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Capitanerie di Porto - Prodotti ittici - Attività svolta

FONTE: Capitanerie di Porto

Attività svolta nel settore alimentare dalle Capitanerie di Porto

Macroarea: Alimenti
Settore: Forze di Polizia

 

1. Attività svolta

Le Capitanerie di Porto effettuano i controlli previsti dalla normativa nazionale e comunitaria sull’intera filiera di pesca. Questa attività viene coordinata dal Centro di Controllo Nazionale Pesca (CCNP) attraverso i 15 Centri di Controllo Area Pesca (CCAP) presenti presso ciascuna della 15 direzioni marittime. Le verifiche sono effettuate su tutto il territorio nazionale e si spingono sino all’entroterra poiché ciascun Centro ha specifica giurisdizione su quelle provincie che – pur non bagnate dal mare – trattano la commercializzazione del pescato.

Dal 2010, è attivo presso il Centro di Controllo Nazionale Pesca  un sistema informatizzato di registrazione delle attività espletate dalla periferia, denominato M.E.D. (monitoraggio ed elaborazione dati) all’interno del quale vengono inseriti i dati concernenti i controlli eseguiti e le violazioni, amministrative o penali, rilevate durante le ispezioni e i controlli. Lo scopo del M.E.D. è di consentire un monitoraggio immediato e costante della situazione.

Sulla base dei settori di interesse, si è ritenuto utile suddividere i controlli in relazione ai luoghi fisici ove vengono effettuati:

  • in mare
  • punti di sbarco
  • aeroporti
  • grossisti
  • mercati ittici
  • grande distribuzione
  • ristorazione
  • pescheria
  • in strada


Nel 2014, i dati di sintesi nazionali sono i seguenti:

Grafico1

 

Elaborando i dati ottenuti si evidenzia che  il maggior numero di  controlli è avvenuto al momento dello sbarco (48%) dei prodotti ittici nei porti della penisola ed in mare (19%) rispecchiando l’ubicazione geografica degli uffici Marittimi periferici; queste voci da sole costituiscono i 2/3 del totale.

Ai fini del programma nazionale integrato dei controlli (PNI), relativamente alla sicurezza alimentare, i settori di maggiore interesse sono risultati quelli delle verifiche espletate in strada (facenti riferimento agli ambulanti) e quelli dei controlli presso gli esercizi commerciali, che assieme corrispondono al 48% del totale. Appare utile analizzare anche la restante parte di dati relativi a tutti i segmenti della filiera che costituiscono più della metà del totale dei restanti.

Grafico2

 

Il concretizzarsi di tali attività avviene in una serie di operazioni complesse di carattere regionale; a tutela degli stock ittici e dei cittadini è stata organizzata, nel mese di Dicembre fino alla metà di Gennaio, l’operazione denominata LABYRINTH, coordinata dal CCNP, che ha visto impegnati circa 5.000 uomini per contrastare le violazioni riscontrate con maggior frequenza in questo specifico periodo dell’anno quali: le frodi commerciali, la pesca in zone vietate, la cattura di novellame, gli impianti abusivi, i prodotti in cattivo stato di conservazione ed il rispetto delle disposizioni sull’etichettatura che rappresentano il momento fondamentale per la scelta consapevole dell’acquirente.

 


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I controlli in strada rappresentano circa il 25% del totale delle verifiche ed hanno coinvolto prevalentemente due categorie: gli automezzi destinati al trasporto di prodotto ittico e la vendita ambulante dello stesso. Per la sicurezza igienico-sanitaria di un alimento la fase del trasporto e della vendita rappresentano i momenti con le maggiori criticità tra quelle dell´intera filiera alimentare dove esiste il rischio maggiore di violazioni alle normative di settore.

Non meno importante (nell’ordine di circa il 23%), anche se tradizionalmente connesso ai propri compiti d’istituto, è stato l’apporto delle capitanerie nel controllo sulla vendita al dettaglio nelle pescherie dove spiccano ai primi posti quelle regioni (Campania, Sicilia) che fanno della pesca uno dei settori trainanti della loro economia.

I controlli ai mercati ittici (circa il 20% sul totale) vedono in prima linea le Direzioni Marittime di Venezia e Genova che, a fronte di un entroterra commercialmente rilevante (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto ed Emilia occidentale), vedono insistere sul proprio territorio di giurisdizione numerose e rilevanti attività dedite alla compravendita dei prodotti della pesca. Importanti risultati si sono ottenuti anche nelle regioni del sud Italia operando anche in contesti socio-economici molto difficili dove hanno spiccato le Direzioni Marittime di Reggio Calabria, Napoli e Bari.

All’analisi del controllo dei rischi, punto di primaria importanza è stata la ristorazione, ove numerosi sono gli illeciti di natura sanitaria che sono stati rilevati dagli organi preposti alla vigilanza e controllo. Di riflesso il grafico allegato rispecchia la densità della popolazione sul territorio nazionale, difatti ai primi posti risultano essere Napoli e Palermo.

I controlli sui grossisti, sono l’espressione della distribuzione geografica demografica del Paese, in particolare spiccano Catania e Napoli; mentre dal punto di vista degli insediamenti produttivi ci si concentra soprattutto nelle Regioni del Nord Italia e sulle grandi società di import/export di prodotti ittici, infatti spunta Genova avendo giurisdizione sulla Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Val D’Aosta e parte dell’Emilia Romagna; tuttavia, significativi risultati si sono avuti anche in Friuli Venezia Giulia e Toscana.

Le verifiche sulla grande distribuzione organizzata (GDO) (facendo riferimento al moderno sistema di vendita al dettaglio effettuato attraverso una rete di supermercati) sono state effettuate a tutti i livelli e comprendono anche gli esercizi commerciali minori, i minimarket; rientrano all’interno di questi ultimi anche quelli “etnici” che negli ultimi anni hanno avuto uno sviluppo considerevole. Nell’ambito della salvaguardia e tutela per i consumatori sono stati effettuati controlli che hanno come obbiettivo quello di garantire la qualità e la correttezza dell’etichettatura dei prodotti ittici posti in vendita, avvenuti presso le rivendite al dettaglio ove i cittadini si recano quotidianamente per l’acquisto di questi generi alimentari.

La distribuzione territoriale delle attività fin qui illustrate è riportata in dettaglio nei grafici allegati.

 


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Data di pubblicazione: 25 giugno 2015

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