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Ministero della Salute

Relazione Annuale al Piano Nazionale Integrato - 2013

Capitolo 4 - Verifiche

Audit "a cascata" tra le autorità competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria (ACC/ACR/ACL)

Fonte:
Ministero della Salute

Audit dell'Autorità Competente Centrale (ACC) sulle Autorità Competenti Regionali (ACR)

 

a) Programma di attività di audit per l’anno 2013

Nell’ambito delle verifiche del sistema sanitario regionale di prevenzione in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, il Dipartimento della sanità pubblica veterinaria, della sicurezza alimentare e degli organi collegiali per  la  tutela della salute del Ministero della Salute ha effettuato nell’anno di riferimento 22 missioni di audit.

La programmazione annuale di audit, definita a inizio anno dai singoli Uffici delle Direzioni Generali in ragione dei rischi valutati e del numero di audit auspicati e trasmessa alle Regioni e Province autonome, ha previsto audit di sistema per la verifica degli standard operativi dell’autorità regionale e dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL in relazione ai criteri previsti dal Regolamento CE n. 882/04 e dalle norme quadro del Servizio Sanitario Nazionale (L. n. 833/78 e DLgs. n. 502/92 e s.m.) e audit di settore, per la verifica dei sistemi di controllo ufficiale dei specifici settori di attività che ricadono nell’ambito della sanità e del benessere animale, della sicurezza degli alimenti e dei mangimi e del farmaco veterinario.

 

b) Numero e tipologia degli audit svolti e dei settori verificati

Il Dipartimento della sanità  pubblica veterinaria, della sicurezza alimentare e degli organi collegiali per la  tutela della salute del Ministero della Salute, con le sue articolazioni organizzative, ha effettuato nell’anno di riferimento un totale di 22 audit di cui 3 audit di sistema in Regione Marche, Molise e Provincia Autonoma di Trento a conclusione del relativo ciclo di audit regionale e 19 audit nei seguenti settori:

  • 2 audit ” Produzione e l’immissione sul mercato dì prodotti di origine animale, dei settori  molluschi bivalvi e prodotti della pesca” (Toscana e Puglia);
  • 2 audit “Alimentazione animale” (Puglia e Sardegna);
  • 2 audit “Piani nazionali di controllo delle Salmonelle negli allevamenti avicoli” (Lombardia e Provincia Autonoma di Trento);
  • 2 audit “Produzione e l’immissione sul mercato di prodotti di origine animale, dei settori carne e latte” (Sicilia e Abruzzo);
  • 2 audit “Prodotti fitosanitari” (Sardegna e Liguria);
  • 2 audit “Benessere animale in allevamento, durante il trasporto e la macellazione” (Piemonte e Valle D’Aosta);
  • 1 audit “acquacoltura” (Provincia Autonoma di Trento);
  • 1 audit “Riproduzione animale” (Toscana);
  • 1 audit “Anagrafiche zootecniche e scambi intracomunitari di animali vivi” (Lombardia);
  • 1 audit “Sorveglianza della mortalità  delle api” (Emilia Romagna);
  • 1 audit “Farmacosorveglianza” (Campania);
  • 1 audit “Encefalopatia spongiforme Bovina(BSE) e Scrapie: attività di sorveglianza ed eradicazione” (Calabria);
  • 1 audit “Piano di eradicazione della Rabbia” (Veneto);

La Tavola 4.1 rappresenta graficamente la distribuzione territoriale, su base regionale, delle missioni effettuate dal Ministero della Salute.

I rapporti degli audit di sistema, insieme ad una rappresentazione grafica dei risultati conseguiti dal processo di valutazione, sono integralmente consultabili nella apposita area tematica “Cicli di audit” della sezione del portale web dedicata agli “Audit sui sistemi sanitari regionali in sicurezza alimentare”. Nella medesima sezione del portale è possibile consultare anche una sintesi delle principali risultanze degli audit di settore svolti nel 2013 (obiettivi della missione, principali punti di forza e criticità del sistema di controllo auditato).

 

c) Principali evidenze e risultanze

N.B.: La presente relazione non tiene conto dell’audit effettuato in Regione Toscana nel settore dei molluschi bivalvi e dei prodotti della pesca, non essendone disponibili i risultati.

