Ministero della Salute

Relazione annuale al PNI 2014

Data di pubblicazione: 25 giugno 2015

Sardegna - Brucellosi suina - Piano di sorveglianza

FONTE: Regione Sardegna

Suini domestici

Piano di sorveglianza della brucellosi suina

Macroarea: Sanità animale
Settore: Malattie infettive

 

1. Attività svolta

L’attività di controllo che, sulla base di quanto previsto dal Piano, sarebbe dovuta svolgersi secondo i criteri della categorizzazione del rischio riportati nella tabella sottostante, ha visto interessati al controllo quasi esclusivamente allevamenti con evidenza di sintomi clinici.

Di fatto nella categorizzazione del rischio si è intervenuto sulle tipologie 1 e 2.

In alcuni casi l’Istituto zooprofilattico ha eseguito analisi sierologiche su campioni di emosiero prelevati nell’ambito del Piano di eradicazione della Peste Suina Africana.

Tabella Categorizzazione del rischio
Tabella categorizzazione del rischio

La delimitazione geografica dello svolgimento del Piano comprende il solo territorio ricadente nella ASL di Cagliari.

Nella tabella 1 viene schematizzata l’attività effettuata nel 2014 nella ASL di Cagliari.

Sono considerati positivi gli allevamenti in cui risultano positività sierologiche alla Fissazione del Complemento.
La brucellosi suina è una malattia soggetta a denuncia, e i provvedimenti adottati nel caso dei focolai sono stati: apertura di due focolai e macellazione dei capi sieropositivi.

Gli allevamenti 36 e 37 sono stati pertanto considerati focolaio (SIMAN) e sono stati presi i provvedimenti del caso.
Dai campioni provenienti dall’allevamento n° 37, l'Istituto Zooprofilattico della Sardegna non ha isolato Brucella suis, nonostante i test di laboratorio abbiano indicato positività, compresa la FdC, per Brucella spp.

Il centro di referenza di Teramo ha successivamente diagnosticato positività per Brucella suis in PCR.

L’allevamento n° 24, invece, è stato sottoposto ad esami sierologici dalla sede territoriale dell’IZS di Cagliari, utilizzando i campioni prelevati nell’ambito del Piano PSA. Tale allevamento, in cui sono state riscontrate esclusivamente positività sierologiche ai test effettuati, non risulta essere focolaio di Brucellosi.

Da considerare infine che  i test di laboratorio, SAR, FdC ed ELISA hanno forti reattività crociate. Le sieropositività devono essere considerate più come indicatore della circolazione dell’agente eziologico in allevamento che presenza di Brucella nel singolo capo.

Nella tabella 2 vengono riportati i dati relativi ai controlli effettuati nel 2014 sui suidi domestici, ripartiti per territorio di competenza delle Aziende Sanitarie Locali, escluse Cagliari, in quanto la situazione relativa è stata già ampiamente analizzata nella tabella 1, e Olbia e Lanusei, in quanto non sono stati effettuati controlli per Brucellosi suina.

Tab. 2. Suidi domestici esaminati per Brucella nel 2014. Dati IZS della Sardegna
Tab. 2. Suidi domestici esaminati per Brucella nel 2014.

I campioni prelevati sono stati sottoposti ad un primo screening, quasi sempre, mediante siero agglutinazione rapida e, a seconda dell’esito, sono stati sottoposti ad altri esami sierologici.

L’esame colturale per l’isolamento, da eseguirsi su organo (utero, mammella, linfonodi sopramammari, prodotto del concepimento nelle scrofe, testicoli ed epididimo nei verri, ecc), non  ha rivelato alcuna positività; ciò non esclude ovviamente la presenza di Brucella suis.

Da rilevare poi che l’esame colturale  ha interessato un numero limitato di campioni  macellati. Non è stato quindi possibile in questa fase del Piano, risalire alla Biovar responsabile della malattia.


Suini selvatici

I criteri di scelta dei campioni da analizzare nel selvatico non possono essere sovrapponibili a quelli del domestico.
In primis il numero dei campioni varia dalla differente presenza dell’ungulato, e quindi dalla pressione di caccia nel territorio regionale, ma anche dalla concomitante presenza di altre patologie sottoposte a controllo nel cinghiale, che consentono la raccolta ed il conferimento di materiale biologico da analizzare, nonché dal livello di sensibilizzazione verso le problematiche sanitarie del mondo venatorio.
La matrice su cui effettuare i controlli poi, non sempre è stata sufficiente ed idonea per l’esame sierologico di screening. Considerando i campioni di emosiero idonei si è cercato di distribuire il campionamento in maniera stratificata, per sesso ed età.

Tab. 3. Suidi selvatici esaminati per Brucella nel 2014. Dati IZS della Sardegna
Suidi selvatici esaminati per Brucella nel 2014




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