Ministero della Salute

Relazione annuale al PNI 2014

Data di pubblicazione: 25 giugno 2015

Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria (ACC/ACR/ACL)

FONTE: Ministero della Salute

Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria (ACC/ACR/ACL)

Macroarea: Attività trasversali
Settore: Audit

 

5. Analisi critica e conclusioni

Relativamente alla realizzazione delle attività pianificate, il numero di missioni di audit effettuate dal Ministero della salute nell’anno 2014 ha registrato una flessione del -18% rispetto a quello del precedente anno di attività 2013 e del -49% rispetto all’attività svolta nel 2012.

In Italia nel 2014 sono stati svolti complessivamente 263 audit sulle Autorità competenti (18 svolti dal Ministero della salute sui sistemi regionali, 245 svolti dalle Regioni) con un calo del 6% nel numero di audit svolti dalla Regioni rispetto al 2013.

In ogni caso la serie storica del numero di audit svolti sembra attestarsi su un livello di capacità operativa del Ministero e delle Regioni abbastanza consolidato che ha consentito anche di individuare la effettiva capacità, le possibilità operative ed il livello di sostenibilità del modello di sistema di audit adottato dal Ministero (4 audit di settore + 1 audit di sistema per ogni regione, nell’arco di 5 anni) attestandosi mediamente su una ventina di audit all’anno.

Grafico 5.1

 

Nel 2014 è avvenuta, dunque, la conclusione del primo ciclo di audit ministeriali su tutti i sistemi sanitari regionali, per gli aspetti di prevenzione in sicurezza alimentare e sanità veterinaria, che ha consentito in primis di porre le basi per una conoscenza approfondita dell’organizzazione territoriale dei servizi sanitari competenti e dei principali punti di forza e criticità.

Per quanto riguarda invece  il numero di audit di settore, svolti complessivamente dal Ministero e dalle Regioni, è stata registrata una discreta  flessione: 148 nel 2014 rispetto  ai 174 nel 2013, ed ai 175 del 2012.

Va comunque evidenziato che anche nel 2014 tutti i sistemi di controllo ufficiale relativi alle diverse filiere alimentari sono stati oggetto di audit (per un totale di 44 settori da parte delle Regioni e 9 da parte del Ministero) e va rilevato inoltre, che nel 2014 alcuni settori sono stati verificati per la prima volta (es: finanziamento dei controlli ufficiali, gestione dei focolai di malattie alimentari trasmissibili, industria conserviera e dolciaria).

Nel grafico che segue  viene rappresentato il trend del numero di audit di settore e di sistema dal 2009 al 2014.

Grafico 5.2

                                

Nel grafico 5.3 in allegato è riepilogato il numero di audit che hanno coinvolto, nell’arco temporale considerato, ciascuno dei “sistemi di controllo ufficiale” individuati nel Country Profile Italia (http://ec.europa.eu/food/fvo/controlsystems_en.cfm?co_id=IT, elaborato dal Food and Veterinary Office della Commissione UE). Si precisa che il numero complessivo di audit del grafico non coincide con il numero effettivo di audit svolti, in quanto alcuni audit possono aver coinvolto più “sistemi di controllo”. Dal grafico si evince che ciascun “sistema di controllo” è stato oggetto di verifiche tramite audit, con l’obiettivo di garantire una copertura adeguata di tutti i campi di attività pertinenti.

 

Con l’attività di audit si è cercato di garantire anche una adeguata copertura delle Autorità Competenti nei settori contemplati dal regolamento (CE) n. 882/2004 del Paese. Fino a tutto il 2014, gli audit del Ministero della salute hanno infatti coinvolto, oltre a tutte le Regioni e PA, anche 121 delle 140 ASL (NB. i numeri delle ASL sono attualizzati, tenendo conto degli accorpamenti avvenuti nel frattempo).  In particolare sono state oggetto di audit:

Un dato analogo relativo all’attività di audit svolta dalle Regioni sulle proprie ASL non è al momento rilevato, ma è presumibile, dal complesso dei dati, che la copertura sia ancora maggiore.