Le autorità regionali competenti in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, secondo quanto risultato nell’ambito delle missioni di audit ministeriali effettuate nel 2013 e quanto già evidenziato nella Relazione annuale al MANCP 2012, continuano a maturare importanti progressi nell’ambito dell’organizzazione del controllo ufficiale, conformemente alle pertinenti politiche e disposizioni comunitarie e nazionali.

Esse dispongono generalmente di adeguate infrastrutture, apparecchiature, ambienti di lavoro per lo svolgimento delle attività istituzionali e di controllo ufficiale (art. 4.2.d del Regolamento CE n. 882/2004), anche se in molti casi sono state evidenziate presso le stesse strutture regionali scarse dotazione di cellulari di servizio, che riduce la possibilità di un adeguato coordinamento operativo con i corrispondenti referenti/ responsabili delle articolazioni organizzative delle AASSLL.

La presenza dei supporti tecnologici (computer, rete internet, database, archivi informatizzati, ecc..) per lo svolgimento delle pratiche d’ufficio e per l’accesso alle informazioni è risultata generalmente soddisfacente.

I  sistemi regionali di programmazione dei controlli ufficiali sono improntati su modalità che consentono una sempre più efficace integrazione delle attività e degli adempimenti previsti dalle disposizioni vigenti, grazie a un rafforzamento generale delle capacità di cooperazione e di collaborazione (art. 4, paragrafo 3, Regolamento (CE) n. 882/2004). In molte situazioni è stato riscontrato un incremento delle attività di coordinamento (attivazione di gruppi lavoro misti, riunioni, tavoli tecnici ecc.). In circa il 55% delle missioni effettuate (settori della riproduzione e benessere animale, alimentazione animale, carne, latte e prodotti della pesca, prodotti fitosanitari, piani i controllo delle Salmonelle, acquacoltura) è stata registrata una produzione di istruzioni o di procedure operative non ancora sufficiente a garantire l’uniformità dei comportamenti del personale addetto ai controlli ufficiali che opera presso le AASSLL (Reg.(CE) 882/04 art.8- All. II  Capo II.).

La produzione di procedure documentate è stata raccomandata in particolar modo  per l’attività di verifica dell’efficacia del controllo ufficiale e per ciò che riguarda la qualità dei controlli ufficiali (art. 8 paragrafi 1 e 3 del Reg.(CE) 882/04).

Le autorità competenti regionali, recependo le indicazioni ministeriali delle Linee guida nazionali per l’applicazione dei Regolamento 882-854/2004, hanno elaborato ed adottato, sulla scorta del Piano Nazionale Integrato dei controlli ufficiali 2011-2014 (PNI), un Piano Regionale pluriennale dei controlli Ufficiali, che ha il compito di annoverare l’intero ventaglio degli adempimenti previsti dalla normativa comunitaria e nazionale vigente nell’ambito della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza degli alimenti.

La programmazione regionale ha visto generalmente il coinvolgimento di altri organismi o enti istituzionali (ad es. IIZZSS, ARPA, ecc) . Le AASSLL sono tenute a recepire la programmazione regionale nei propri Piani di lavoro (variamente denominati) aziendali.

Comunque, tale programmazione regionale è risultata però incompleta e non esaustiva rispetto alla definizione dell’intero complesso degli adempimenti previsti per il controllo ufficiale del settore specifico in circa il 50% degli audit effettuati. In particolare:

  • alcune linee di attività non sono risultate richiamate e alcuni target non in linea con i vincoli normativi (ad es. piano di monitoraggio dei molluschi bivalvi vivi, controllo dei formulati per i prodotti fitosanitari, DPR 14/7/95 per la ristorazione e commercializzazione degli alimenti);
  • in alcuni settori, la programmazione regionale ha riproposto le stesse disposizioni per l’esecuzione dei controlli ufficiali contenute nella programmazione nazionale, senza tener conto delle realtà produttiva del territorio regionale (ad es. alimentazione animale);
  • alcuni settori auditati sono risultati interamente non contemplati nella programmazione regionale (es., riproduzione animale, scambi intracomunitari di animali vivi, acquacoltura).

