Ministero della Salute

Relazione annuale al PNI 2014

Data di pubblicazione: 25 giugno 2015

Alimenti generici - Qualità merceologica - Controlli ufficiali

FONTE: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Oleario

Controlli ufficiali sulla qualità merceologica di alimenti e bevande generici

Macroarea: Alimenti
Settore: Qualità merceologica

 

2. Risultati - Illeciti accertati di particolare rilievo

Contrasto alla contraffazione dell’olio extravergine di oliva

Operazione "FUENTE OLIO DI OLIVA”

Nell’aprile 2014, l’ICQRF e la Guardia di Finanza di Siena hanno condotto un’importante operazione volta al contrasto del riciclaggio merceologico nel settore oleario, portando alla luce una rilevante frode in commercio.

Continue attività di monitoraggio presso i più importanti porti italiani, durate alcuni mesi ed eseguite grazie all’ausilio operativo fornito dal personale delle Capitanerie di Porto in esecuzione del protocollo d’intesa con l’ICQRF, hanno permesso l’effettuazione di approfonditi controlli documentali e analitici.

L’investigazione ha scoperto due sistemi di frode, connessi all’introduzione sul territorio nazionale di:

Il primo sistema di frode è relativo al ricorso di processi tecnologici non ammessi nel processo di produzione degli oli vergini di oliva (extravergini e vergini), come la cosiddetta “deodorazione” in quanto tali categorie di oli possono essere ottenuti unicamente con processi meccanici.

Il secondo sistema di frode, riguarda la commercializzazione di prodotti oleari appartenenti a categorie merceologiche inferiori rispetto a quanto dichiarato sebbene tali prodotti vengano consapevolmente designati nei documenti giustificativi come oli extravergini oliva. In molti casi, infatti, è stato accertato che gli indagati, siano essi intermediari collocati sul territorio Iberico o imprenditori Italiani destinatari del prodotto sfuso, fanno riferimento alla prassi di dover dichiarare nella documentazione di trasporto e fiscale la categoria di qualità più alta “olio extravergine di oliva” a fronte di olio scadente.

Effettuate perquisizioni in 15 importanti aziende e stabilimenti oleari nazionali.

 

Operazione “ALIUD PRO OLIO”

Nel mese di luglio l’ICQRF, insieme alla Guardia di Finanza di Andria e all’Agenzia delle Dogane, ha portato a termine l’operazione “Aliud pro Olio” condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani.

Grazie a oltre due anni di indagini e numerose perquisizioni operate tra Puglia e Calabria, l’operazione ha permesso di far emergere un fenomeno di frode che spacciava  olio extravergine di oliva di origine comunitaria come olio 100% italiano o bio. La frode si basava su emissione di false fatture di olio da parte di imprese compiacenti (le cosiddette “cartiere”). La frode ha permesso ai soggetti indagati di generare un volume di affari illecito di quasi 100 milioni di €.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati conti correnti, quote societarie e opifici di 15 aziende coinvolte ed eseguite 16 ordinanze di misura cautelare, di cui una in carcere, e un mandato di arresto europeo (MAE) a carico dei soggetti indagati.

 

Operazione “OLIO DI CARTA”

Nel mese di dicembre l’ICQRF, sotto il coordinamento della Procura di Trani e con la collaborazione della Guardia di Finanza, ha scoperto un giro di fatture false per oltre 10 milioni di € relative al commercio di oltre 5.000 quintali di olio extravergine di oliva italiano.

Il sistema di frode era radicato in Puglia, Calabria,  Toscana e Liguria. In totale 8 gli indagati, accusati di frode agroalimentare e di reati fiscali e 11 le perquisizioni eseguite. I soggetti coinvolti dichiaravano produzioni di olio inesistenti, attribuite ad aziende compiacenti, coì da creare fittiziamente il quantitativo fatturabile di olio italiano; il prodotto – non italiano - veniva così imbottigliato e designato come Made in Italy.

 


Altri settori

Altri illeciti accertati nei vari settori merceologici

Gli illeciti rilevati dall’ICQRF nel corso degli accertamenti ispettivi e analitici sono sia di carattere amministrativo che penale. Stante la pressoché totale depenalizzazione delle violazioni  in materia agroalimentare, gli illeciti più frequentemente accertati sono di natura amministrativa.

Le violazioni di natura penale sono in genere ascrivibili a frodi in commercio (art. 515 del C.P.).

Viene riportata, di seguito, una panoramica descrittiva delle principali tipologie di irregolarità più frequentemente riscontrate nei diversi settori.

 

Vitivinicolo

L’ICQRF ha intensificato la propria azione nella campagna vendemmiale, periodo notoriamente a maggiormente a rischio di commissione frodi e nel 2014 reso ancora più a rischio dal complesso e tormentato andamento climatico.

Controlli fisici e documentali sono stati fatti lungo tutta la filiera vitivinicola, con prelievo di campioni di vini e di mosti per accertarne analiticamente la conformità al dichiarato o l’effettuazione di pratiche enologiche non ammesse. Anche grazie a mirati controlli su strada, svolti congiuntamente alla Polizia Stradale è stato possibile conseguire importanti risultati operativi come evidenziato nella seguente tabella.

Tabella 1.1

Principali illeciti accertati

 

Falsi vini di qualità

L’ICQRF insieme ai Carabinieri ha svolto un’operazione di controllo mirata in Toscana, Umbria, Liguria e Lazio che ha  portato al sequestro di oltre 30.000 bottiglie di vino etichettate come Brunello di Montalcino, Chianti e altri DOCG, risultato falso e di scarsa qualità.

A Siena, insieme alla Guardia di Finanza, l’ICQRF ha collaborato alla scoperta e al blocco di  un ingente traffico di falsi vini d’eccellenza, sostituiti con prodotti anonimi di modesta qualità.

In tale ambito sono stati sequestrati 165.467 litri di falsi vini a DOCG per almeno un milione di € e 2.350 contrassegni di Stato, documenti di trasporto, fatture e altra documentazione contraffatta.

Nel mese di ottobre, inoltre, in un’operazione congiunta tra ICQRF e Carabinieri sono stati sequestrati, per mancanza di tracciabilità documentale, 7 mila hl di vini designati come Morellino di Scansano DOCG, Maremma Toscana DOC e Toscana IGT, per un valore complessivo di 420 mila euro.

 

Oli e grassi

Principali illeciti accertati

 

Lattiero caseario

Principali illeciti accertati

 

Ortofrutta

Principali illeciti accertati

 

Carne e prodotti a base di carne

Principali illeciti accertati

 

Cereali e derivati

Principali illeciti accertati

 

Uova

Principali illeciti accertati

 

Conserve vegetali

Principali illeciti accertati

 

Miele

Principali illeciti accertati

 

Bevande spiritose

Principali illeciti accertati

 

Sostanze zuccherine

Principali illeciti accertati