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Alimenti di qualità regolamentata - Qualità merceologica - Controlli

FONTE: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Controlli ufficiali sulla qualità merceologica dei prodotti di qualità regolamentata

Macroarea: Alimenti
Settore: Qualità merceologica

 

2. Risultati - principali tipologie di violazioni riscontrate

Contrasto alla contraffazione dei prodotti da agricoltura biologica importati

Operazione Vertical Bio

A febbraio 2014, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Pesaro, congiuntamente al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pesaro, l’ICQRF ha smantellato un’organizzazione criminale internazionale che importava in Italia, in particolare da Moldavia, India e Ucraina, granaglie destinate all’uso mangimistico e, in alcuni casi, anche al consumo umano (soia, mais, frumento e semi di lino) falsamente certificate come biologiche.

Molti di questi prodotti irregolari sono stati scoperti grazie ai Tecnici dei Laboratori di analisi dell’ICQRF, altamente specializzati nella ricerca della presenza di residui di fitofarmaci e OGM. L’indagine, avviata dalla scoperta di soia dichiarata biologica, importata dall’Ucraina, ma risultata all’analisi contenere oltre il 50% di OGM, ha portato gli investigatori a sequestrare – nel tempo – un quantitativo totale di oltre 2.200 t di granaglie e sottoprodotti della lavorazione, falsamente certificati biologici, per un valore complessivo pari a circa 3 milioni di €.

Nel corso delle indagini, durate circa due anni, sono stati utilizzati complessi metodi di investigazione che hanno portato all’accertamento della commercializzazione di prodotti dichiarati biologici, ma in realtà contenenti organismi geneticamente modificati (OGM) e/o contaminati con principi attivi chimici vietati in agricoltura biologica (tra cui il glyphosate e il clormequat).

Le attività investigative hanno evidenziato pesanti elementi probatori nei confronti di diversi soggetti facenti parte dell’associazione per delinquere transnazionale, responsabili di aver promosso – anche mediante la costituzione di società estere nonché con finanziamenti e interventi diretti volti a sostenere la frode – la falsa certificazione di prodotti agricoli convenzionali come biologici.

È stata contestata l’associazione a delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio, aggravata dalla transnazionalità del reato commesso a danno di un prodotto di qualità regolamentata. Il GIP ha disposto il sequestro per equivalente di beni mobili, immobili, partecipazioni societarie e conti correnti riconducibili a 20 dei soggetti indagati, nonché sui beni aziendali di 6 società, fino all’ammontare di 35 milioni di €, pari al profitto illecito derivante dalla commercializzazione in tutta Europa di falsi prodotti “bio” per 350.000 t, in circa cinque anni.

Sono state eseguite 11 ordinanze di misure cautelari degli arresti domiciliari e notificate 8 misure interdittive nei confronti dei soggetti appartenenti all’associazione per delinquere. Gli indagati sono oltre 50.

 

Altri illeciti accertati sui prodotti da agricoltura biologica

Le violazioni penali riscontrate sono dovute a frodi in commercio e, talora, a falsità della documentazione attestante la conformità al metodo di produzione da agricoltura biologica.

I controlli analitici hanno accertato la presenza di residui di principi fitosanitari non consentiti in campioni di granaglie falsamente dichiarati da agricoltura biologica.

Le violazioni di carattere amministrativo più frequentemente rilevate sui prodotti da agricoltura biologica sono imputabili alle stesse irregolarità riscontrate sui prodotti convenzionali, riconducibili al sistema di etichettatura e/o presentazione, o a parametri di composizione non conformi rispetto alla categoria merceologica dichiarata.

Tra i principali illeciti accertati, si citano i seguenti:

  • vini qualificati come biologici e destinati alla commercializzazione all’estero risultati contenere un principio attivo non consentito
  • formaggio a DOP da agricoltura biologica ottenuto da latte di pecore alimentate con mangimi convenzionali non previsti dal metodo biologico, che ha portato all’espulsione di alcuni allevatori dal sistema di certificazione operata dall’Organismo di controllo
  • contraffazione dei documenti di certificazione di carne a IGP da parte di un grossista che forniva tale prodotto a ristoranti
  • presenza di principi attivi in 6 campioni di prodotti alimentari dichiarati da agricoltura biologica (olio extravergine di oliva, cereali e derivati, frutta e succo di fritta, uve da vino fresche)

 


