Ministero della Salute

Relazione annuale al PNI 2014

Data di pubblicazione: 25 giugno 2015

Trichine - Prevenzione e controllo

FONTE: Ministero della Salute

Informazioni

Trichine - Prevenzione e controllo

Macroaree e Settori:
Alimenti/Sicurezza e Nutrizione
Sanità animale - Malattie infettive

 

1. Attività svolta

La tabella sotto riportata riepiloga l’andamento dell’assegnazione dello stato sanitario agli allevamenti suinicoli che ne hanno fatto richiesta nell’anno in corso. Il dato distinto per Regione è disponibile nella sezione “Qualifiche sanitarie” pubblica della Banca Dati Nazionale.

Tabella1

 

Lo stato sanitario di allevamento “esente da Trichine” viene assegnato su richiesta dell’OSA il quale deve garantire, al fine dell’assegnazione, l’applicazione di quanto previsto al cap I dell’Allegato IV del Reg. CE 2075/2005. 

L’autorità territorialmente competente al fine di accogliere la richiesta, deve attuare quanto previsto al cap II dell’Allegato IV del Reg. CE 2075/2005 ovvero eseguire una o due ispezioni in allevamento. 

Dai dati indicati in tabella è evidente l’incremento degli allevamenti suinicoli che hanno chiesto e ottenuto l’assegnazione dello stato di “esente da Trichine”: si tratta di allevamenti condotti con tecniche produttive da ingrasso o riproduzione nelle quali l’applicazione di norme di biosicurezza e igienico sanitarie sono rispettate, tanto da consentirne l’assegnazione dello stato sanitario richiesto.

Sempre dalla osservazione della stessa tabella, è evidente che l’attività di controllo ai fini del mantenimento dello stato sanitario è in corso. Risulta infatti che nell’anno 2014, tra gli allevamenti sottoposti ad ispezione per il mantenimento dello stato sanitario, a n.9 allevamenti è stata revocata la qualifica.

La distribuzione degli allevamenti suinicoli ed equini è consultabile nella sezione “Statistiche” della BDN, che è pubblica e disponibile per la consultazione.

 

Controlli ufficiali in fase di macellazione

L’esame trichinoscopico è controllo ufficiale, si esegue mediante prelievo di campione dalla carcassa degli animali sensibili (suini ed equidi).

I dettagli degli esami effettuati sono riportati nelle tabelle in allegato.

 


Fonti informative

Con la comparazione dei dati inviati dalle Regioni e dalle stesse registrati nell'apposita sezione della BDN (suini ed equidi) al fine della compilazione e invio della Relazione annuale 2014 alla Commissione Europea, ai sensi di quanto previsto dal Reg (CE) 2075/2005 all’art. 3, par. 3, l’Italia trasmette i dati concernenti la situazione sanitaria nazionale per Trichine.

In Italia, le caratteristiche dell’allevamento suinicolo intensivo a cui si applicano specifiche norme di biosicurezza, unitamente all’attuazione dei controlli ufficiali volti alla ricerca di larve del parassita nelle carni, come stabilito dall’Allegato IV, Capitolo I, punto A del Regolamento (CE) 2075/2005, hanno consentito di raggiungere un livello di sicurezza in questi allevamenti tale da assegnare lo stato di “ufficialmente esente” da Trichine agli allevamenti del comparto che ne facciano richiesta. Quindi per le partite provenienti da allevamenti esenti, è possibile l’applicazione della deroga al campionamento sistematico delle carcasse.

L’acquisizione dello stato sanitario degli allevamenti è registrato nella Banca Dati Nazionale dei Suini (BDN), regolamentata dal D.Lvo n.200 del 26/10/2010 (Attuazione della Direttiva CE 71/2008).

Per quanto riguarda i maiali ed i cinghiali destinati al consumo domestico privato, pur se esclusi dal campo di applicazione del regolamento (CE) 2075/2005, nelle Linee Guida del 10 maggio 2007 per la corretta applicazione del regolamento stesso, è previsto che le Regioni e le Province Autonome, in base ad una valutazione del rischio, programmino le visite ed i campionamenti per l’individuazione di larve di Trichine nelle carcasse di suini destinati al consumo domestico privato.

Qualora dovesse mancare una programmazione regionale o nel caso in cui la valutazione del rischio sia considerata insoddisfacente, le visite ed i campionamenti sulle macellazioni domiciliari di suini dovranno essere svolte in maniera sistematica.

Considerato che i cinghiali selvatici sono da ritenersi a rischio di infestazione da Trichine, la gestione dal punto di vista sanitario delle carcasse provenienti da cinghiali selvatici abbattuti a caccia e destinate all’immissione sul mercato viene effettua ai sensi di quanto previsto dall’allegato III, sez. IV, capitolo II, del regolamento CE n. 853/2004, che prevede l’invio  delle carcasse ad un centro di lavorazione della selvaggina dove, nell’ambito dell’ispezione post mortem, eseguita conformemente alle prescrizioni di cui all’allegato I, sez. IV, capo VIII, del regolamento CE n. 854/2004, viene prelevato il campione per effettuare l’esame trichinoscopico.

Per quanto riguarda i cinghiali selvatici abbattuti a caccia e destinati al consumo privato, le su citate Linee Guida, considerato il rischio rappresentato da tali carni per l’uomo, prevedono che le Regioni e le Province Autonome, in collaborazione con le autorità preposte al controllo venatorio, definiscano le modalità per l’esecuzione dei campionamenti da effettuarsi su queste carcasse.

I dati qui indicati per gli animali macellati (suini ed equidi), corrispondono alla comparazione tra le informazioni inviate dalle Regioni al Ministero della Salute e quanto da loro registrato nella sezione apposita della BDN (suini ed equini). Nei casi in cui le Regioni hanno ottemperato alle indicazioni del Ministero implementando correttamente le suddette sezioni della BDN, il “Reporting Officer” (c/o DGSAF) ha autorizzato l’implementazione del sistema Sinzoo direttamente con le informazioni registrate nelle sezioni apposite della BDN. Circa la metà tra Regioni e Prov. Autonome hanno beneficiato di tale modalità di utilizzo dati.

 



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