Sei in: Home > 1. Attività svolta > Obiettivi operativi PNI 2011 2014 > Obiettivo Operativo N. 1

Obiettivo Operativo N. 1

FONTE: Capitanerie di Porto, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, NAC (CC Politiche Agricole e Alimentari), NAS (CC Tutela Salute)

Attività svolta dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute per l'Obiettivo Operativo num. 1 del PNI 2011-2014:

Obiettivo Operativo n. 1: Rafforzamento dei controlli nei principali settori produttivi del made in Italy: formaggi, vino, olio, salumi, ecc, volte alla verifica del rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare e di qualità

 

Operazione “Toxic milk” - NAS  Parma
Nella provincia di Parma sono state eseguite 4 ordinanze di arresti domiciliari, emesse dall’Ufficio G.I.P. del locale Tribunale nei confronti di altrettanti indagati e 14 decreti di perquisizione locale e di sequestro di 2.402 forme di Parmigiano Reggiano atte a divenire Parmigiano Reggiano DOP, poiché contenenti latte contaminato da sostanze nocive (aflatossine M1) superiore al limite massimo consentito dalla normativa in vigore.
Denunciate ulteriori 9 persone responsabili di associazione per delinquere finalizzata al commercio di sostanze alimentari nocive, falsità ideologica, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche nonché sequestrata un’intera struttura, per un valore commerciale complessivo pari a 2.500.000 euro.

Macellazione bovini infetti - operazione “Lio” - NAS Perugia
Eseguiti 78 decreti di perquisizione locale e di sequestro nonché segnalate all’Autorità Giudiziaria 65 persone (di cui 56 allevatori e commercianti, 6 veterinari e 3 autotrasportatori) responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio, alla commercializzazione di sostanze alimentari adulterate, al falso e ad altri reati, per avere condotto al macello bovini:

  • affetti da malattie infettive/diffusive (tubercolosi, brucellosi e blue-tongue );
  • falsamente indicati di razza pregiata sulla documentazione di trasporto (chianina, maremmana, marchigiana, romagnola e podolica).

Nel corso dell’operazione è stato tratto in arresto un allevatore per detenzione illegale di arma da fuoco con matricola abrasa e relativo munizionamento nonché sequestrati:

  • 1 allevamento;
  • 104 bovini sprovvisti di documenti di identificazione;
  • 15 pinze per applicazione di marche auricolari;
  • 100 marche auricolari;
  • 200 certificati di intervento fecondativo - in bianco - già firmati da veterinari, per un valore totale di circa 500.000 euro.

Operazione “Latterie Friulane” - NAS Udine
A parziale conclusione di una complessa ed articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Udine, è stata data esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del responsabile dell’approvvigionamento del latte di un noto consorzio friulano, il quale - in concorso con altri 13 indagati (responsabili amministrativi del consorzio, allevatori consorziati, addetti ai laboratori di analisi) - aveva adulterato partite di latte destinate all’alimentazione umana, miscelandole con un quantitativo sconosciuto di latte, prodotto da allevatori consorziati, contaminato da aflatossine M1 in misura superiore ai limiti di legge, con conseguente pericolo per la salute pubblica.

Alimenti contraffatti - NAS di Torino
In un deposito annesso ad uno stabilimento di produzione di confetture sono stati sequestrati 8.600 kg di marmellate e creme spalmabili prodotte nell’impianto indicato, ma riportanti in etichetta indicazioni geografiche relative ad un opificio ubicato in altra provincia. Denunciati i 5 titolari delle aziende coinvolte nella produzione e commercializzazione, anche per il mercato estero, dei prodotti alimentari contraffatti.

Frode in commercio - NAS Genova
Segnalati all’Autorità Giudiziaria i titolari di un autobar in servizio sulla tratta autostradale Savona-Torino per aver posto in commercio funghi sott’olio (galletti, cicalotti, porcini bianchi e neri) con indicazioni di origine della provincia genovese, ma in realtà prodotti con materia prime provenienti dall’estero (Serbia, Vietnam e Spagna) o dalla Calabria.   

