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Trichine - Prevenzione e controllo

FONTE: Ministero della Salute

Trichine - Prevenzione e controllo

Macroaree e Settori:
Alimenti/Sicurezza e Nutrizione
Sanità animale - Malattie infettive

 

5. Analisi critica e conclusioni

L’attività di rendicontazione che l’Italia ha inviato alla Commissione negli ultimi 7 anni, consente di poter affermare che l’allevamento suinicolo intensivo, sia da ingrasso che da riproduzione, non offre rischi sanitari per Trichine.

I Piani di sorveglianza applicati in alcune Regioni italiane hanno dimostrato che soltanto negli allevamenti posti al di sopra dei 400 metri sul livello del mare esiste un reale rischio di infezione. Inoltre laddove la Regione non ha in applicazione una valutazione del rischio per la fauna selvatica si determinano periodicamente casi di trichinellosi nei soggetti sensibili (cacciatori e loro familiari), infatti nel 2014 si sono avuti n. 4 casi di trichinellosi in regione Basilicata, l’indagine epidemiologica effettuata dal Servizio Veterinario territorialmente competente, non è riuscita ad indicare l’area di caccia nella quale era stato abbattuto il cinghiale infestato.

Dal 1 giugno 2014 è entrato in vigore il Reg. UE 2016/2014 che ha apportato modifiche sostanziali sia nelle modalità che nelle categorie e numerosità di animali sottoposti a controllo. A tal proposito il Ministero della Salute ha diramato note di indirizzo per l’applicazione armonizzata sul territorio del suddetto regolamento, ed è in itinere la predisposizione di linee di indirizzo circa la gestione del patrimonio suinicolo intensivo.

Al fine di migliorare il Sistema di prevenzione e controllo di tale zoonosi, si rende necessario, per il futuro che l’autorità sanitaria regionale:

  • abbia conoscenza del proprio territorio a seguito di valutazione del rischio; 
  • che sia effettuato il controllo sistematico delle carni dei cinghiali abbattuti a caccia nelle singole regioni e nella macellazione dei suini da autoconsumo;
  • che sia potenziata l’attività di audit sul territorio comprendendo anche gli aspetti di sicurezza alimentare;
  • che sia potenziata l’organizzazione di corsi di formazione destinati ai cacciatori circa le seguenti tematiche:
    1. modalità di prelievo e conferimento dei campioni ai servizi veterinari;
    2. modalità di smaltimento degli avanzi della macellazione dei cinghiali cacciati;
    3. smaltimento delle carcasse degli animali selvatici sensibili alle Trichine, la cui dispersione sul terreno favorisce la trasmissione e il mantenimento della zoonosi.

Il Ministero della Salute ha avviato un’attività di controllo sul territorio mediante l’esecuzione di audit di settore volti alla valutazione del rispetto dell’applicazione del cap. II dell’Allegato IV del Reg. CE 2075/2005.

 


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Data di pubblicazione: 25 giugno 2015


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