Altre criticità nell'ambito della programmazione dei controlli ufficiali a livello regionale, segnalate nel 41% delle missioni effettuate, hanno riguardato:

  • la mancata categorizzazione, in base al rischio, di molti degli operatori del settore alimentare (OSA) e dei mangimi (OSM) (rif. audit nei settori dell'alimentazione animale, prodotti fitosanitari, carne e latte, molluschi bivalvi e prodotti della pesca, riproduzione animale). Nel “audit di sistema” in Regione Molise e nella P.A. di Trento il processo di categorizzazione del rischio delle imprese alimentari, sebbene avviato, non è risultato supportato da procedure che consentano di prevedere l’ultimazione del suddetto processo in un ragionevole arco temporale, in particolare per le imprese soggette a registrazione.
  • La definizione non chiara di alcuni ruoli e responsabilità in merito alle attività previste (rif. audit nei settori del benessere e della riproduzione animale, BSE e Scrapie, molluschi bivalvi e prodotti della pesca, audit di sistema Molise e P.A. di Trento).

Nel corso degli audit è stato verificato che le autorità competenti regionali utilizzano i principali sistemi informativi per la raccolta, l’organizzazione, la rendicontazione e l’eventuale successiva elaborazione dei dati fondamentali del controllo ufficiale (anagrafica degli OSA e OSM, esiti dei controlli ufficiali,  dei sistemi di registrazione dei focolai delle malattie infettive degli animali e dei piani di monitoraggio e controllo). Tuttavia sono state segnalate criticità nell’ambito della gestione e dell’implementazione dei sistemi informativi in circa il 36% delle missioni effettuate. Tali criticità hanno riguardato essenzialmente l’incompletezza:

  • delle anagrafiche; dei dati relativi agli autocontrolli, ai censimenti e gruppi di animali e check list di biosicurezza nel sistema SIS (Salmonelle); dei dati relativi agli operatori dei mangimi riconosciuti ai sensi dell’art.10 del Reg.(CE) 183/05, dei mangimi medicati e degli operatori della produzione biologica; dei dati relativi alle movimentazioni per il settore dell’acquacoltura. La criticità è stata segnalata anche nell’audit di sistema in Regione Molise. Per i settori carne e latte,  le anagrafiche non risultavano aggiornate, in quanto i dati riferiti agli operatori presenti sul sistema informativo nazionale (Sintesi Stabilimenti) non sempre corrispondevano alle attività effettivamente svolte dagli stessi. Tali criticità potrebbero avere anche un impatto negativo sia sulla capacità dei servizi regionale di poter effettuare una programmazione dei controlli ufficiali rappresentativa della realtà produttiva regionale che di poter procedere ad una adeguata azione di verifica/monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi quantitativi previsti dai piani di controllo.
  • un’assente o inadeguata attività di verifica regionale sul livello di alimentazione delle anagrafi o dei sistemi informativi nazionali da parte delle AASSLL. Laddove presente, in taluni casi, essa mancava di una proceduralizzazione (art. 8.1 Reg. n. 882/2004) che consentisse un’uniformità/ ripetitività dei comportamenti, e dunque è stata valutata in maniera non soddisfacente (rif. audit alimentazione animale, farmacosorveglianza, carne e latte, acquacoltura, piani di controllo delle Salmonelle e benessere animale).

Il compito di supervisione delle autorità competenti regionali risulta nel complesso rafforzata grazie alla progressiva implementazione dei sistemi di audit ai sensi dell'art 4.6 del Reg 882/2004, realizzati attraverso solide iniziative mirate alla formazione e all'addestramento.

Le rendicontazioni svolte dalle regioni hanno generalmente compreso anche le attività di verifica sulle ASL.  

Nel corso degli audit ministeriali svolti nel 2013, tuttavia le criticità relative allo sviluppo dei sistemi di supervisione/audit regionali sono state certamente quelle segnalate con maggiore frequenza (68% delle missioni effettuate).

Tra le principali criticità figurano:

  • l’assenza di una programmazione di audit regionali ai sensi dell'art 4.6 del Reg 882/2004 che riguardi in modo adeguato il settore oggetto di verifica (rif. audit nei settori piani di controllo Salmonelle, acquacoltura, alimentazione animale, benessere animale, molluschi bivalvi e prodotti della pesca, riproduzione animale, prodotti fitosanitari). L’audit di sistema in Regione Marche ha segnalato un’interruzione dell’attività di audit sulle autorità competenti locali. L’audit di sistema nella Provincia Autonoma di Trento ha raccomandato la predisposizione di adeguate risorse finanziarie per garantire tale attività.
  • carente sviluppo di procedure operative regionali e/o locali per consentire una adeguata verifica dell'efficacia dei controlli ufficiali ai sensi dell’8.3 del Regolamento n. 882/2004 e dell’Accordo Stato Regioni del 7 febbraio 2013 recante “Linee guida per il funzionamento  ed il miglioramento dell’attività di controllo ufficiale da parte delle autorità competenti in materia di sicurezza degli alimenti e sanità pubblica veterinaria” (rif. audit nei settori carne e latte, benessere e riproduzione animale, pesca e molluschi bivalvi, alimentazione animale e audit di sistema Molise e Marche).

