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Alimenti di origine animale - Controlli veterinari a seguito di scambi intracomunitari

FONTE: Ministero della Salute

Scambi intracomunitari prodotti di origine animale - Controlli veterinari

Capitolo 5b. Analisi Critica e Conclusioni

Nel 2015 gli U.V.A.C. hanno svolto una preziosa opera di coordinamento dell’attività di vigilanza e controllo veterinario sulle partite di animali e prodotti di origine animale provenienti dagli altri Stati dell’ Unione europea. Il numero di operatori registrati (38.372) è aumentato dell’8% rispetto al 2014 (35.545). In Italia si è confermata l’utilità di gestire le informazioni relative agli scambi intracomunitari anche con il sistema Nazionale SINTESI (modulo UVAC), che costituisce il punto di riferimento principale per la registrazione e la convenzione degli operatori e per la registrazione delle partite di provenienza intracomunitaria a loro destinate.

Nel corso del 2015 sono state realizzate ulteriori modifiche del sistema SINTESI che hanno tenuto conto di tutti gli aggiornamenti e le innovazioni, suggerite anche dagli utenti i cui principali vantaggi sono rappresentati dall’utilizzo di componenti architetturali condivisi che minimizzano le attività e i costi di manutenzione, standard di sicurezza, alte prestazioni e moderne tecnologie al fine di:

  • semplificare gli adempimenti amministrativi da parte delle imprese verso gli uffici UVAC, nonché verso le Aziende Sanitarie Locali (ASL), rispettando i principi previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale (dlgs. 82/2005 e s.m.i)
  • garantire interoperabilità e cooperazione applicativa con altri sistemi nazionali e comunitari (es. TRACES, Sistemi doganali, banca dati degli stabilimenti riconosciuti ai sensi del Reg. 853/2004 e Reg. 1069/2009, banca dati nazionale dell’anagrafe bovina).

In relazione a quanto riportato nei capitoli precedenti, non esistono importanti criticità nelle attività di controllo attuate dagli UVAC che rappresentano una realtà unica nell’UE con un ruolo fondamentale soprattutto in occasione di crisi sanitarie comunitarie che necessitano di un’azione uniforme del Servizio Veterinario nazionale. In assenza di una simile articolazione e delle specifiche modalità operative che caratterizzano l’attività degli UVAC (registrazione degli operatori, prenotifica delle partite in arrivo, monitoraggio delle provenienze comunitarie, gestione dei sistemi informativi etc..), le varie crisi sanitarie (BSE e Afta epizootica nel Regno Unito, Blue Tongue, contaminazioni della catena alimentare con diossine in Belgio, Olanda e Irlanda, ecc.) che hanno investito il territorio comunitario avrebbero avuto ben più gravi ricadute anche sul nostro, poiché non si sarebbero potute garantire con la stessa immediatezza ed uniformità tutte le attività di prevenzione e/o contrasto, assicurando l’indispensabile funzione di profilassi internazionale.

È importante infine evidenziare che le attività di controllo e campionamento effettuate dagli UVAC sono rivolte verso prodotti che originano da Stati membri e che si muovono all’interno dell’Unione sulla base delle garanzie fornite dall’autorità sanitaria del paese membro speditore. Pertanto, in accordo alle norme comunitarie i paesi destinatari, fatte salve eventuali situazioni di rischio emergente o di sospetto, possono attuare, a scopo di monitoraggio, solamente controlli a sondaggio e non discriminatori per verificare la conformità dei prodotti alla normativa dell’Unione. Inoltre, i prodotti di provenienza UE un volta introdotti sul mercato nazionale continuano a essere soggetti all’attività di vigilanza sanitaria attuata dalle unità sanitarie locali.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2016


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