I principi generali che hanno ispirato nell’ultimo decennio le politiche comunitarie nell’ambito della sicurezza alimentare, i criteri e le modalità del controllo ufficiale del Regolamento CE n.882/2004 sono entrati a far parte, a partire dagli anni della emanazione dei Regolamenti del cd “Pacchetto igiene”, del modus operandi delle autorità competenti, consentendo alle stesse una visione globale e coordinata dei compiti da svolgere, una più efficiente programmazione delle risorse da impiegare e un’ottimizzazione del livello di monitoraggio degli obiettivi prefissati.

Le esperienze degli audit di sistema, a chiusura di questo primo ciclo di audit, hanno fatto emergere importanti acquisizioni di metodo nell’ambito del management della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare (programmazione strategica ed operativa, sistema di budgeting, valutazione della dirigenza sanitaria, formazione, sistemi di misurazione e rendicontazione, esperienze di sistemi di gestione per la qualità nell’ambito dei servizi).

Gli audit interni al Servizio Sanitario Nazionale o audit “a cascata” tra i vari livelli di autorità competente, nonché quelli comunitari e internazionali, hanno consentito di assistere ed accompagnare il processo di miglioramento continuo soprattutto rispetto al sistema di gestione dei controlli ufficiali (programmazione, pianificazione, rendicontazione e monitoraggio), rispetto alla capacità di integrazione delle attività, anche nell’ottica dell’ottimizzazione delle risorse, e rispetto alla capacità di cooperazione e coordinamento interistituzionale e multidisciplinare.

I sistemi di audit sulle AC sono stati modulati tendendo ad assicurare, in un arco temporale non superiore ai cinque anni, una copertura adeguata sia rispetto alle autorità competenti da sottoporre a verifica sia rispetto ai principali settori o aree di attività della sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria.

Nel corso del quadriennio 2011-2014 si è evidenziato il permanere di alcune criticità, tra cui una tendenza alla riduzione delle risorse umane dedicate. Tale criticità ha mostrato di influenzare notevolmente le politiche regionali in termini organizzativi, di riassetti strutturali e/o riallocazione di compiti e responsabilità.

Tra le altre criticità risultate ricorrenti vanno segnalate:

E’ comunque soddisfacente il bilancio che emerge dalla valutazione complessiva dell'attività svolta e dei risultati ottenuti nell'intero quadriennio di riferimento del PNI 2011-2014.

Il percorso tracciato dalle politiche e dalla normativa comunitaria in materia di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria ha richiamato tutti i livelli di autorità competente alla ottimizzazione delle attività operative, all’adeguamento degli strumenti gestionali in termini di qualificazione del personale, di formazione, di risorse e infrastrutture, di capacità di cooperazione e coordinamento e di risposta alle emergenze, di programmazione, rendicontazione, monitoraggio delle attività di controllo ufficiale e di attività di audit.

Il processo di adattamento delle realtà sanitarie alle politiche e alle disposizioni che discendono dai regolamenti comunitari  è stato sostenuto, negli anni, dall’implementazione e dal graduale rafforzamento dei sistemi di audit sulle autorità competenti introdotti con il Regolamento n. 882/2204.

Pressoché  tutte le AC assicurano una attività di audit a cascata nell’ambito del SSN come si può evincere dal grafico che segue.

Grafico 5.4

 

Al fine dell’ottimizzazione dei processi, a febbraio 2013 sono state emanate le “Linee guida per il funzionamento ed il miglioramento dell’attività di controllo ufficiale da parte delle autorità competenti in materia di sicurezza degli alimenti e sanità pubblica veterinaria” (l’Accordo Stato-Regioni del 7/2/ 2013) che raggruppa in un’ottica sistematica e di carattere gestionale, i requisiti previsti  dal Regolamento n. 882/2004. Con la linea guida sono stati definiti gli “elementi di conformità”(best practices) e le “evidenze oggettive” (prove documentali a supporto dei sistemi di verifica correlati), ovvero quegli elementi (anche se non gli unici possibili) che contribuiscono al rafforzamento dei sistemi di gestione delle autorità competenti.  Essa inoltre è lo strumento per assicurare una coerente attuazione degli audit sulle autorità competenti previsti dall’articolo 4 (6) del Reg. 882/2004 e stabilisce i criteri comuni per la formazione degli addetti ai controlli ufficiali. Tale Accordo prevede anche l’istituzione di un “Tavolo Tecnico di coordinamento”, composto da rappresentanti del Ministero della Salute e rappresentanti delle Regioni/Province Autonome, che si è riunito 3 volte nel corso del 2014, con la funzione di analizzare lo stato di applicazione dell’Accordo ed i risultati di audit sul SSN, nonché di formulare le proposte di aggiornamento ed integrazione del citato Accordo.

