace attività di autocontrollo negli stabilimenti di produzione di mangimi  da ricondurre ad es. ad inefficaci attività di pulizia (causa di contaminazione crociata), scarsa o assente formazione degli operatori (nonché sensibilizzazione) sulla corretta prassi igienica e di fabbricazione.

Relativamente alla contaminazione da Micotossine si evidenzia che nel 2016 sono state rilevate n. 33 non conformità pari allo 2,42% dei campioni prelevati percentuale in aumento rispetto all’anno passato. Tali non conformità sono percentualmente meno se si rapportano al reale numero di analisi svolte che sono state oltre 5.000. Tali risultati possono essere espressione dell’andamento climatico registrato durante l’anno.

Infine è doveroso sottolineare che nel primo semestre dell’anno 2016 è prevista la consueta verifica dei risultati dell’attività di controllo ufficiale svolta nel 2015, soprattutto in relazione al programma di controllo per la verifica dei fenomeni di Carry-Over. Queste valutazioni saranno portate avanti anche con l’ausilio delle Autorità Regionali nonché con il confronto dei dati degli anni precedenti, delle anagrafiche e dello studio delle check-list produttori NON OGM; da ciò, sulla base di una attenta analisi del rischio, potrebbero scaturire possibili integrazioni, modifiche strutturali e/o delle attività di controllo (sia di campionamento che ispettive) da apportare al PNAA per gli anni 2016 - 17.

 


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Si evidenzia come nell’anno 2015 la frequenza minima di campionamento, prevista per la prima volta dal PNAA 2008 (pari al 5% delle partite importate), sia stata rispettata e superata, essendo state campionate il 6,71% delle partite presentate per l’importazione, per cui, al riguardo, il risultato conseguito è stato superiore alle attese ed è ritenuto soddisfacente.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2016


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