E’ risultata inoltre evidente la necessità, da parte delle Regioni auditate, di rafforzare l’azione di monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi quantitativi (27% delle missioni) definiti in fase di programmazione, sia in itinere che a consuntivo, supportata da un’analisi critica degli scostamenti registrati, fondamentale per apportare adeguamenti o misure correttive alla programmazione in corso d’opera o nella successiva fase di programmazione.

Rispetto a quanto riferito nelle missioni degli anni precedenti, si segnala inoltre una crescente disattenzione rispetto allaformazione mirata destinata agli operatori sanitari del controllo ufficiale nell’ambito delle tematiche afferenti alla sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria. Difatti nel 41% delle missioni effettuate nel 2013, specie settoriali, è stata segnalata l’assenza di iniziative di formazione di tipo teorico /pratico nel settore oggetto di verifica  (rif., riproduzione animale, alimentazione animale, molluschi bivalvi vivi e prodotti della pesca, farmacosorveglianza, acquacoltura, piani di controllo delle Salmonelle, benessere animale, prodotti fitosanitari).

Altro aspetto emerso nuovamente nel corso degli audit svolti nel 2013 (50% delle missioni effettuate), riguarda l’organico in dotazione dei servizi veterinari e di igiene degli alimenti e nutrizione a livello regionale (art. 4.2.c del Reg. 882/2004), numericamente sottodimensionato e dunque non sufficiente a garantire un’adeguata gestione delle molteplici e variegate attività previste nel Piano nazione integrato dei controlli in sicurezza alimentare 2011-2014: tale aspetto è emerso, per le regioni auditate, sia nel corso degli audit di settore (rif. audit nei settori dell’anagrafe zootecnica e scambi intracomunitari di animali vivi, farmacosorveglianza, carne e latte, molluschi bivalvi e prodotti della pesca, alimentazione animale, acquacoltura, piani di controllo delle Salmonelle e benessere animale) che negli audit di sistema (rif. audit in Marche, Molise e P.A. di Trento). Presso i servizi regionali veterinari e di igiene degli alimenti, la presenza di personale dei ruoli regionali è spesso inadeguata e non viene sempre garantita la presenza stabile di almeno un referente/dirigente sanitario per ciascuna delle principali aree d’intervento (area A, B, C del Servizio Veterinario e SIAN aziendale). La cronica carenza di personale adeguatamente qualificato e strutturato, determinata principalmente dalle esigenze di contenimento della spesa pubblica regionale, è sempre più frequentemente sopperita dal ricorso a forme di collaborazione flessibili e discontinue (es., contratti a termine e/o a progetto, incarichi a cavallo tra diversi enti o l’uso di personale “in comando”, a volte solo per alcune ore/settimana), che se da un lato riescono a far fronte nell’immediato a esigenze di tipo operativo, dall’altro espongono la struttura regionale ad un turn over rischioso per la stabilità del sistema e per il processo di miglioramento continuo, poiché non contribuiscono a sviluppare nel tempo consolidate e maturate esperienze nei settori di attività né a creare un senso di appartenenza e di identificazione istituzionale. 

Altro aspetto già emerso nelle precedenti relazioni, e riconfermato nell’anno 2013 è stato quello rilevato dagli audit di sistema presso le Regioni Molise, Marche e Provincia Autonoma di Trento e riguarda i processi di riorganizzazione delle strutture regionali e dei servizi allocati presso i Dipartimenti di Prevenzione delle AASSLL preposti alla gestione della sicurezza alimentare e della sanità pubblica veterinaria. Tali processi, spesso di natura involutiva, rispondono essenzialmente a esigenze dettate dal disavanzo, dal riordino dei bilanci regionali e aziendali e dal contenimento della spesa pubblica.

