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Radiazioni ionizzanti - Autorizzazione impianti e Controllo alimenti

FONTE: Ministero della Salute

Radiazioni ionizzanti - Autorizzazione degli impianti di trattamento e Controllo di alimenti e loro ingredienti trattati

Capitolo 1. Attività svolta

Autorizzazione degli impianti di trattamento

La ditta Gammarad Italia S.p.A. di Minerbio (BO), è ad oggi l’unico stabilimento autorizzato in Italia ai sensi del D.Lgs. 30 gennaio 2001, n. 94, per l’attività di trattamento con radiazioni ionizzanti. Tale ditta non ha effettuato trattamenti su prodotti alimentari nel corso del 2015.

Inoltre nel 2015 non sono stati rilasciate/revocate autorizzazioni ad impianti per il trattamento di alimenti e loro ingredienti con radiazioni ionizzanti.

Controllo di alimenti e loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti

In applicazione dell’art. 17 del D.Lgs 30 gennaio 2001, n. 94, che attua in Italia le direttive 1999/2/CE e 1999/3/CE, concernenti gli alimenti ed i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti, le Autorità sanitarie territorialmente competenti effettuano controlli per l’accertamento della conformità alla normativa e dell’eventuale trattamento di alimenti con radiazioni ionizzanti, sia presso gli impianti autorizzati che in fase di commercializzazione (sul territorio e all’importazione).

Il Ministero della Salute, Ufficio 6 – DGISAN, raccoglie i risultati dei controlli ufficiali effettuati dalle Autorità sanitarie competenti per territorio e dai propri Uffici periferici.

L’Ufficio 6 –DGSAN, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il Centro di Referenza Nazionale per la Radioattività (CRNR) dell’IZS di Puglia e Basilicata, ha predisposto un “Piano nazionale di controllo ufficiale degli alimenti e dei loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti” per il quadriennio 2015-2018, al fine di pianificare in maniera unitaria e armonizzata le attività di controllo svolte in questo settore dalle Autorità sanitarie regionali/provinciali e dagli Uffici periferici del Ministero della salute.

Nel 2015, primo anno di applicazione del Piano nazionale, le Regioni/Province autonome e gli Uffici periferici del Ministero della salute hanno rispettato il numero minimo di campioni da sottoporre ad analisi stabilito nel Piano stesso.

Le Regioni/Province autonome hanno campionato e analizzato sul territorio nazionale un totale di 449 alimenti o loro ingredienti. Verifiche per il controllo alle frontiere sono state inoltre attuate dagli Uffici periferici del Ministero della Salute, ovvero dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF) e dai Posti di Ispezione Frontaliera (PIF), che hanno controllato 90 prodotti alimentari importati da Paesi terzi.

Come tecniche analitiche sono state utilizzate sia metodi di screening, quali EN 13783 (DEFT/APC), EN 13784 (DNA-comet assay) ed EN 13751 (Luminescenza fotostimolata), sia analisi di conferma, quali il metodo EN 1788 (Termoluminescenza), EN 1786 (Risonanza di spin elettronico) e EN 1787 (Risonanza di spin elettronico).

Complessivamente, nel corso dell’anno 2015 le attività di controllo ufficiale sul territorio nazionale e in entrata da altri Paesi, hanno riguardato il prelievo e l’analisi di 539 campioni di prodotti di vario tipo, 228 di origine animale (prodotti della pesca, carni, cosce di rana) e 311 di origine non animale (spezie ed erbe aromatiche, ortaggi, condimenti vegetali, funghi, frutta, estratti vegetali per integratori alimentari, ecc.).


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Data di pubblicazione: 30 giugno 2016

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