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Residui - Piano Nazionale (PNR)

FONTE: Ministero della Salute

Piano Nazionale Residui

Capitolo 5b. Analisi Critica e Conclusioni

L’attuazione del Piano mirato, nel suo totale, è risultata superiore del 69.2 % rispetto al numero minimo di animali e prodotti di origine animale da analizzare ai sensi dell’allegato IV della direttiva 96/23/CE e della decisione 97/747/CE e del 29.7 % rispetto alla programmazione predisposta da questo Ministero.

Permane la criticità relativa alla mancata attuazione del PNR nel settore della Selvaggina cacciata, mentre si registra la piena attuazione nei settori Acquacoltura e Miele, che invece  in passato non era stata raggiunta.

Anche nel 2015, nel settore Uova non è stato rispettato il requisito secondo cui “almeno il 30% dei campioni deve essere prelevato da centri di imballaggio che presentano la più significativa percentuale di uova destinate al consumo umano”. Infatti, soltanto 212 campioni sono stati prelevati presso i centri di imballaggio, pari a circa il 17.2% dei campioni totali.

Il gruppo A4 (lattoni dell’acido resorcilico, compreso lo zeranolo) rappresenta la principale causa di non conformità (37%), per un totale di 24 campioni non conformi. A seguire, il gruppo B1 (sostanze antibatteriche, comprese sulfamidici e chinolonici), con 15 campioni non conformi (23 % delle non conformità), il gruppo B2 (altri prodotti medicinali veterinari) con 13 campioni non conformi (20 % delle non conformità), il gruppo B3 (altre sostanze e agenti contaminanti per l’ambiente) con 10 campioni non conformi (15 % delle non conformità) e il gruppo A6 (Sostanze incluse nell’All. IV del reg. (CE) n. 2377/90) con 3 campioni non conformi (5% delle non conformità).

Per il 2015 si registra un aumento delle non conformità per il gruppo A4 (lattoni dell’acido resorcilico, compreso lo zeranolo).

La presenza di queste sostanze può essere correlata alla contaminazione dei mangimi, fatto peraltro confermato dalle verifiche di follow-up che hanno rilevato l’assenza di trattamento illecito ed hanno individuato, come causa, la contaminazione dei mangimi con i metaboliti della micotossina zearalenone,

Tale andamento differisce da quello rilevato nel 2014, in cui la principale causa di non conformità (34 %) era rappresentata dal gruppo B1 (sostanze antibatteriche, comprese sulfamidici e chinolonici).

Relativamente all’Extrapiano, risalta l’incompleta programmazione di tale attività  attraverso la funzione appositamente creata nel sistema informativo NSIN/PNR, a fronte di una intensa attività effettuata sul territorio dalla maggior parte delle Regioni e P.A. 

Infine, si segnala che i questionari sulle attività conseguenti a non conformità non risultano sempre debitamente compilati.


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L’andamento delle attività per ciò che riguarda il numero dei campioni analizzati è in linea con il trend degli ultimi anni, come si evince dalla Figura 6.

Figura 6 - Numero di campioni analizzati dal 2005 al 2015

Figura 6

Si rileva invece una leggera inversione di tendenza relativamente al numero dei campioni non conformi, come evidenziato in Figura 7.

Figura 7 - Numero di campioni non conformi rilevati dal 2005 al 2015

Figura 7

La percentuale di irregolarità registrata nel 2015 (0.16 %) rimane comunque in linea con i risultati ottenuti dagli altri Stati Membri. Infatti, per quello che riguarda il 2014, la percentuale di non conformità registrata sul territorio europeo è stata pari allo 0.37 % (1558 campioni non conformi su 425.232 campioni analizzati). Non è ancora disponibile il dato comunitario per il 2015.

La Figura 8 mostra la distribuzione delle non conformità per i diversi gruppi di sostanze, nel periodo 2010-2014.

Figura 8 - Confronto delle non conformità PNR 2010-2015

Figura 8

E’ evidente negli anni la diminuzione di non conformità relative al gruppo A3, causata dallo spostamento nel 2012 dei cortisonici, su esplicita richiesta della Commissione europea, dal gruppo A3 al gruppo B2f, con il conseguente spostamento di tali non conformità nel gruppo B2.


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2016


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