Infatti anche presso le Regioni Molise, Marche e Provincia Autonoma di Trento, a seguito dell’accorpamento delle ex ASL, avvenuto alcuni anni prima, si è riscontrato il permanere di una compresenza di diverse figure apicali delle medesime aree funzionali e dunque un discostamento dai livelli essenziali di organizzazione previsti dal DLgs 502/92, rinnovellato dal decreto-legge n. 158 del 2012 (convertito dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189), e dall’Accordo Stato Regioni del 7 febbraio 2013.

L’esperienza acquisita nell’ambito delle missioni effettuate nelle varie Regioni ha evidenziato che tali cambiamenti, se non adeguatamente gestiti, possono rischiare di depotenziare in modo rilevante le capacità operative delle direzioni sanitarie regionali e delle AASSLL.

 

d) Principali azioni conseguenti

Le criticità segnalate nei rapporti di audit di settore e di sistema hanno generato delle raccomandazioni per le autorità competenti regionali; queste ultime sono state invitate a rispondere alle raccomandazioni formulando un piano di azione, completo di tempistica, in cui vengono descritte le azioni correttive o preventive che intendono intraprendere per la risoluzione delle criticità segnalate. Tali misure sono a loro volta oggetto di valutazione del competente Ufficio che ha svolto l’audit e possono anche generare, se del caso, delle azioni ad hoc atte ad arginare nello specifico la problematica evidenziata.

Le criticità segnalate nell’ambito degli audit di settore e che hanno una valenza di tipo “sistemico” vengono monitorate e riverificate nell’ambito dell’audit di sistema svolto presso la medesima Regione, a chiusura del relativo ciclo di audit.

Altri meccanismi posti in essere per garantire che le autorità competenti regionali adottino le misure appropriate alla luce dei risultati degli audit sono:

  • La Certificazione degli adempimenti LEA,  svolta dal Comitato LEA, con la quale viene effettuata una verifica puntuale di alcuni obiettivi programmati tramite indicatori definiti annualmente,  che possono essere mirati anche a risolvere criticità emerse durante gli audit ministeriali.  .
  • Gestione delle criticità di maggior rilievo di alcune Regioni nell’ambito delle procedure dei “Piani di Rientro”.

Sono inoltre state intraprese altre rilevanti iniziative finalizzate alla risoluzione delle principali criticità sistemiche segnalate. Esse pongono le basi per il superamento di alcune delle più importanti criticità strutturali descritte nel precedente paragrafo.

Si riassumono, a seguire:

  • La Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha sancito l’Accordo del 7 febbraio 2013  recante le “Linee guida per il funzionamento ed il miglioramento dell’attività di controllo ufficiale da parte delle autorità competenti in materia di sicurezza degli alimenti e sanità pubblica veterinaria”.
  • Assicurato un riconoscimento di alta valenza strategica della formazione svolta in materia di audit e di organizzazione del controllo ufficiale, favorendo la domanda di formazione in tale ambito.
  • Progettazione di corsi di formazione rivolti al personale coinvolto nell’attività di audit sulle AC svolta dalle regioni riguardante i predetti argomenti, con l’obiettivo di armonizzare su tutto il territorio nazionale le modalità di effettuazione di tali audit.
  • Previsione di un Tavolo Tecnico di coordinamento, composto da rappresentanti del Ministero della Salute e rappresentanti delle Regioni/Province Autonome, che avrà la funzione di analizzare lo stato di applicazione dell’Accordo ed i risultati di audit sul SSN, nonché di formulare le proposte di aggiornamento ed integrazione del citato Accordo.
  • Revisione, in itinere, delle Linee Guida nazionali per il controllo ufficiale ai sensi del Regolamento 882/2004.

 

Audit delle Autorità Competenti Regionali (ACR) sulle Autorità Competenti Locali (ACL)

 

a) Livello di implementazione delle attività di audit

Si riportano di seguito le informazioni fornite dalle Regioni e PA nell'ambito del flusso informativo relativo all’attività di audit svolta dalle medesime ai sensi dell’art. 4, paragrafo 6, del Reg. (CE) n. 882/2004.