Frode in commercio - NAS Pescara
Segnalato all’Autorità Giudiziaria il legale responsabile di una ditta di alimenti della provincia di Chieti per aver posto in vendita, all’interno dello spaccio aziendale, olive in salamoia etichettate quali “Oliva Nocellara del Belice”, prodotto sottoposto a tutela d.o.p., acquistate invece come olive verdi di Sicilia.

Si soggiunge che, nel contesto dell’operazione “OPSON IV”, pianificata da Interpol ed Europol per la lotta alla contraffazione alimentare, questo Comando ha orientato le verifiche specialmente sui prodotti con marchi di tutela, sequestrando circa 100 tonnellate di alimenti (prodotti ittici, ortofrutticoli e dolciari, noccioli di albicocca, salumi, formaggi, olio e bevande alcoliche) poiché privi di tracciabilità, adulterati, contraffatti o comunque di qualità inferiore a quanto dichiarato in etichetta.


Attività svolta dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - ICQRF per l'Obiettivo Operativo num. 1 del PNI 2011-2014:

Obiettivo Operativo n. 1: Rafforzamento dei controlli nei principali settori produttivi del made in Italy: formaggi, vino, olio, salumi, ecc, volte alla verifica del rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare e di qualità

L’ICQRF rappresenta il principale riferimento per la difesa del Made in Italy agroalimentare, operando sia in ambito nazionale che europeo e mondiale.

In qualità di Autorità italiana ex officio, l’ICQRF agisce per far cessare l’uso illegale dei marchi delle DOP/IGP italiane in Europa, ma anche per tutelare tutte le DOP e IGP Europee sul territorio italiano.

Il documento allegato illustra l’attività svolta nel 2014 dall’ICQRF a tutela del made in Italy di qualità in ambito europeo e internazionale, le azioni promosse dall’ICQRF a tutela delle denominazioni e indicazioni italiane e le attività svolte in attuazione del programma mirato al “Controllo del commercio elettronico dei prodotti alimentari di qualità”.


Attività svolta dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari per l'Obiettivo Operativo num. 1 del PNI 2011-2014:

Obiettivo Operativo n. 1: Rafforzamento dei controlli nei principali settori produttivi del made in Italy: formaggi, vino, olio, salumi, ecc, volte alla verifica del rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare e di qualità

Il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari svolge “controlli straordinari” sulla erogazione e percezione di aiuti comunitari nel settore agroalimentare e della pesca ed acquacoltura, sulle operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, ivi compresi gli aiuti ai Paesi in Via di Sviluppo e agli indigenti; inoltre, assicura le attività di prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare, con particolare riferimento alle produzioni con certificazioni di qualità (DOP, IGP, STG, Biologico).
Competenze del Comando Carabinieri Politiche Agricole ed Alimentari

L’attribuzione duale dell’azione di controllo conferita al CC Politiche Agricole e Alimentari sia sul fronte delle “frodi ai danni dell’UE”, intese in senso tecnico come indebiti percepimenti di finanziamenti UE, sia sul fronte delle “frodi agroalimentari”, riferite agli illeciti nella qualità e sicurezza alimentare, risponde ad una visione unitaria e strategica che persegue il rigore nelle azioni di sostegno e la qualità delle produzioni per sostenere la filiera agroalimentare, anche a tutela del “Made in Italy”.

In tale quadro, il CC Politiche Agricole e Alimentari  si configura ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 28 luglio 1989 n. 271 quale  Servizio Nazionale di Polizia Giudiziaria che espleta la propria attività per tramite dei Nuclei Antifrodi Carabinieri (NAC) di Roma, Salerno e Parma con competenza territoriale rispettivamente per il Nord, Centro e Sud Italia, e del Nucleo di Coordinamento Operativo (NCO) con sede in Roma.

Il Comando intrattiene inoltre intensi rapporti di collaborazione con INTERPOL ed EUROPOL, la rete di cooperazione internazionale di polizia, e con l’OLAF(Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode) di Bruxelles con il quale coordina l’attività antifrode su tutto il territorio UE, grazie anche alla presenza di un Ufficiale Superiore, quale esperto nazionale, ivi distaccato permanentemente.

