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Lentivirosi - Piano di risanamento degli allevamenti caprini (Sardegna)

FONTE: Regione Sardegna

Piano di risanamento degli allevamenti caprini dalle lentivirosi

Capitolo 1. Attività svolta

L’attività di controllo è stata svolta presso le aziende caprine o miste aderenti volontariamente al Piano, come indicato nella Deliberazione della Giunta Regionale 26 settembre 2013, n. 39/29. Le aziende,  ricadenti nel territorio delle ASL di Carbonia, Sanluri e Cagliari, che nel 2015 hanno aderito al piano sono 40 per un totale di 2836 animali testati.

L’adesione al Piano di risanamento dalle malattie da lentivirus degli allevamenti caprini, adottato con Delibera della Giunta Regionale 26 settembre 2013, n. 39/29, prevede il rispetto di specifici impegni volti a raggiungere il risanamento delle aziende.

Le aziende che scelgono di aderire al Piano adottano un manuale di corretta prassi di gestione aziendale, predisposto da un veterinario aziendale, e vengono sottoposte a controlli sierologici da parte dai Servizi delle ASL di competenza.

Il prelievo sierologico deve essere eseguito con cadenza compresa tra i 5 e gli otto mesi, ad eccezione dei casi dubbi, che vengono ricontrollati entro 30 giorni. Questa frequenza si ritiene adeguata per monitorare l’andamento della malattia e verificare l’efficacia delle misure igienico-sanitarie adottate. Si ritengono inoltre adeguate le procedure gestionali che gli allevatori devono seguire per il risanamento degli allevamenti. 

A cadenza annuale, comunque entro il 30 aprile, i Servizi Veterinari di sanità animale e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna trasmettono al Servizio di Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell’Assessorato dell’Igiene e Sanità i dati relativi alle attività svolte nell’ambito del Piano. Agli allevamenti viene attribuita la qualifica sanitaria in relazione alla situazione sanitaria ed epidemiologica presente in azienda. Tale qualifica viene riportata nell’apposita sezione della Banca Dati Nazionale.

Risultati
Tabella 1

Nelle aziende aderenti al Piano regionale sono previsti annualmente 2 prelievi, con un intervallo non inferiore a 5 mesi e non superiore a 8 mesi. Tuttavia, dalle informazioni pervenute risulta difficoltà nella programmazione delle suddette attività a causa dell’incertezza dei tempi necessari a ricevere gli indennizzi. Nelle  ASL di Sassari, Olbia, Nuoro, Oristano, Lanusei non vi sono allevamenti aderenti al Piano.

Tabella 2 - Raffronto tra aziende testate /aziende aderenti
Tabella 2

Nella Tabella 3 vengono riportati i dati relativi alle analisi effettuate dall’IZS nel 2015.

Tabella 3


Gli esami effettuati dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna compresi nella tabella 3, non interessano i soli allevamenti aderenti al piano, ma la totalità delle richieste pervenute.

Tra gli allevamenti aderenti al Piano si considera non indenne da CAEV un allevamento in cui anche solo un animale della specie caprina od ovina abbia reagito positivamente o in maniera dubbia all’esame sierologico o in cui, attraverso l’esame virologico, sia stata individuata la presenza dell’agente patogeno.

Trattandosi di un Piano la cui adesione è volontaria il controllo ufficiale è finalizzato all’ammissione dell’azienda al programma. Non si ritiene dunque necessario apportare alcuna modifica la sistema dei controlli.

Per raggiungere l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero possibile di aziende che intendono seguire il percorso di risanamento da CAEV, il Piano Regionale ha previsto un indennizzo per la riforma dei capi colpiti, anche se appartenenti esclusivamente alla specie caprina; tale strategia non si ritiene di fatto sufficiente, come dimostrato anche dai dati inerenti la scarsa adesione al Piano, in quanto le attività prevedono anche la macellazione degli ovini positivo o malati allevati in aziende miste, per i quali non è prevista però alcuna forma di ristoro; un aiuto è stato invece destinato all’acquisto di allattatrici e un ulteriore aiuto, sotto forma di servizi sanitari agevolati, per l’attività di controllo. Si osserva tuttavia la comprensibile scarsa adesione delle aziende, che non raggiungono numeri sufficienti per incidere sull’andamento delle Lentivirosi in ambito regionale. Inoltre, va evidenziato come un Piano di adesione volontaria, nel quale la corresponsione degli indennizzi è legata alla sostituzione dei capi macellati con capi sani, determina una scarsa adesione da parte dei proprietari. Inoltre, la tipologia dell’allevamento caprino in Sardegna prevalentemente estensivo, in zone di montagna, rende difficile il ricorso ad allattatrici artificiali per i capretti nati da madri sieropositive.


Data di pubblicazione: 30 giugno 2016

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