Sulla base delle comunicazioni pervenute, alla data del 31 dicembre 2013, risulta che:

Tutte le 21 Regioni/PA hanno attuato un sistema di  audit sulle Aziende sanitarie locali (Autorità competenti Locali – ACL) facendo registrare un significativo miglioramento delle misure volte all’attuazione del sistema di audit. Tuttavia, nei casi in cui i Servizi degli Assessorati Regionali competenti per la sicurezza degli alimenti di origine non animale ( SIAN Regionali ) sono distinti  dai Servizi che si occupano di sicurezza degli alimenti di origine animale e sanità pubblica veterinaria (SVET Regionali) l’implementazione del sistema di audit non risulta sempre uniforme.

In alcuni casi uno dei Servizi regionali non svolge l’attività di audit:  come nel caso dei SIAN regionali in Lazio e PA di Bolzano; mentre nel corso del 2013 tale lacuna è stata colmata da parte dei Servizi SIAN Regionali della Puglia e della Lombardia e da parte dei Servizi SVET regionali della Sicilia e della Calabria.

Nelle 21 Regioni e PA in cui è stato adottato e avviato il sistema di audit sulle autorità competenti sono state realizzate:

  • specifiche disposizioni normative regionali;
  • manuali operativi e correlate check list;
  • corsi di formazione per il personale preposto a tale attività.

Alcune di esse hanno anche adottato modelli di gestione espressamente tesi a giungere alla conformità alle norme di standardizzazione ISO 9001 e ISO 17020 ed in particolare si segnala che tutte le Aziende USL della Toscana sono certificate ISO 9001.

Nell’anno 2013 le Regioni hanno svolto 24 audit di sistema (4 Abruzzo, 2 Basilicata, 3 Calabria, 1 Campania, 6 Lombardia, 2 Sardegna, 1 Toscana, 5 Valle d’Aosta), 82 audit interni al Sistema di Gestione della Qualità (SGQ) in Toscana e 155 audit di settore, tra i quali:

  • 13 nel settore “carne e prodotti a base di carne” (9 PA  Bolzano, 1 Campania, 1 P.A. Trento-solo carne, 1 Friuli Venezia Giulia, 1 Friuli Venezia Giulia -selvaggina)
  • 9 nel settore  “latte e prodotti derivati” ( 4 Abruzzo, 1 Campania, 2 P.A. Bolzano, 1 PA Trento, 1 Sardegna);
  • 1 nel settore “latte produzione primaria” (1 Valle d’Aosta)
  • 5 nel settore “latte/carne/uova” (5 Lazio)
  • 13 nel settore del “pesca/molluschi” ( 1 Sicilia solo MBV, 1 Sardegna solo MBV, 2 Veneto solo MBV, 2 Campania, 1 P.A. Bolzano-solo pesca, 3 Lazio, 1 Liguria – MBV e acquacoltura, 2 Emilia Romagna-solo pesca);
  • 3 nel settore della “verifica applicazione reg.2075/05-trichinella” (3 Emilia Romagna)
  • 1 nel settore degli “alimenti di origine animale” (1 Lombardia)
  • 14 nel settore del “export di alimenti” (14 Lombardia);
  • 3 nel settore delle “imprese alimentari registrate e riconosciute Regg. 852/04 e 853/04” (2 Umbria, 1 Campania)
  • 10 nel settore del “autocontrollo aziendale e laboratori accreditati” (9 Lombardia, 1 Campania,)
  • 2 nel settore degli “alimenti di origine vegetale” (2 Veneto)
  • 7 nel settore dei “fitosanitari” ( 1 Basilicata, 1 Toscana, 2 Molise 1, Sicilia, 2 Piemonte,)
  • 1 nel settore del “sistema informativo e categorizzazione degli OSA” (1 Campania)
  • 3 nel settore della “grande distribuzione organizzata” (2 Piemonte, 1 Valle d’Aosta)
  • 2 nel settore della “ristorazione collettiva ” (1 Sicilia, 1 Liguria)
  • 2 nel settore delle “imprese alimentari- acqua minerali, trasformazione tè e caffè” (2 Friuli Venezia Giulia)
  • 6 nel settore dei “integratori alimentari” (1 Abruzzo, 5 Emilia Romagna);
  • 1 nel settore dei “allergeni” (1 Sicilia);
  • 6 nel settore del “sistema di allerta rapido” (4 Lazio, 2 Puglia);
  • 1 nel settore del “sanità animale” (1 Lombardia);
  • 1 nel settore delle “zoonosi”(1 Abruzzo)
  • 1 nel settore della “malattia vescicolare del suino” (1 Campania)
  • 2 nel settore della “peste suina africana” (2 Sardegna)
  • 3 nel settore della “piani di risanamento Brucellosi , TBC e Leucosi  ” (2 Campania, 1 Sicilia)
  • 1 nel settore del controllo “salmonellosi” (1 Veneto)
  • 3 nel settore del “Anagrafe zootecnica e TSE” ( 2 Molise,  1  Campania-solo anagrafe zootecnica)
  • 1 nel settore di “igiene degli allevamenti e prod. Zootecnica” (1 Umbria)
  • 9 nel settore delle “sottoprodotti di origine animale ” (4 Lazio, 1 Veneto, 1 Toscana [incluso alimenti di OA e TSE], 1 Friuli Venezia Giulia , 1 Lombardia, 1 Campania)
  • 7 nel settore dei “residui e farmacosorveglianza” (4 Lazio, 1 Campania, 2 Molise-solo PNR)
  • 10 nel settore della “alimentazione animale” (1 Campania, 1 Friuli Venezia Giulia 1 Puglia, 4 Lazio, 1 Lombardia, 1 Sicilia, 1 Toscana –incluse TBC-BRC-LEB)
  • 9 nel settore del “benessere animale”(1 Basilicata, 1 Liguria, 2 Molise, 2 Piemonte, 1 Veneto, 1 Lombardia 1 Campania);
  • 2 nel settore “movimentazione e vendita animali da compagnia” (2 Campania)
  • 1 nel settore della “tutela sanitaria degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo” (1 Lombardia,)
  • 1 nel settore della “sperimentazione animale” (1 Campania)
  • 1 nel settore “gestione flussi LEA” (1 Abruzzo)