Le violazioni agli obblighi di rintracciabilità dei prodotti agroalimentari possono rappresentare illeciti – spia di interessi criminali più ampi presenti in un contesto del comparto o anche su tutta la filiera. A titolo di esempio si può citare il caso della individuazione sulle linee produttive di una partita di prodotti agroalimentari privi della tracciabilità, e quindi con incerte attribuzioni sull’origine e sulla provenienza. La casistica può riguardare prodotti ortofrutticoli, l’industria conserviera, paste alimentari, o anche linee di produzione di vino, olio extravergine, di trasformazione di formaggi, prodotti ittici, etc. Si coglie in tutta evidenza come dietro l’irregolarità, sanzionata di per sé sul piano amministrativo (art. 18 Reg. CE 178/2002), possa celarsi in realtà un traffico di prodotti irregolari, importati dall’estero e sottratti in alcuni casi alle analisi delle autorità sanitarie e ai controlli doganali, oppure regolarmente importati ma successivamente destinati ad una falsa attribuzione del “Made in Italy” o di un marchio di qualità.

Per i dettagli dell'attività svolta e dei risultati conseguiti nel 2014, si rimanda alla scheda monografica (CC Politiche Agricole e Alimentari - Attività svolta nel settore agroalimentare)

 


Attività svolta dalle Capitanerie di Porto per l'Obiettivo Operativo num. 1 del PNI 2011-2014:

Obiettivo Operativo n. 1: Rafforzamento dei controlli nei principali settori produttivi del made in Italy: formaggi, vino, olio, salumi, ecc, volte alla verifica del rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare e di qualità

Per quanto riguarda i prodotti D.O.P./I.G.P./S.T.G., quelli che rivestono interesse per le verifiche del Corpo sono soltanto due: le “acciughe sotto sale del Mar Ligure” e la “cozza di Scardovari”. Lo scopo dei controlli è stato quello di perseguire l’obiettivo di tutelare il settore ittico nostrano pertanto le verifiche espletate dalla Guardia Costiera si sono concentrate lungo una duplice direzione:

  • verso gli esercizi commerciali;
  • verso i prodotti d’importazione.

Si può osservare che la maggior parte di prodotto ittico consumato (circa il 70%) proviene dall’estero nonostante il nostro paese disponga di un’ampia flotta di pescherecci. Molte frodi si riscontrano in questo campo, spesso caratterizzate dall’eliminazione di un aggettivo (“indopacifico”, “atlantico”, “sudafricano”), dalla denominazione commerciale per rendere più appetibile il prodotto.
Il principale obiettivo del 2014 è fissato dal Reg.(CE) 1379/2014 che è mirato a verificare la corretta tracciabilità ed etichettatura dei prodotti della filiera della pesca.
I controlli effettuati sulla tracciabilità/etichettatura hanno permesso di evidenziare un numero totale di 1.993 violazioni.

Si riportano di seguito gli illeciti che hanno avuto maggiore interesse nell’ambito di questo settore:
Illeciti di maggiore interesse nel settore ittico

In merito allo specifico segmento tracciabilità/etichettatura, i grafici riportano l’andamento del numero degli illeciti nel quadriennio con il totale delle violazioni riscontrate. 
Illeciti di tracciabilità

Il grafico mostra come l’obbiettivo prefissato per l’anno 2014, dal punto di vista operativo, può considerarsi raggiunto. Nell’ultimo anno si è avuta una riduzione del numero degli illeciti rispetto al 2013 nonostante il numero di controlli è stato pressoché invariato. Questo risultato è l’espressione di una maggiore attenzione degli esercenti e della politica d’informazione del Corpo che negli anni ha sensibilizzato gli operatori del settore ad una più attenta attuazione alla normativa nazionale e comunitaria.


Attività svolta dal Corpo Forestale dello Stato per l'Obiettivo Operativo num. 1 del PNI 2011-2014:

Obiettivo Operativo n. 1: Rafforzamento dei controlli nei principali settori produttivi del made in Italy: formaggi, vino, olio, salumi, ecc, volte alla verifica del rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare e di qualità

Nel settore agroalimentare il marchio italiano è indice riconosciuto di qualità a livello internazionale, in virtù del fatto che l’Italia è uno degli Stati con il più ricco e variegato patrimonio agroalimentare, in grado di vantare produzioni tipiche di eccellenza: da qui consegue la maggiore vulnerabilità delle nostre produzioni di qualità rispetto a tentativi di imitazione, usurpazione di marchi e vera e propria contraffazione.

