Afta epizotica - LNR

FONTE: Ministero della Salute

LNR per l'Afta epizotica - Centro di referenza nazionale per l’afta epizootica e le malattie vescicolari

Macroarea: Attività trasversali
Sezione: Laboratori Nazionali Riferimento

 

E’ necessario premettere che la manipolazione di virus aftosi è consentita esclusivamente nel LNR accreditato, autorizzato e annualmente controllato dall’autorità centrale per la verifica del mantenimento dei requisiti di biosicurezza specificamente previsti per i virus aftosi.

Inoltre, come in tutti gli stati membri della UE, anche in Italia la sorveglianza nei confronti dell’afta epizootica è solo basata sulla segnalazione e follow-up di forme cliniche sospette. Non essendo in atto un programma di monitoraggio attivo fondato su prove diagnostiche, l’unico laboratorio che esegue test per afta, soprattutto nello svolgimento del ruolo di Laboratorio di referenza OIE/FAO, è il LNR.

Ciononostante, poiché i manuali di emergenza prevedono che, in caso di emergenza diagnostica conseguente ad incursione della malattia nel paese, altri laboratori regionali possano essere chiamati per motivi logistici all’esecuzione di prove diagnostiche purchè basate sull’uso di antigeni aftosi inattivati o ricombinanti, il LNR ha organizzato un PT 2014 con l’intento di  mantenere la formazione dei laboratori veterinari regionali sulle metodiche ELISA per l’identificazione di anticorpi anti-aftosi. La prova selezionata per il PT 2014 è stata la prova ELISA-NSP per la dimostrazione di anticorpi verso la proteina non strutturale 3ABC, utilizzata per rilevare animali infetti con qualunque sierotipo virale, differenziandoli dagli animali vaccinati.

Tabella

Ai laboratori partecipanti è stato distribuito un pannello di 20 campioni in cieco, composto da 9 sieri negativi e 11 positivi a vario livello, da esaminare in tre prove successive con il kit pronto-uso sviluppato dal LNR e distribuito contestualmente ai campioni in esame.

Poiché il test permette una valutazione semi-quantitativa del livello anticorpale, è stato possibile valutare non solo la correttezza dei risultati, conformi in tutti i laboratori, ma anche confrontare il valore ottenuto come espressione quantitativa della positività anticorpale sia in tre prove consecutive intra-laboratorio che tra diversi laboratori.

Grazie al format di kit stabilizzato e pronto-uso, il test ha dimostrato una adeguata robustezza, e i risultati di accordanza e concordanza sono stati soddisfacenti.

 


Analisi critica complessiva dell’attività svolta e dei risultati ottenuti nel quadriennio 2011-2014

L’obiettivo dei PT per Afta organizzati a livello nazionale è quello di far conoscere ai laboratori di riferimento regionali le metodiche sierologiche per l’identificazione di anticorpi verso i virus aftosi applicate dal Centro di Referenza, verificare la robustezza dei test e mantenere la formazione dei laboratori ai quali le metodiche potranno essere trasferite in caso di emergenza afta nel territorio nazionale.

Condizione inderogabile per la possibilità di eseguire test per afta in laboratori diversi dal LNR autorizzato alla manipolazione dei virus aftosi è che i test utilizzino antigeni virali inattivati o ricombinanti; rispondono a questi requisiti i test ELISA per la dimostrazione di anticorpi verso proteine non strutturali (test DIVA) espresse per via ricombinante, e i test ELISA competitivi per la determinazione degli anticorpi verso proteine strutturali dei vari sierotipi, basati su antigeni capsidici inattivati.

Nel quadriennio 2011-2014 le metodiche oggetto dei PT che hanno coinvolto 10-12 laboratori regionali hanno incluso entrambe le tipologie di test, sviluppati ed allestititi nel format di kit ELISA pronto-uso dallo stesso LNR e distribuiti ai partecipanti con un corrispondente pannello di sieri in cieco sui quali riportare i risultati e l’interpretazione diagnostica.

In particolare, le metodiche selezionate come modello sono state il kit ELISA competitiva per anticorpi anti-sierotipo O e il kit DIVA ELISA-3ABC per gli anticorpi anti-NSP, in alternanza o contemporaneamente. Nel secondo caso, oltre all’abilità nell’esecuzione delle prove, si è inteso verificare la capacità di interpretare lo stato dell’animale nei confronti dell’afta (vaccinato/ infetto/ negativo) sulla base delle risultanze dei due test sierologici nel loro insieme.

La numerosità (da 20 a 42) e varietà dei campioni caratterizzati da diversi profili anticorpali, sottoposti a PT nel quadriennio, ha permesso di valutare le performance dei test e dei laboratori in simulate situazioni di campo. I test hanno dimostrato in generale una adeguata robustezza che ha permesso il conseguimento di buone performance dei laboratori.

 


Data di pubblicazione: 25 giugno 2015

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