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Alimenti di qualità regolamentata - Qualità merceologica - Controlli

FONTE: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Controlli ufficiali sulla qualità merceologica dei prodotti di qualità regolamentata

Macroarea: Alimenti
Settore: Qualità merceologica

 

5. Analisi critica e conclusioni

Grado di raggiungimento degli obiettivi dell’attività di controllo

Nel corso del 2014, nonostante le restrizioni finanziarie sempre più incisive della spending review imposte all’intera Pubblica Amministrazione, gli obiettivi prefissati in fase di programmazione sono stati ampiamente raggiunti. Al complesso delle produzioni di qualità regolamentata è stata dedicata una quota importante dell’attività di controllo svolta, superiore rispetto a quanto preventivato in fase di programmazione.

Nel complesso, infatti, il dato quantitativo è da porre in relazione all’accertamento di frodi di notevole rilevanza (anche transnazionale) relative a prodotti importati, che hanno richiesto lunghe e onerose indagini condotte da più uffici dell’ICQRF, congiuntamente con altri Organi di controllo e numerose e approfondite verifiche analitiche.

Prodotti da agricoltura biologica

I controlli nel settore delle produzioni biologiche hanno portato a rilevanti risultati operativi che hanno reso il livello di realizzazione quantitativamente superiore al programmato (controlli +110%, campioni analizzati +162%).

Prodotti a DOP, IGP e STG

Relativamente all’attività sui prodotti a DOP, a IGP e STG, gli indicatori dell’attività realizzata rispetto al programmato confermano il superamento numerico degli obiettivi programmati (controlli 113,7%, campioni analizzati +121%).

Vini a D.O. (vini a DOCG, a DOC) e a IGT

Anche ai controlli nel settore dei vini a D.O. e a IGT è stata riservata un’attenzione particolare, ottenendo risultati che hanno superato il grado di realizzazione degli obiettivi prefissati sia dal punto di vista quantitativo (+141% dei controlli; +115% dei campioni analizzati) che di rilevanza sotto il profilo qualitativo per il contrasto alle frodi a danno dei vini di qualità, segmento trainante dell’export agroalimentare.

 


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Valutazione complessiva dell’attività di controllo sui prodotti alimentari svolta nel quadriennio di riferimento del PNI 2011-2014

L’Italia, vantando un settore alimentare caratterizzato da produzioni di alto valore aggiunto per grande qualità e forte identità ma non competitive sul fronte dei prezzi, è fortemente penalizzata sui mercati internazionali. Dette produzioni sono, infatti, oggetto di una forte “concorrenza sleale” da parte delle loro imitazioni e degli analoghi prodotti generici contraffatti.

Tali fenomeni fraudolenti, di notevole rilevanza economica, sono in costante e preoccupante aumento, sia perché favoriti dalla rinomanza e dal successo riscosso sui mercati dai prodotti italiani, sia perché si avvalgono con profitto dei moderni canali di vendita, quale ad esempio il commercio elettronico, in continua crescita, dove non esiste il rapporto diretto di fiducia, conoscenza e garanzia, tra venditore e acquirente. In proposito nel 2014 è stato condotto uno specifico programma mirato di controllo sull’e-commerce dei prodotti di qualità regolamentata, commentato nei capitoli precedenti.

La tutela delle produzioni nazionali richiede, dunque, il sostegno di un sistema di controllo che sia efficace, efficiente ed economicamente sostenibile, adeguato a garantire ai consumatori trasparenza, certezza dei requisiti vantati dai prodotti e sicurezza alimentare e a tutelare gli operatori che rispettano le regole da frodi e illeciti, all’origine di forme di sleale concorrenza e di alterazioni del buon funzionamento del mercato.

Pertanto, per rafforzare la difesa del made in Italy agroalimentare, la strategia adottata dall’ICQRF negli ultimi anni si è progressivamente sempre più orientata verso:

  • l’intensificazione dei controlli nei punti critici;
  • l’approfondimento dell’analisi del rischio;
  • la sinergia operativa con gli altri organi di controllo, che ha consentito di allargare le competenze e il raggio d’azione degli interventi e di condividere le informazioni disponibili e le banche date consultabili;
  • l’affinamento delle metodologie d’indagine investigativa (dalle intercettazioni telefoniche e/o telematiche alle perquisizioni) e l’impiego di metodi analitici specialistici e d’avanguardia;
  • l’esercizio della protezione “ex officio” (art. 13, paragrafo 3 Reg. UE 1151/2012) iniziata nel 2013, rafforzata nel 2014 e affiancata agli altri strumenti di tutela internazionale disponibili (protocollo d’intesa con la piattaforma e-Bay e azione in qualità di organismo di contatto con gli omologhi servizi di controllo europei nel settore vitivinicolo) per bloccare l’uso illegale di DOP/IGP su tutto il territorio dell’UE e anche per rimuovere gli annunci di vendita on line in Europa e in Paesi extracomunitari di prodotti illegali, evocativi o usurpativi di denominazioni protette italiane.

