Sei in: Home > 2. Risultati > Sanità Animale - Malattie infettive > BSE Controllo, Sorveglianza ed Eradicazione

BSE Controllo, Sorveglianza ed Eradicazione

FONTE: Ministero della Salute

Controllo, Sorveglianza ed Eradicazione della BSE

Macroarea: Sanità animale
Settore: Malattie infettive

 

2. Risultati

Nel complesso le attività di controllo, sorveglianza ed eradicazione per la BSE hanno ottenuto risultati positivi costanti nel tempo garantendo la sicurezza nazionale. L’assenza di casi sul territorio italiano da diversi anni ha permesso l’allentamento della sorveglianza sui bovini regolarmente macellati mentre permane e risulta fondamentale quella sulle categorie a rischio.  

L’analisi dell’attività svolta è realizzata sia dalla comparazione tra i dati raccolti dal CEA attraverso la sorveglianza sui bovini morti e le informazioni inserite in Banca Dati Nazionale riguardanti i bovini morti nello stesso periodo, sia attraverso un monitoraggio realizzato dallo stesso Ministero della Salute sui flussi informativo-documentali che dalle Regioni devono confluire a livello centrale, consentendo pertanto il rilievo di eventuali difformità.

I flussi informativo-documentali regionali vengono valutati nel programma di controllo LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), sia per il rispetto della tempistica (“criterio di copertura”), sia per l’aspetto di qualità dei dati (“criterio di qualità”), ossia il raggiungimento dei target fissati, ad esempio la percentuale di test effettuati sull’atteso dei capi morti. Con riferimento al primo criterio, l’indicatore ha mostrato nel complesso una valutazione positiva, in linea con gli obiettivi dichiarati.

Le non conformità che permangono, già evidenziate negli anni precedenti, sono:

1) campioni non idonei prelevati da bovini venuti a morte (tabella 2.1);

2) mancato campionamento dei capi bovini venuti a morte di età > ai 48 mesi rispetto ai morti registrati in BDN (tabella 2.2).

  1. Con campione “non idoneo” si intende il campione di midollo allungato nel quale, a causa di errori di prelievo o decomposizione del tessuto (parziale o totale colliquazione del tronco encefalico), il tratto di obex da esaminare non è più identificabile. La prima causa determina una mancata corrispondenza del tessuto prelevato con le sedi anatomiche in cui si concentra maggiormente il prione, mentre la seconda è dovuta al mancato segnalamento o a ritardi nelle notifiche dei capi morti da parte dell’allevatore, soprattutto nel periodo estivo in cui le alte temperature accelerano il deterioramento del tessuto. Il conferimento e la lavorazione del campione non idoneo in laboratorio non consente di escludere con certezza la positività dell’animale, anche in caso di esito negativo, minando, seppur in minima parte, i risultati dell’attività di sorveglianza.
    Nel 2014 il totale del numero di campioni non idonei è stato pari a 6.085 campioni su un totale di 51.120 prelevati per tutte le categorie (pari a 11,90% sul totale dei campioni effettuati). Suddividendo il totale dei campioni non idonei rispetto alle categorie dei bovini campionati si ottengono i seguenti risultati:
    Tabella 2.1
    Tab. 2.1 - campioni non idonei prelevati da bovini venuti a morte

    La maggior parte dei campioni non idonei provengono da bovini morti, in particolare nel periodo estivo: da giugno a settembre sono stati prelevati 2.707 obex non idonei (pari al 44,4% dei prelievi non idonei del 2014).

  2. La seconda non conformità riguarda il mancato prelievo di obex su animali venuti a morte in stalla o al pascolo e durante il trasporto con un’età superiore ai 48 mesi. Come si può notare nella tabella seguente si è confermato nel complesso un trend positivo, con una percentuale nazionale dei test effettuati sul numero dei capi effettivamente morti pari al 93,6% (42.485 test su 43.346 capi morti registrati in BDN).
    Si deve purtroppo evidenziare un dato totalmente controcorrente per alcune Regioni, come Lazio (62%), Sicilia (53%), Puglia (47%) e Sardegna (7%).
    I fattori che pesano sul mancato campionamento di tutti i capi bovini venuti a morte di età superiore ai 48 mesi sono frequentemente riconducibili alle caratteristiche geografiche del territorio e alla tipologia di allevamento (stato brado) che rendono difficile la segnalazione da parte dell’allevatore perché non sempre riesce ad individuare tempestivamente la carcassa. Altro fattore che incide sulla mancata pre-notifica del capo morto è il costo dello smaltimento della carcassa, in alcuni casi interamente a carico degli allevatori. Dato che i capi appartenenti alle categoria dei morti appartengono alla categoria a rischio nella quale è maggiore la probabilità di riscontrare la malattia rispetto ai capi regolarmente macellati, il loro mancato prelievo potrebbe comportare rischi da un punto di vista sanitario e rappresenta, inoltre, un inadempimento ne confronti della Commissione Europea.
    Vista la necessità di una corretta esecuzione di questa attività sono state coinvolte più unità responsabili del Ministero della Salute e di altri Ministeri (Ministero dell’Ambiente).
    Tabella 2.2
    Tab. 2.1 - Mancato campionamento di bovini morti <48 mesi

A seguito delle irregolarità e non conformità rilevate nello svolgimento dei controlli ufficiali, sono state poste in essere specifiche azioni correttive, commisurate al singolo caso ed alla gravità dell'infrazione. Pertanto, le azioni correttive variano dalla prescrizione di misure che l'operatore deve applicare entro un certo periodo di tempo per sanare la situazione e per prevenirne il ripetersi, all'applicazione di sanzioni amministrative e pecuniarie, fino alle sanzioni penali.

 


‹‹‹ Capitolo precedente - Capitolo successivo ›››

Data di pubblicazione: 25 giugno 2015


Condividi:

  • Facebook