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Guardia di Finanza - Attività svolta nel settore alimentare

FONTE: Guardia di Finanza

Attività svolta nel settore alimentare dalla Guardia di Finanza

Macroarea: Alimenti
Settore: Forze di Polizia

 

3B. Azioni per il miglioramento del sistema dei controlli

L’impegno della Guardia di Finanza nel settore delle frodi agroalimentari si colloca nella più ampia azione di tutela del mercato dei beni e dei servizi affidata al Corpo dal vigente quadro normativo.

Nelle sue linee generali, tale missione si sviluppa attraverso il controllo economico del territorio, la vigilanza sulle movimentazioni doganali delle merci e le attività investigative in senso stretto.

In ossequio alle prerogative istituzionali, i Reparti sono impegnati in maniera preponderante nel contrasto alle falsificazioni e alle contraffazioni alimentari, ed in misura minore o, per così dire, incidentale, alle sofisticazioni e alle adulterazioni, in relazione a esigenze operative emerse nel corso di altri servizi istituzionali.

Rispetto a tali ambiti, infatti, sussiste una competenza preminente dei Reparti specializzati dell’Arma dei Carabinieri, nonché del Corpo Forestale dello Stato, come chiaramente delineato dal decreto ministeriale 28 aprile 2006, in tema di riassetto dei comparti di specialità delle Forze di polizia.

Nel dispositivo di contrasto svolge un ruolo non trascurabile anche l’I.C.Q.R.F., con cui il Corpo intrattiene costanti rapporti di collaborazione operativa.

La presenza di numerosi attori nel complessivo dispositivo di contrasto agli illeciti che interessano le produzioni agroalimentari è da collegare alle specificità che caratterizzano il settore.

Infatti, per l’accertamento della quasi totalità delle frodi che attengono all’origine e alla qualità dei prodotti per alimentazione non si può prescindere dall’esecuzione di approfondite analisi chimiche a cura di personale tecnico altamente qualificato, che coadiuva la polizia giudiziaria nel completamento del quadro probatorio e investigativo necessario a chiarire le responsabilità.

Un ulteriore ambito d’intervento è poi collegato all’esercizio delle funzioni di vigilanza dei traffici di merci nell’ambito degli spazi doganali, ove i Reparti agiscono in sinergia con le articolazioni territoriali dell’Agenzia delle Dogane.

Sin dal 2009 i rapporti di collaborazione e di coordinamento tra i Reparti del Corpo e le Autorità di controllo competenti sono stati rafforzati con apposite procedure di raccordo.

In questa prospettiva, sono state impartite specifiche direttive per disciplinare tutti i casi in cui le unità operative della Guardia di Finanza, durante lo svolgimento dei servizi istituzionali di polizia economica e finanziaria, acquisiscono elementi e notizie, fonti di prova o indizi relativi alla possibile detenzione per l’immissione sul mercato di alimenti nocivi o rischiosi per la salute.

In tali evenienze, è stato disposto che i Comandi provvedano ad adottare metodologie operative differenziate secondo la necessità o meno di procedere a prelevamento campioni ed analisi merceologiche per l’accertamento di eventuali violazioni.

In particolare:

  • nelle ipotesi in cui l’accertamento della possibile adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari (o della commercializzazione di prodotti nocivi e pericolosi per la salute pubblica) non possa prescindere dal prelevamento e dall’analisi merceologica di appositi campioni da parte delle Autorità preposte ex art. 2 del citato D.Lgs. 193/2007, i Reparti provvedono a richiedere la collaborazione dei tecnici delle Aziende Sanitarie Locali o delle Province autonome/ Regioni/ Ministero della Salute più vicini;
  • se i prodotti alimentari sequestrati presentano dei rischi diretti o indiretti per la salute umana, anche solo potenziali, i Comandi Provinciali competenti provvedono a notiziare tempestivamente il Comando Generale, per il successivo inoltro di una segnalazione specifica al Ministero della Salute, attraverso una relazione  contenente:
    • una sintetica descrizione dell’attività di servizio;
    • indicazioni sull’A.u.s.l. (eventualmente) interessata per le valutazioni tecniche di competenza;
    • la denominazione del prodotto, nome del marchio commerciale, tipologia del prodotto e della confezione;
    • altri elementi identificativi del prodotto (lotto, tempo massimo di conservazione e data di produzione);
    • elementi d’identificazione dello stabilimento di produzione e dell’impresa di distribuzione o somministrazione.

 


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    Data di pubblicazione: 25 giugno 2015


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