Tale strategia si è tradotta in una stretta collaborazione instaurata, in particolare, sia con le Capitanerie di porto, con le quali sono stati attuati interventi presso i principali porti di entrata di prodotti/materie prime esteri, sia con la Guardia di Finanza, che ha fornito un contributo dimostratosi prezioso per portare alla luce anche gli illeciti di natura fiscale che accompagnano sempre le frodi per contraffazione.

Sul piano operativo i controlli svolti, a partire dal 2012, hanno consentito di evidenziare alcuni fenomeni fraudolenti molto ben organizzati spesso anche a carattere transnazionale, realizzati attraverso falsificazioni documentali, a danno del made in Italy di qualità.

Questi fenomeni fraudolenti, di rilevante valore economico, (descritte nei Capitoli 2 delle relazioni 2012, 2013 e 2014 tra gli illeciti di particolare rilievo) negli ultimi anni hanno interessato, principalmente, gli oli extravergini di oliva italiani, i prodotti da agricoltura biologica e i vini a denominazione d’origine.

Nel comparto oleario in questi anni i fenomeni fraudolenti sono stati incentivati dalle maggiori quotazioni di mercato dell’olio extravergine di oliva, in particolare se di origine italiana e di produzione biologica, e dalla crescente domanda da parte di confezionatori e commercianti di prodotti a basso prezzo e di scarsa qualità da offrire alla GDO.

Nel settore dei prodotti da agricoltura biologica le frodi portate alla luce sono state favorite dal successo di mercato di tali produzioni, che hanno fatto rilevare trend in crescita anche negli ultimi due anni,  caratterizzati dalla contrazione, sul mercato interno, anche dei consumi alimentari.

Anche nel settore vitivinicolo, trainante per l’agroalimentare nazionale per rinomanza internazionale e  successo dell’export, sono emersi fenomeni fraudolenti di ingente valore economico, riconducibili alla falsificazione di prestigiosi vini a DOCG e a DOC sostituiti da vini di modesta qualità, realizzata attraverso la contraffazione dei documenti di tracciabilità dei prodotti e dei contrassegni di Stato.

Nella tabella seguente sono riportati i principali indicatori dell’attività di controllo sui prodotti alimentari svolta nel quadriennio 2011-2014. Nelle ultime 4 righe gli indicatori sono espressi in percentuale dei controlli totali svolti in ogni annualità.

Tabella 5.A.2.1. - Principali indicatori dei controlli svolti sui prodotti alimentari nel quadriennio 2011-2014

Tab

 

  • Dai dati nel periodo considerato si rileva che:
  • resta sostanzialmente costante la frequenza delle notizie di reato che, in percentuale sui controlli svolti, oscilla tra 0,8% e 0,9% nei 4 anni considerati;
  • diminuiscono progressivamente le contestazioni amministrative;
  • aumentano le diffide, in particolare nel 2014, anche in relazione all’estensione di tale istituto ai diversi settori merceologici con l’entrata in vigore del decreto legge Campolibero (D.L. 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, nella legge 11 agosto 2014, n. 116);
  • rimane stabile la frequenza dei sequestri  espressa in percentuale sui controlli svolti (1,3%-1,5% nei 4 anni considerati);
  • a partire dal 2012 aumenta il valore economico dei sequestri effettuali che passa da poco più di 8 milioni di € a 36 e poi a 42 milioni di €, in relazione alle frodi accertate a danno del made in Italy di qualità, di alto valore aggiunto.

I grafici che seguono danno evidenza degli indicatori variati nel quadriennio – contestazioni amministrative, diffide e valore economico dei sequestri- illustrando il loro andamento in relazione a totale dei controlli sui prodotti alimentari e ai sottoinsiemi dei controlli sui prodotti alimentari generici e sui prodotti alimentari di qualità regolamentata.

Grafici

 


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Data di pubblicazione: 25 giugno 2015


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