Dal mese di maggio 2013 il Corpo forestale dello Stato ha effettuato un’intensa attività di accertamento sul territorio nazionale relativa alla tutela della qualità dei prodotti del made in Italy agroalimentare a garanzia del consumatore, anche in applicazione del concetto di trasparenza informativa espresso dal Reg. (UE) 1169/2011, “relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori”.

Sul piano operativo, gli illeciti più frequenti riscontrati dal Corpo forestale dello Stato riguardano prodotti agroalimentari che, pur riportando in etichetta evidenti richiami all’italianità, risultano realizzati all’estero. Tali produzioni annoverano merci appartenenti ai settori del lattiero caseario, delle carni lavorate, dei prodotti da forno, della pasta e delle conserve.

A proposito del Reg. (UE) 1169/2011, entrato in attuazione dal 13 dicembre 2014, c’è da sottolineare che, pur ponendosi come esigenza prioritaria quella di “assicurare” ai cittadini “il diritto all’informazione” e la possibilità di “compiere scelte consapevoli”, prevede, tra le altre cose, che l’indicazione dello stabilimento di produzione degli alimenti non sia più obbligatoria, ostacolando di fatto almeno parzialmente gli organi di controllo e, soprattutto, rendendo molto più difficoltoso per i consumatori orientarsi nei propri acquisti, tenendo conto dell’importanza, ammessa dallo stesso Regolamento, circa “le indicazioni relative al paese d’origine o al luogo di provenienza di un alimento”, che “ dovrebbero essere fornite ogni volta che la loro assenza possa indurre in errore i consumatori per quanto riguarda il reale paese d’origine o luogo di provenienza del prodotto”, in modo da “non trarre in inganno il consumatore”.

Si evidenzia infine che il contrasto alla contraffazione e al falso made in Italy, in assenza di metodi ufficiali di analisi che consentano di autenticare l'origine delle materie prime agricole, diventa un’attività che presenta notevoli difficoltà: a questo proposito, sarebbe necessaria l’istituzione di una banca dati della biodiversità agroalimentare, in cui inserire parametri scientifici che consentano di certificare l’origine dei prodotti alimentari.

Nel periodo 2011 – 2014 sono state svolte diverse indagini complesse nei settori:

viti-vinicolo(Comando prov.le di Salerno, 2014, sequestrate 8.000 bottiglie di vino Aglianico e Falanghina contraffatto);

oleario(operazione “Sulle tracce del deodorato”, Nucleo Agroalimentare e Forestale, 2011, scoperta una partita di 450 tonnellate di olio d’oliva con documenti di trasporto falsificati; Tavernelle Val di Pesa – SI -; operazione di cooperazione internazionale con la Gendarmeria francese; Comando prov.le di Foggia, 2012, sequestro di 3.500 litri di olio privo di tracciabilità; Comando prov.le di Arezzo, 2013, ritirate dal mercato circa 2.000 bottiglie di olio con etichettatura ingannevole; Comando prov.le di Siena, 2014, sequestrati circa 12.000 litri di olio);

lattiero-caseario (operazione “Stracchino”, Nucleo Agroalimentare e Forestale, 2011, sequestrate 15 tonnellate di stracchino proveniente illecitamente dalla Slovacchia; Comando prov.le di Potenza, 2013, sequestro di 1 tonnellata di prodotti caseari per violazione delle normative igienico-sanitarie; Comando prov.le di Avellino, 2014, sequestro di 5 tonnellate di latte vaccino privo di tracciabilità);

prodotti certificati(operazione “Oro nero”, 2011, sequestrati 35.000 litri di aceto balsamico di Modena IGP e di di aceto balsamico tradizionale DOP contraffatti; Comando prov.le di Brescia, 2012, sequestrati 20 tonnellate di Speck Alto Adige IGP contraffatto; Comando prov.le di Bari, 2014, sequestro di 2 tonnellate di falso Pecorino Romano DOP);

