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Alimenti di origine animale - Controlli sanitari all'importazione

FONTE: Ministero della Salute

Importazione alimenti di origine animale - Controlli svolti

Capitolo 5b. Analisi Critica e Conclusioni

La programmazione 2015 prevedeva il campionamento di almeno il 3% delle partite presentate per l’importazione con controlli mirati (controlli indirizzati e raccomandazioni) verso determinate matrici e Paesi terzi e/o per determinati pericoli. Al raggiungimento di tale percentuale contribuivano tutti i campionamenti condotti dai PIF sia quelli a scopo di monitoraggio o per sospetto, sia quelli condotti obbligatoriamente in applicazione di programmi di controllo rafforzato previsti dalla normativa o di misure di salvaguardia.

Dai risultati ottenuti si evince che per il 2015 (tabella 1) la quantità di partite controllate è stata in linea con il piano essendo stata raggiunta e superata la percentuale minima di campionamento programmata, il 3%, sia complessivamente (totale del n. di partite campionate/ totale del n. di partite incluse nel piano), sia per ciascuna categoria alimentare.

I  campionamenti 2015 sono  diminuiti leggermente passando da 1.875  nel 2014 a  1.846 nel  2015 (-29), tuttavia, essendo diminuita anche la quantità di partite importate e incluse nel piano la percentuale di controllo è risultata del 4,9%, leggermente superiore a quella del 2014 (4,6%).

Per quanto riguarda le non conformità, rispetto al 2014, si è osservato una lieve diminuzione sia dei respingimenti che delle irregolarità di laboratorio (tabelle 11 e 13).

Dai dati raccolti, trasmessi dai PIF, è emerso che i controlli indirizzati e le raccomandazioni previste nel piano 2015 sono stati eseguiti in accordo alla programmazione anche se con qualche deviazione minore. Le cause di tali deviazioni sono state l’arrivo di un esiguo numero di partite e/o di piccole quantità di prodotto o di matrici non idonee all’esame previsto (es. pesce catturato e non di acquacoltura), le interruzioni imprevedibili del flusso di importazione, l’esecuzione di altri controlli previsti dal piano o di controlli rafforzati obbligatori e difficoltà logistiche.

Si evidenzia, tuttavia, che si tratta di una valutazione di carattere generale in quanto, analizzando l’attività di campionamento complessiva per singolo PIF o l’attività di campionamento del singolo PIF su ciascuna categoria alimentare si notano percentuali di controllo differenti a seconda del livello di  implementazione del piano di monitoraggio di ogni singolo ufficio periferico.

Questo può dipendere da valutazioni del rischio fatte dal PIF sulla base della tipologia di merce ricevuta, dello stabilimento di origine e della destinazione finale del prodotto (es. prodotti destinati a subire trattamenti che inattivano il pericolo), ma anche da impedimenti logistici di varia tipologia.

Prendendo in esame il periodo 2011-2015, si rileva che è proseguita la tendenza alla diminuzione dei flussi d’importazione attraverso i  PIF italiani di prodotti di origine animale destinati al consumo umano, mentre la percentuale di campionamento raggiunta si è mantenuta complessivamente a un livello superiore a quello programmato (2011: 3,85%; 2012: 4,41%; 2013: 4,24% 2014: 4,66% 2015: 4,9%). La tipologia delle analisi è stata in linea con il piano e le irregolarità rilevate più frequentemente sono state quelle chimiche [tabella 13 (132 per rischio chimico; 89 per rischio microbiologico)].

Infine, si evidenzia che dal 16 al 26 giugno 2015 il Food Veterinary Office della Commissione europea, ha condotto in Italia un audit con l’obiettivo di valutare l'applicazione dei controlli rafforzati sui prodotti importati di origine animale (audit DG(SANTE) 2015-7441) e in tale contesto è stato valutato  anche il piano di monitoraggio per i controlli di laboratorio sugli alimenti di origine animale importati in attuazione dell'articolo 1, paragrafo 2 e dell'allegato II del regolamento (CE) n. 136/2004.

Dall’esame del rapporto FVO, per gli aspetti attinenti alla programmazione, è emerso che <<il piano di monitoraggio è sviluppato in tempo utile e tiene conto di diversi rischi pertinenti. Esso copre un'ampia varietà di prodotti e di analiti. Una volta attuato come da programma esso assicura che le garanzie fornite nei documenti/certificati d'accompagnamento dei prodotti importati siano in linea con le disposizioni dell'UE.

Il piano di monitoraggio basato sul rischio è implementato conformemente alle soluzioni programmate e contribuisce ad assicurare che nell'UE entrino soltanto prodotti importati conformi ai requisiti unionali. L'attuazione dei controlli è in generale efficace per quanto concerne l'identificazione delle partite sospette e l'attivazione del regime di controlli rafforzati.>>

Va riportato infine che in seguito ai risultati dell’audit e delle raccomandazioni FVO, il Ministero della salute ha emanato una procedura allo scopo di assicurare flussi di informazione più tempestivi tra la Commissione europea e gli Stati membri sui risultati favorevoli o sfavorevoli degli esami di laboratorio. Inoltre, è in previsione per il 2016 l’implementazione di un sistema volto a garantire una manutenzione più efficace di locali e strumenti impiegati per i controlli.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2016


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