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Capitanerie di Porto - Prodotti ittici - Attività svolta

FONTE: Capitanerie di Porto

Attività svolta nel settore alimentare dalle Capitanerie di Porto

Macroarea: Alimenti
Settore: Forze di Polizia

 

2. Risultati

È stato possibile tracciare un quadro generale complessivo della situazione nazionale suddividendo il numero degli illeciti in tre categorie: tracciabilità/etichettatura, cattiva conservazione e frodi. L’attività svolta dalle Capitanerie di Porto ha permesso di individuare 2.774 illeciti pertinenti alla  sicurezza alimentare.

Grafico1

 

I grafici allegati riportano in dettaglio gli andamenti territoriali e temporali dei dati illustrati di seguito per categoria di illeciti.

 

1. CATTIVO STATO DI CONSERVAZIONE/NOCIVO

Grafico2

 

All’interno della categoria di cattivo stato di conservazione rientrano anche tutti quegli illeciti che riguardano l’igiene degli alimenti e prodotti scaduti.

Il grafico attesta che la maggior parte delle violazioni per quanto concerne l’individuazione di prodotto ittico in cattivo stato di conservazione è avvenuta in strada a conferma di come tale problematica sia particolarmente diffusa tra gli “ambulanti”, alcuni dei quali esercenti la professione in maniera abusiva.

Per quanto riguarda le trasgressioni attinenti al pacchetto igiene (mancato utilizzo dell’abbattitore; la dubbia provenienza del prodotto ittico; assenza di bolli sanitari obbligatori; l’assenza di un piano di autocontrollo HACCP) oltre agli ambulanti; hanno riguardato con prevalenza la ristorazione e le pescherie.

Le violazioni vengono riscontrate soprattutto nelle regioni del sud e centro Italia, Campania, Lazio, Calabria, Sicilia e Puglia.

Infine ma non in ultimo hanno rivestito particolare interesse i casi di prodotti ittici scaduti o posti in commercio oltre il termine minimo di conservazione  che sono stati individuati soprattutto presso la GDO (grande distribuzione organizzata) ovvero presso depositi di grossisti.

Seguendo l’andamento degli illeciti durante l’anno, si può notare che il periodo prossimo alle festività natalizie, quando la domanda di prodotti ittici aumenta, è quello in cui si è identificato il maggior numero di reati.


2. TRACCIABILITÀ / ETICHETTATURA

Grafico3

 

Tracciabilità ed etichettatura rappresentano il settore dove sono stati riscontrati il maggior numero di illeciti. Numerose sono state le violazioni che, come riportato dal grafico, vedono al primo posto le pescherie seguite dalla ristorazione, dove la mancanza di documenti idonei a consentire la tracciabilità del prodotto ittico è un’irregolarità diffusa. Molte pescherie hanno dimostrato di non fornire tutte le informazioni richieste dalle normative, si tratta di una conferma rispetto agli anni precedenti difatti ancora diffuso è il fenomeno dell’acquisto di prodotto direttamente da pescatori ricreativi ovvero proveniente da attività illegali in tutte le regioni.

Durante una verifica presso un centro all’ingrosso nell’hinterland napoletano gli uomini della Direzione marittima di Napoli nell’ambito dell’operazione “LABYRINTH” hanno rinvenuto una quantitativo elevato di prodotti ittici vari (spigole, orate, dentici e frutti di mare) in evidente stato di cattiva conservazione e privi di qualsivoglia forma di rintracciabilità e etichettatura  per un totale di 25 tonnellate.

 

3. FRODI COMMERCIALI E PUBBLICITÀ INGANNEVOLE

 Grafico4

 

Il maggior numero di trasgressioni, come da grafico, vede al primo posto, con circa il 39% del totale delle frodi, la ristorazione che è  decisamente superiore a quelle degli altri soggetti.

Nella ristorazione le principali violazioni riscontrate nell’anno ricadono nella scorretta indicazione dello stato di conservazione del prodotto ittico servito ai clienti. L’indicazione della dicitura “congelato”, in diversi casi, è omessa dal ristoratore configurando i presupposti della frode nell’esercizio del commercio.

Quantitativi rilevanti di prodotto fraudolentemente venduto per prodotto ittico di maggior pregio sono stati rinvenuti presso grossisti e grande distribuzione ed ammonta a kg 255.990.

Osservando l’andamento nelle varie regioni d’Italia, tenendo conto che Genova copre 5 regioni, vi è una distribuzione omogenea su tutto il territorio Nazionale.

Gli illeciti hanno una maggiore incidenza durante i periodi in cui c’è maggiore richiesta del pescato: le festività Natalizie e Pasquali che corrispondono ai periodi di Novembre/Dicembre – Marzo/Aprile.

Le frodi alimentari si dividono in due tipologie: frodi sanitarie e frodi commerciali.
Le frodi sanitarie consistono nel rendere nocive le sostanze alimentari e attentano alla salute pubblica; in quelle commerciali non vi è alterazione delle qualità dell’alimento tali da renderlo nocivo, ma un illecito profitto a danno del consumatore.

Le frodi scoperte sono di tre tipi:

  • per sostituzione: specie di minor pregio commercializzate per prodotti più pregiati;
  • per status del prodotto: congelato e surgelato venduti per fresco;
  • per aggiramento: prodotti ittici contingentati vengono trasportati con documenti indicanti specie diverse, non soggette a quote, per dissimulare catture illegali.

 


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Data di pubblicazione: 25 giugno 2015


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