contraffazione(Nucleo Agroalimentare e Forestale, 2011, sequestrate 372 confezioni di tagliatelle aromatizzate al Chianti classico DOCG e al Brunello DOCG, ma senza alcuna autorizzazione; Comando prov.le di Napoli, 2011 e 2012, sequestro di oltre 140 tonnellate di prodotti ittici illecitamente commercializzati; Comando prov.le di Foggia, 2013, sequestrati oltre 36.000 confezioni di barattoli di conserve privi di tracciabilità, per un peso complessivo di oltre 250 tonnellate; NAF, 2014, sequestrati oltre 3.500 litri di falso whisky);

funghi e tartufi(operazione “Por-Cina”, Nucleo Agroalimentare e Forestale, 2011, sequestrate oltre 6.000 confezioni di funghi porcini secchi provenienti dalla Cina, ma commercializzate come italiane; Comando prov.le di Avellino, 2014, sequestrati 30 kg di funghi e tartufi, con sanzioni di circa 5.000 Euro);

apicoltura(operazioni “Ape Maia” e “Ape Maia bio”, Comando prov.le di Ascoli Piceno, 2011 e 2012, sequestrate 13.000 confezioni di propoli contaminato da sostanze antiparassitarie e ritirate dal commercio 2.000 bottigliette di preparati alimentari in soluzioni idroalcoliche e oltre 450.000 perle da masticare; Comando prov.le di Taranto, 2014, sequestrati oltre 15 tonnellate di miele detenuto in cattive condizioni igienico sanitarie);

settore zootecnico(operazione “East horses”, Comando prov.le di Reggio Emilia, 2011, smantellata una rete di commercio e macellazione clandestina di cavalli; 2013, smantellato vasto traffico di farmaci per gonfiare vitelli nel nord Italia e sequestrate confezioni di farmaci veterinari per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro; Comando prov.le di Bari, 2014, sequestrati oltre 1.000 kg di carne bovina priva di tracciabilità; Comando prov.le di Bari, 2014, sequestrate oltre 52.000 uova di qualità diversa da quella dichiarata);

bufale(Comando prov.le di Caserta, 2011, sequestro di 15.000 confezioni di mozzarella di bufala campana DOP contraffatta; operazioniBufale sicure” e Bufale sicure 2”, Comando prov.le di Caserta e Nucleo Agroalimentare e Forestale, 2013, sequestrate nel casertano circa 2.000 bufale infette da brucellosi, ma passate per sane; Comando prov.le di Caserta e Nucleo Agroalimentare e Forestale, 2014, arrestate 4 persone per grave adulterazione di mozzarella di bufala campana DOP);

grano e paste (operazione “Taralli per cavalli”, Comando prov.le di Bari, 2012, sequestro di oltre 2.700 confezioni di taralli realizzati con crusca a uso zootecnico; Comando prov.le di Bari, 2013, sequestrate 11 tonnellate di pasta etichettate in modo da indurre in inganno il consumatore, e 24 tonnellate di pasta venduta come italiana, ma interamente realizzata in Svizzera; Comando prov.le di Bari, 2014, sequestrati 2.500 kg di farine e di semole avariate).


Attività svolta dalla Guardia di Finanza per l'Obiettivo Operativo num. 1 del PNI 2011-2014:

Obiettivo Operativo n. 1: Rafforzamento dei controlli nei principali settori produttivi del made in Italy: formaggi, vino, olio, salumi, ecc, volte alla verifica del rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare e di qualità

La finalità di fondo delle attività che vengono complessivamente sviluppate nel settore agroalimentare risponde alla duplice esigenza:

  • da un lato, di difendere le imprese legali, che rispettano le regole e non devono subire la concorrenza sleale dei soggetti che operano nell’economia sommersa o fanno parte dell’economia illecita gestita dalla criminalità;
  • dall’altro lato, di tutelare i cittadini consumatori dai rischi di frodi e di traffici illeciti, che possono ledere i loro diritti ed interessi economici, le legittime aspettative e, in alcuni casi, perfino la loro salute ed incolumità personale.