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Illeciti accertati sui Prodotti a DOP a IGP e STG

Tra i principali illeciti accertati si citano i seguenti:

  • mosto mutizzato prodotto da uve biologiche atte alla produzione di aceto balsamico di Modena a IGP ottenuto in uno stabilimento sequestrato dalla ASL di Palermo per gravi carenze igienico-sanitarie
  • vino a IGP biologico destinato ai Paesi scandinavi con indicazioni ingannevoli in etichetta
  • olio extravergine di oliva a DOP ottenuto in difformità al disciplinare di produzione
  • forme di formaggio a DOP Grana Padano ottenute in violazione al disciplinare di produzione
  • irregolarità classificata grave nel piano di controllo di Parmigiano Reggiano a DOP
  • rinvenimento di mozzarella di bufala campana a DOP priva del contrassegno attribuito dal Consorzio e del logo
  • gelato al pistacchio evocante la denominazione protetta pistacchio di Bronte

I controlli analitici hanno accertato la presenza di latte vaccino in formaggi falsamente dichiarati Mozzarelle di bufala Campana a DOP.

Gli illeciti amministrativi più frequentemente accertati sui prodotti a DOP, a IGP e a STG sono imputabili alle stesse violazioni riscontrate sui prodotti convenzionali, quali le irregolarità del sistema di etichettatura e/o presentazione.

 


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Illeciti accertati sui Vini a D.O. (vini a DOCG, a DOC) e a IGT)

Contrasto alla contraffazione dei vini di qualità

Nel settore vitivinicolo sono emersi fenomeni fraudolenti di ingente valore economico, riconducibili alla falsificazione di prestigiosi vini a DOCG toscani, sostituiti da vini di modesta qualità, realizzati attraverso la falsificazione dei documenti di tracciabilità dei prodotti e dei contrassegni di Stato.

L’ICQRF ha partecipato direttamente all’operazione dei Carabinieri in Toscana, Umbria, Liguria e Lazio (tra l’altro eseguendo le analisi chimiche sul vino) che ha portato al sequestro di oltre 30.000 bottiglie di vino etichettato come Brunello di Montalcino, Chianti e altri DOCG, risultato falso e di scarsa qualità.

Ha collaborato, inoltre, sotto il profilo tecnico e operativo, all’importante operazione della Guardia di Finanza di Siena che ha permesso di bloccare un traffico di ingente valore economico di falsi vini d’eccellenza, sostituiti con prodotti di modesta qualità. In tale ambito sono stati sequestrati 165.467 litri di falsi vini a DOCG per almeno un milione di € e 2.350 contrassegni di Stato, documenti di trasporto, fatture e altra documentazione contraffatta.

Nel mese di ottobre, inoltre, in un’operazione congiunta tra ICQRF e Carabinieri sono stati sequestrati, per mancanza di tracciabilità documentale, 7 mila hl di vini designati come Morellino di Scansano DOCG, Maremma Toscana DOC e all’indicazione geografica Toscana, per un valore complessivo di 420 mila €.

L’attività svolta per la tutela di vini di qualità ha comportato i seguenti sequestri :

 

Tabella 2.A.2.1. - Tipologie di prodotti vitivinicoli di qualità sequestrati: quantità e relativo valore economico.

Tabella

 

Tra i principali illeciti accertati si citano i seguenti:

  • Sofisticazione di vini a DOC per zuccheraggio e/o annacquamento
  • Detenzione di prodotti vitivinicoli destinati alla produzione di vini a DOP e a IGP “in nero” non giustificati dalla documentazione ufficiale di cantina
  • Commercializzazione di vini illecitamente qualificati a DOC e talora a DOCG di composizione difforme dai prodotti originariamente certificati
  • Produzione, vendita o distribuzione di vini a DOP e a IGP non conformi ai requisiti stabiliti dai rispettivi disciplinari di produzione
  • Detenzione di vini a IGT, a DOC e a DOCG o di mosti atti alla loro produzione privi di tracciabilità
  • Vini illecitamente qualificati a DOC ottenuti da uve rivendicate a IGP
  • Impiego fraudolento nella produzione di vini a denominazione d’origine di uve provenienti da vitigni non iscritti nelle rispettive filiere
  • Violazioni delle disposizioni in materia di designazione e presentazione e/o nel sistema di chiusura di vini a denominazione d’origine

 


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Data di pubblicazione: 25 giugno 2015


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