In attuazione del suddetto Accordo, le Regioni e Province Autonome hanno riunito 3 volte nel corso del 2014, il  “Comitato Tecnico delle Regioni e Province Autonome” con i seguenti compiti:

Nell’ottica di ottimizzare ulteriormente il sistema di audit, nel 2013 è stata affrontata e risolta la problematica dello scrutinio indipendente del sistema di audit, obbligo previsto dall’articolo 4.6 del reg. 882/04. In particolare è stato predisposto un chiarimento in cui si è preso atto che tale funzione è svolta annualmente, dal Nucleo di Valutazione del Piano Nazionale Integrato dei controlli ufficiali (PNI), in occasione della valutazione della relazione annuale al PNI.

Nell’ambito del PNI 2011-2014 era stato fissato uno specifico “Obiettivo Operativo”, concernente “Attività di formazione su obiettivi che promuovano il miglioramento della qualità dei processi di produzione delle attività sanitarie e dei sistemi sanitari” che è stato raggiunto in maniera soddisfacente. A tale fine, nel corso di questi anni, sono state promosse dal Ministero della Salute numerose attività di formazione finalizzate a  favorire un approccio all’attività di audit prevista dal Reg. 882/04 uniforme e coerente in tutto l’ambito nazionale. Tale formazione è stata svolta con corsi rivolti al personale del Ministero della salute, delle Regioni e delle ASL, realizzati in tutto il territorio nazionale, a partire dal 2005 (3 edizioni/90 sanitari), 2007-2008 (23 sanitari del Ministero), 2009 (2 edizioni/69 sanitari del Ministero), 2010 (2 edizioni/94 sanitari del Ministero) e che nel quadriennio di vigenza del PNI 11-14 è stata caratterizzata dagli eventi formativi riportati di seguito:

Anche le Regioni e PA hanno realizzato, di propria iniziativa, un’importante attività di formazione per il  personale destinato a svolgere audit sui sistemi locali di prevenzione in sanità veterinaria e sicurezza alimentare, come riepilogato nel prospetto seguente:

Tabella 5.4

 

Gli ottimi feedback registrati in sede di attività formativa su descritta e nello svolgimento degli audit, hanno dimostrato come tale attività abbia rappresentato una chiave di volta per migliorare l'efficacia degli audit ed il miglioramento complessivo del sistema dei controlli ufficiali.

A conferma di quanto su appena detto, infine, si ritiene opportuno ricordare che la raccomandazione n.17247 (rif. DG(SANCO)/2004-7059 – Food Hygiene Report), reiterata con raccomandazione n. 2010-8741-3 (rif.  DG(SANCO)/2010-8741 - General Audit Report), della Commissione Europea rivolte all’Italia sul sistema di audit nazionale, è stata chiusa a febbraio 2013 con la seguente motivazione: “La capacità di audit è incrementata notevolmente da quando questa raccomandazione fu formulata nel 2010. La raccomandazione deve essere chiusa a motivo delle azioni intraprese”.

Va evidenziato peraltro che la Commissione europea nel corso della missione di General follow up svoltasi a novembre 2013 (rif. DG(SANCO)2013-6836), per l’aggiornamento del Country Profile dell’Italia, non ha  sollevato dubbi sulla coerenza con gli obblighi normativi comunitari del sistema complessivo di verifica dell’efficacia, includente anche il sistema di audit italiano. In tale occasione i chiarimenti forniti dal Ministero sono stati ritenuti sufficienti per dissipare alcuni dubbi, avanzati nel corso di proprie missioni precedenti, in merito: a) l’indipendenza degli auditor; b) lo scrutinio indipendente del sistema di audit; c) i meccanismi posti in essere per assicurare l’adozione di misure appropriate alla luce degli esiti degli audit.

 


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