La Guardia di Finanza, inoltre, indipendentemente dall’eventuale presenza di fenomeni contraffattivi o di falsificazione, interviene nel settore agroalimentare anche per contrastare altre tipologie di illegalità che colpiscono la filiera quali l’evasione fiscale e il sommerso, ma anche le frodi nella percezione di contributi e finanziamenti a carico del bilancio nazionale o comunitario, le truffe previdenziali per l’indebito conseguimento di indennità di disoccupazione e di sostegno al reddito, le infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione, acquisizione e finanziamento di strutture imprenditoriali agricole.
Si tratta di fenomeni criminali che investono a pieno titolo l’intero segmento della missione istituzionale della Guardia di Finanza e che, pertanto, necessitano di una risposta ampia e coordinata, garantita da un approccio operativo trasversale, finalizzato all’individuazione e all’accertamento simultaneo dei collegamenti tra le diverse manifestazioni di illegalità economico-finanziaria.
L’impegno del Corpo nel comparto agroalimentare, pertanto, rispecchia la consueta impostazione delle attività operative dei Reparti, nel senso che i fenomeni illeciti oggetto di interesse investigativo, oltre che per i profili direttamente attinenti all’uso distorto di marchi o denominazioni di qualità o di origine, vengono poi approfonditi anche relativamente alle connesse implicazioni di carattere fiscale, patrimoniale e di qualunque altra natura criminale.
In questo genere di accertamenti il Corpo assicura una capacità di analisi del tutto peculiare, connaturata alle proprie funzioni di polizia economico-finanziaria, che non interferisce, ma anzi completa, le ulteriori competenze che sono necessariamente richieste per ricostruire sul piano tecnico-scientifico scenari operativi molto complessi, spesso collegati ad ambiti ultra nazionali.

Nell’attuale contesto economico che vede una notevole perdita del potere d’acquisto delle famiglie, il segmento di mercato in argomento risulta particolarmente esposto soprattutto a vere e proprie frodi commerciali che interessano alimenti e bevande.
Si tratta di condotte delittuose che possono essere molto pericolose per la salute dei consumatori, dietro le quali spesso si celano gli interessi di imprese criminali: la lievitazione della domanda di beni di largo consumo o di prima necessità a basso costo ha fatto notevolmente aumentare i margini dei profitti illeciti delle aziende che operano nell’illegalità.
I comportamenti delittuosi rientranti in questa categoria - e che, per i loro riflessi economico-finanziari, rientrano a pieno titolo nella competenza della Guardia di Finanza - sono riconducibili essenzialmente a tre fattispecie di reato:

  • la prima è l’importazione e l’immissione in commercio di prodotti con  la falsa indicazione “made in Italy” o, comunque, con fallaci indicazioni di origine, provenienza e qualità;
  • la seconda è la commercializzazione di prodotti che riportano ingannevolmente una denominazione di origine o una indicazione geografica protetta (in pratica, l’indebito utilizzo dei marchi  DOP, IGP etc.);
    Al riguardo, la tipologia di frode più diffusa è sicuramente il c.d. italian sounding, ovvero quella forma di pirateria agroalimentare internazionale che utilizza denominazioni geografiche, disegni, marchi o slogan riecheggianti i prodotti di eccellenza italiani per pubblicizzare e commercializzare alimenti o bevande che nulla hanno a che fare con la realtà produttiva nazionale.
  • la terza consiste nelle vere e proprie contraffazioni dei marchi e dei segni distintivi dei prodotti.

La crescente attenzione dei Reparti operativi ai fenomeni illeciti che hanno interessato questo specifico settore, si traduce concretamente dalla sintesi dei risultati conseguiti dalla Guardia di Finanza durante il 2014.
Nell’arco temporale considerato, sono stati sottoposti a sequestro, complessivamente, oltre 1.400 tonnellate e oltre 5.200 ettolitri di prodotti agroalimentari oggetto di frode commerciale e/o sofisticazione.
Il primato delle merci sequestrate spetta, nell’ordine, ai legumi (oltre 750 tonnellate), all’olio di oliva (oltre 321 tonnellate), agli alimentari vari (oltre 189 tonnellate) e a vini e spumanti (oltre 5.100 ettolitri).


Data di pubblicazione: 25 giugno 2015


Condividi:

  • Facebook