Pesti Suine - LNR

FONTE: Ministero della Salute

LNR per la Peste Suina Classica
LNR per la Peste Suina Africana
Centro di Referenza Nazionale per lo studio delle malattie da Pestivirus e da Asfivirus
Centro di referenza nazionale per le malattie da pestivirus e asfivirus

Macroarea: Attività trasversali
Settore: Laboratori Nazionali Riferimento

 

Ring test sierologico PSC (Peste Suina Classica)
Ring test sierologico PSC (Peste Suina Classica)

Il circuito interlaboratorio ha fornito in generale indicazioni soddisfacenti. I campioni sono arrivati ai laboratori in buone condizioni e gli operatori hanno aderito con grande spirito di collaborazione.
I risultati espressi dai laboratori sono stati di ottimo livello e nessuna differenza è stata possibile riscontrare nei risultati ottenuti dai due diversi kit utilizzati. In particolare, sono state correttamente individuati anche quei campioni positivi ottenuti mediante diluizione di sieri positivi.

In definitiva, alla luce di quanto sopra riportato, si ritiene che le attività diagnostiche di screening legate al piano di sorveglianza della Peste Suina Classica, siano adeguatamente svolte. Il CEREP rimane comunque a disposizione per supportare ulteriori attività volte a migliorare la standardizzazione delle metodiche inerenti la diagnosi di Peste Suina Classica.

Ring test sierologico e virologico PSA (Peste Suina Africana)
Ring test sierologico e virologico PSA (Peste Suina Africana)

I laboratori afferenti all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna stanno  producendo un intenso sforzo per far fronte all’emergenza verificatasi a causa della Peste Suina Africana. In queste condizioni è essenziale fornire una risposta adeguata in termini di efficienza ed efficacia che deve basarsi su specifiche e collaudate procedure fondate sulle buone pratiche di laboratorio. Questo processo include anche l’implementazione di attività di verifica delle performances previste dal sistema di qualità per individuare eventuali criticità e mettere in atto le conseguenti azioni correttive al fine di non arrestare il processo di miglioramento continuo che è indispensabile per fornire un adeguato supporto diagnostico nelle attività di controllo delle malattie infettive.
In questa ottica è da giudicare assolutamente positiva la risposta fornita dai laboratori che hanno aderito al Ring Test con entusiasmo e spirito di collaborazione.

In termini generali, i risultati espressi si sono rivelati praticamente conformi rispetto a quelli attesi e gli operatori hanno dimostrato di eseguire correttamente le prove sia dirette che indirette per la diagnosi di Peste Suina Africana. Evidentemente l’esperienza diretta acquisita nel corso degli anni ha consolidato un corretto approccio alla problematica oggetto del Ring Test.

Analizzando singolarmente le prove, è da ritenersi assolutamente soddisfacente la capacità diagnostica dimostrata attraverso la prova ELISA. Un solo campione positivo è stato identificato come dubbio peraltro dal laboratorio di Sassari che ha effettuato anche il test di screening e quindi ha potuto esaustivamente completare il referto diagnostico in maniera conforme all’ atteso.

I test biomolecolari hanno evidenziato ottimi risultati e tutti i laboratori hanno fornito risultati conformi all’atteso. Ne risulta che queste prove sono condotte secondo standard adeguati ed efficienti.

Il test di immunofluorescenza è stato eseguito in tre laboratori; il laboratorio di Oristano ha individuato correttamente tutti i campioni inseriti nel pannello, mentre il laboratorio di Sassari ha refertato come dubbio un campione atteso come negativo. Questo deficit di specificità non è da ritenersi significativo ai fini del sistema di sorveglianza tenendo conto delle caratteristiche della prova. Più articolata è la valutazione delle risposte fornite dalla sezione di Nuoro: il campione 2 è stato indicato come dubbio e quindi, essendo atteso come positivo, questo risultato può essere favorevolmente considerato; il campione numero 3 è invece stato riportato come positivo anche se atteso come negativo. Tale non conformità può essere ricondotta alla qualità del campione, peraltro segnalata anche nelle note della scheda di trasmissione dei risultati da parte del responsabile di sezione. Questo fattore può essere stato determinante anche nell’errata valutazione del campione numero 7; è comunque opportuno tener conto che il campione numero 6, correttamente individuato, è tratto dallo stesso organo e si tratta quindi di un duplicato. In definitiva lo scostamento rispetto ai risultati attesi è valutabile come lieve.

Come già più volte rimarcato in diverse occasioni, i risultati del circuito inter-laboratorio confermano che il test di immunofluorescenza mal si adatta alle esigenze del sistema qualità e, in questo caso, più che con altri test di laboratorio, è evidente la differenza tra le analisi condotte routinariamente dai laboratori e quelle che si eseguono nel corso del Ring Test. In primo luogo questo è un esame che si esegue “a fresco” mentre, per forza di cose, il pannello di campioni del Ring Test deve essere preparato con largo anticipo; punto di forza del test è quello di avere la possibilità di ripeterlo in caso di difficoltà di lettura del campione, ma anche questa possibilità è annullata a causa delle modalità organizzative del circuito interlaboratorio. Infine, questo test si basa su una lettura del tutto soggettiva e assolutamente non misurabile: questo parametro già da solo rende palese la distanza con le esigenze del sistema qualità.

Nelle prossime edizioni del Ring Test il CEREP si impegnerà a riprogettare la composizione del pannello di campioni anche tenendo conto dei feedbacks ricevuti da parte dei laboratori partecipanti, ma allo stesso tempo invita a riconsiderare l’impiego di questo test e propone un più largo e definitivo impiego dei test biomolecolari. I test di PCR (tradizionale e Real Time) sono infatti altrettanto sensibili, rapidi, ma senz’altro più affidabili, ripetibili e standardizzabili; offrono quindi anche maggiori garanzie in caso di eventuali contestazioni da parte dell’utenza e, come valore aggiunto, si prestano ad ulteriori studi e ricerche come quelle offerte dal sequenziamento genetico degli isolati.


Analisi critica complessiva dell’attività svolta e dei risultati ottenuti nel quadriennio 2011-2014

Il ring test per la diagnosi sierologica della Peste Suina Classica viene organizzato con cadenza biennale e coinvolge i laboratori coinvolti nel piano nazionale di sorveglianza e i laboratori della Regione Sardegna che sono anche chiamati a eseguire la diagnosi differenziale con la Peste Suina Africana.
Il pannello di sieri che viene allestito dal CEREP si compone di sieri selezionati a partire dalla Banca biologica dedicata e si compone di alcuni sieri positivi derivanti da infezioni sperimentali; questi sieri sono standardizzati e già titolati attraverso la prova di sieroneutralizzazione che rappresenta il gold standard per la diagnosi di PSC secondo il manuale di diagnostica e il manuale OIE. Ciò è particolarmente importante ai fini dell’accreditamento delle prove secondo le norme ISO: anche se il test sierologico in questione è un test di screening che deve essere confermato dal CEREP, è opportuno sottolineare che tutti i laboratori hanno accreditato questa prova.
In termini generali, il Ring Test per PSC consente di dimostrare come il sistema diagnostico italiano si attesti su ottimi livelli di sensibilità e specificità.


Data di pubblicazione: 25 giugno 2015

Tag associati a questa pagina: Malattie degli animali


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