Ministero della Salute

Relazione annuale al PNI 2014

Data di pubblicazione: 25 giugno 2015

Sardegna - Lentivirosi - Piano di risanamento degli allevamenti caprini

FONTE: Regione Sardegna

In generale

Piano di risanamento degli allevamenti caprini dalle lentivirosi

Macroarea: Sanità animale
Settore: Malattie infettive

 

5. Analisi critica e conclusioni

La norma speciale, contenente il Piano di risanamento dalle malattie da lentivirus degli allevamenti caprini, è stata adottata con Delibera della Giunta Regionale 26 settembre 2013, n. 39/29 e prevede, anche per il 2014, per le aziende aderenti al Piano, l’impegno di rispettare le misure igienico-sanitario, che favoriscano il controllo dell’infezione da Lentivirus attraverso il risanamento delle aziende. Il sistema dei controlli, e della reportistica, è indicato dall’articolo 5 dell’allegato alla suddetta Delibera. A tal fine sono previste una serie di azioni che implicano la collaborazione tra i vari soggetti coinvolti nel Piano. Le azioni hanno inizio dal momento dell’adesione al Piano da parte dell’allevatore per proseguire con l’adozione di un manuale di corretta prassi di gestione aziendale, predisposto da un veterinario consulente scelto dall’allevatore, e l’attività di controllo ufficiale esercitata dal Servizio veterinario della ASL competente per territorio.

Nell’ambito del controllo ufficiale viene valutata l’adeguatezza della struttura e della gestione aziendale; viene rilevata tutta una serie di dati strutturali anagrafici ed epidemiologici trasmessa poi al Servizio prevenzione dell’Assessorato dell’Igiene e Sanità. Il servizio veterinario della ASL aggiorna il servizio Prevenzione sulle aziende aderenti al piano (entro 15 giorni dall’adesione). L’IZS analizza i campioni sierologici per evidenziare la presenza di anticorpi verso i Lentivirus ed invia gli esiti degli esami alla ASL competente entro 15 giorni, fornendo, inoltre, un riepilogo, a cadenza trimestrale, al Servizio prevenzione dell’Assessorato.
Le aziende aderenti al Piano sottostanno al prelievo sierologico a cadenza compresa tra i 5 e gli otto mesi, ad eccezione dei casi dubbi, che vengono ricontrollati entro 30 giorni dall’esecuzione del precedente prelievo. Questa frequenza si ritiene adeguata per monitorare l’andamento della malattia e verificare l’efficacia delle misure igienico-sanitarie adottate. Si ritengono inoltre adeguate le procedure gestionali che gli allevatori devono seguire per il risanamento degli allevamenti. 
A cadenza annuale, comunque entro il 30 aprile, i dati relativi alle attività svolte nell’ambito del Piano sono raccolti e trasmessi al Servizio prevenzione dell’Assessorato dell’Igiene e Sanità dai Servizi Veterinari di sanità animale e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna.
Agli allevamenti viene attribuita la qualifica sanitaria in relazione ai requisiti sanitari ed epidemiologici posseduti.
Il Servizio Veterinario competente aggiorna la Banca Dati Nazionale in relazione alla qualifica sanitaria delle aziende regionali caprine e miste (in cui la presenza degli ovini è minoritaria). Non è purtroppo attualmente possibile fornire dei dati sulla qualifica sanitaria delle aziende al 31/12/2014.

Il Piano ha una dotazione finanziaria di 1.000.000 di euro, destinati sia al sostegno delle aziende che vi aderiscono che all’IZS per l’esecuzione delle prove diagnostiche.

I destinatari delle norme regionali sono le autorità competenti e i soggetti coinvolti, come specificato nell’articolo 5 del Decreto dell’Assessore Igiene e Sanità 54/2009 e nell’articolo 17 della Deliberazione della Giunta Regionale n. 39/29 del 26/09/2013.

Il sistema adottato per la categorizzazione del rischio si ritiene idoneo.
La procedura di valutazione si esplica attraverso due fasi. La prima consiste nella valutazione dell’adeguatezza della struttura e della gestione aziendale, prerequisito indispensabile per poter aderire al Piano; la seconda consiste nella ricerca di una serie di parametri sanitari ed epidemiologici che consentano di classificare gli allevamenti aderenti al Piano e di verificarne l’evoluzione (articoli 4 e 5 della Delibera n. 39/29 del 26/09/2013) con una cadenza adeguata.

