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Alimenti di origine animale - Controlli veterinari a seguito di scambi intracomunitari

FONTE: Ministero della Salute

Scambi intracomunitari prodotti di origine animale - Controlli veterinari

Capitolo 1. Attività svolta

Ai sensi del decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, gli operatori che ricevono partite di  prodotti o animali provenienti da un altro Stato membro sono soggetti a preventiva registrazione presso l’U.V.A.C. (Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari) di competenza territoriale. Inoltre, tali operatori sono tenuti a prenotificare l’arrivo delle  partite di prodotti o animali secondo le procedure disposte da tale decreto legislativo. Al 31 dicembre 2015 risultano registrati complessivamente 38.372 operatori prevalentemente situati nelle regioni del nord del Paese: Veneto (6.867), Lombardia (6.842), Piemonte (4.968) e Trentino Alto Adige (2.966). Rispetto al 2014 si riscontra un incremento delle registrazioni dell’8%.

Il numero di partire segnalate agli UVAC tramite prenotifica nel 2015 è 1.844.153 (+ 6,6% rispetto l’anno 2014), di cui 1.706.747 sono costituite da prodotti di origine animale destinati al consumo umano (tabella 1).

Tali flussi di merci rappresentano un volume di circa trentanove volte superiore a quello delle partite importate dai Paesi Terzi. L’aumento del numero delle partite prenotificate è testimonianza sia di  un aumento generale delle partite spedite in Italia da altri Paesi membri, che dell’evoluzione delle funzionalità del sistema informativo SINTESIS-Scambi nonché dall’azione di controllo operata, anche per il 2015, dagli U.V.A.C. e dalle AA.SS.LL.

Nell’anno 2015 sono state sottoposte a controlli documentali e fisici n. 8.606 partite di prodotti di origine animale destinate al consumo umano, pari allo 0,50% (vedi tabella 1) delle partite introdotte dai Paesi comunitari. La percentuale complessiva dei controlli fisici ha avuto un lieve decremento rispetto all’anno 2014 (0,59%) e varia a seconda della tipologia di merce.

Laddove i controlli documentali e fisici ne hanno suggerito l'opportunità, oppure in applicazione di specifiche indicazioni di controllo stabilite dalla Direzione Generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, si è provveduto ad effettuare controlli di laboratorio. Dalla tabella 1 emerge che nel 2015 sono stati eseguiti 3.697 controlli laboratorio su 8.606 partite di merci sottoposte a controlli documentali e fisici (42,96%) con un incremento rispetto all’anno 2014 (39,7%).

La percentuale dei controlli di laboratorio (42,96%) varia in modo anche considerevole, in funzione della diversa tipologia di merci. Per quanto riguarda le carni, la percentuale degli esami di laboratorio rispetto al numero dei controlli documentali e fisici ha rilevanti variabilità (tra il 37,43% ed il 70,37%) che sono collegabili in generale con la procedura di sottoporre a controllo le cinque partite successive alla partita riscontrata irregolare (decreto legislativo n. 181 del 22 maggio 1999).  Infatti, le categorie di merci sulle quali, effettuando monitoraggi a fini conoscitivi, si riscontrano più frequentemente irregolarità agli esami di laboratorio (es. salmonelle in carni di pollame o selvaggina), determinano più elevate percentuali di controlli di laboratorio, perché impongono l'esame delle "successive 5 partite". Le stesse considerazioni valgono anche per i prodotti della pesca (percentuali comprese tra il 16,67% ed il 53,78%) per latte e le uova (percentuali comprese tra il 0,88% ed il 44,63%).

Esaminando le percentuali del controllo documentale e fisico per U.V.A.C. di competenza (tabella 2), si evidenziano percentuali di controllo diverse applicate dai vari UVAC che possono derivare sia dalle diverse tipologie e provenienze delle merci che vengono spedite nel territorio di competenza (es. regioni con vocazioni produttive particolari) sia per l’attivazione di allerta comunitarie che in alcuni casi possono interessare solo determinate destinazioni. Dalla Tabella 2 emerge che la maggior parte delle partite provenienti dai Paesi dell’UE nel 2015 è destinata alle Regioni del nord Italia e, in particolare alla Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Piemonte, seguite da Lazio, Toscana e Campania.

Nella Tabella 3 sono riportate le partite prenotificate, controllate e respinte, in base al Paese UE di provenienza. Dalla tabella risulta che i principali Paesi dell’UE che spediscono prodotti verso l’Italia sono: Francia, Germania, Spagna, Austria, Olanda e Danimarca. Su questi Paesi, considerato l’elevato numero di partite introdotte, si è concentrato il maggior numero di controlli anche di laboratorio, tenendo conto che la normativa sugli scambi intracomunitari impone che i controlli debbano essere effettuati a destino in modo casuale e non discriminatorio.

Infine,  nel periodo 1 settembre 2014 – 31 gennaio 2015, è stato attuato un piano speciale di controllo a scopo di monitoraggio per le carni di coniglio provenienti da Paesi dell’UE tenuto conto che negli anni precedenti questa tipologia di prodotti non era stata sottoposta a controlli di laboratorio.

Il monitoraggio è stato inquadrato nell’ambito dei controlli a sondaggio e non discriminatori di cui al D.Lgs. 28/93 e le partite sottoposte a campionamento sono state rilasciate per la commercializzazione, avendo cura, tuttavia, di seguirne la tracciabilità con l’ASL competente.

Il programma di campionamento, è stato stabilito sulla base dell’entità dei flussi per ciascun UVAC con l’obiettivo di verificare la conformità delle partite di carne di coniglio introdotte da altri paesi della UE in riferimento alla eventuale presenza non autorizzata di residui di sostanze farmacologicamente attive. In particolare, tenuto conto del piano nazionale residui 2014, sono stati raccomandati campionamenti per la ricerca di: chinolonici, sulfamidici, tetracicline, colistina solfato, penicilline, macrolidi, avermectine, cloramfenicolo e nitrofurani (metaboliti).

Nella seguente tabella sono riportati i dati sul programma, i campionamenti attuati e i risultati degli esami. Si evidenzia che i dati estratti dal sistema SINTESIS sono riferiti a un periodo più esteso (1 settembre 2014 – 30 giugno 2015) di quello previsto dal piano per dare la possibilità agli uffici di attuare tutti i campionamenti programmati sulla base degli arrivi. Dalla tabella emerge che le analisi hanno avuto tutte esito favorevole tranne per una partita originata dalla Cina, ma spedita dalla Germania, in cui è stata riscontrata la presenza di nitrofurani (sostanze vietate dal Reg. 37/2010). Da tale non conformità è scaturita una notifica al sistema di allerta RASFF da parte dell’ufficio del Trentino Alto Adige che aveva disposto il campionamento e il richiamo del prodotto dal mercato.

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Data di pubblicazione: 30 giugno 2016

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