Per raggiungere l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero possibile di aziende che intendono seguire il percorso di risanamento da CAEV, il Piano Regionale ha previsto un indennizzo per la riforma dei capi colpiti, anche se appartenenti esclusivamente alla specie caprina; tale strategia non si ritiene di fatto sufficiente, come dimostrato anche dai dati inerenti la scarsa adesione al Piano, in quanto le attività prevedono anche la macellazione degli ovini positivo o malati allevati in aziende miste, per i quali non è prevista però alcuna forma di ristoro; un aiuto è stato invece destinato all’acquisto di allattatrici e un ulteriore aiuto, sotto forma di servizi sanitari agevolati, per l’attività di controllo. Si osserva tuttavia la comprensibile scarsa adesione delle aziende, che non raggiungono numeri sufficienti per incidere sull’andamento delle Lentivirosi in ambito regionale.

Tra gli adempimenti che la Regione avrebbe dovuto svolgere vi è l’attività di audit. La carenza di personale e la necessità di affrontare le emergenze igienico sanitarie che hanno interessato il Servizio regionale della Prevenzione, non hanno consentito di organizzare, su questo settore, un sistema di audit interni per la verifica dell’efficacia e appropriatezza dei controlli ufficiali eseguiti. Il proposito che ci si pone, tra gli altri, consiste nel colmare questa lacuna, attraverso la predisposizione di audit di settore (articolo 4 comma 6 del Regolamento CE 882/2004) che possano fornire i necessari feedback per migliorare il sistema.


 


2011 - 2014

La valutazione sui risultati ottenuti nel quadriennio 2011-2014

Nel corso del quadriennio 2011-2014 si sono succedute due norme Regionali con le quali sono state approvate le misure da adottare per il risanamento dalle malattie da lentivirus negli allevamenti caprini. Per gli anni 2010-2012 il Decreto dell’Assessore dell’Igiene e Sanità 23 settembre 2010, n. 45, e per gli anni 2013-2016 la Delibera n. 39/29 del 26/09/2013, attualmente in vigore. Il campo di applicazione e le finalità dei due atti sono coincidenti; la differenza sostanziale sta nel fatto che con la Delibera vigente si prevedono misure di sostegno al reddito delle aziende, per fronteggiare in parte i maggiori costi derivanti dall’attuazione delle misure sanitarie previste dal Piano.

Si ascrive al Piano vigente il risultato di un numero maggiore di adesioni da parte degli allevatori, ma comunque, come ben evidenziato nella tabella 2, molto basso.

La Regione, a seguito dell’analisi critica dell’andamento del Piano, ha individuato la strategia da adottare che vede la programmazione finalizzata al raggiungimento di obiettivi parziali nel breve periodo e l’adozione di un nuovo Piano nel medio periodo.
Le modifiche da adottare nel breve periodo riguardano un aiuto economico per l’acquisto di pasteurizzatori, il prolungamento dei tempi per la riforma degli animali sieropositivi, lo snellimento delle pratiche per l’ottenimento degli indennizzi a seguito della macellazione, indennizzi che dovrebbe essere destinati all’acquisto di animali provenienti da aziende non infette.

Gli obiettivi a medio termine dovrebbero invece portare ad una rimodulazione del Piano. In relazione a ciò è in via di istituzione la formalizzazione di un gruppo di lavoro composto da esperti, al quale viene richiesta la redazione di un report tecnico-scientifico sulle Lentivirosi ovi-caprine che dovrà fornire informazioni relative alla situazione epidemiologica delle Lentivirosi di entrambe le specie. Lo studio deve essere propedeutico alla predisposizione di un piano d’azione per Visna Maedi e CAEV, alla valutazione dei test diagnostici attualmente disponibili e alla possibilità di controllo delle Lentivirosi ovi-caprine con strategie di selezione su base genetica. Solo con tali conoscenze, sulle quali stilare le modifiche regolamentari, sarà possibile rendere il Piano funzionale al risanamento da questa patologia negli allevamenti ovini e caprini.