Nel 2013, le Regioni hanno effettuato complessivamente (audit di settore e di sistema) 179 audit, ai quali vanno aggiunti gli 82 audit interni al SGQ, rispetto ai  275 programmati realizzando perciò il 95% dell’attività programmata dalle medesime.

 

b) Principali evidenze e risultanze

Tutte le Regioni e P.A. hanno allo stato attuale un sistema di audit operativo.

In generale le Regioni rilevano, nelle proprie rendicontazioni, che le prestazioni erogate dai servizi territoriali stanno risultando più efficienti e conformi a quanto stabilito dai regolamenti del pacchetto igiene a seguito del consolidamento del sistema di audit regionale.

Le stesse Regioni hanno infatti evidenziato che la propria attività di audit ha favorito la standardizzazione nell’erogazione delle prestazioni (Abruzzo, Calabria, Umbria, Lazio, PA Bolzano, Piemonte, Toscana, Lombardia, Marche, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia), l’appropriatezza del controllo ufficiale (Emilia Romagna, Lombardia, Molise); ha migliorato il raccordo con le strutture regionali e tra i servizi territoriali (Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Emilia Romagna,Toscana); ha favorito l’analisi dell’organizzazione dei servizi territoriali e delle loro capacità gestionali (Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Valle d’Aosta, Lazio, Piemonte); ha favorito il coinvolgimento nell’attività di audit, l’integrazione e la condivisione di esperienze e competenze  (Basilicata, Umbria, Marche, Piemonte, Veneto). Alcune Regioni hanno sottolineato la particolare efficacia del proprio sistema di audit nell’incentivare il processo di miglioramento continuo (Basilicata, Piemonte, Valle d’Aosta, Lazio, Sardegna, Sicilia, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Umbria).  

Molte Regioni, nella propria rendicontazione, hanno rappresentato un maggiore allineamento e una maggiore appropriatezza del processo di programmazione, gestione, realizzazione e rendicontazione delle attività di controllo ufficiale, comprensiva dell’attività di audit su OSA (Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, PA Bolzano, Molise e Sardegna).

Gli audit di alcune Regioni hanno rilevato un uniforme ed adeguato livello di formazione degli auditor (Sardegna e Toscana). Molte Regioni (in particolare Abruzzo, Calabria, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto) hanno incrementato nel 2013 il livello di formazione degli operatori del controllo ufficiale organizzando e concludendo percorsi formativi destinati ad auditors.

Le principali criticità, individuate da più Regioni nello svolgimento dell’attività di audit  hanno riguardato i seguenti criteri operativi delle autorità competenti locali (i numeri tra parentesi fanno riferimento alle Parti dell’allegato 1 alle linee guida per il funzionamento e miglioramento del controllo ufficiale – Accordo StatoRegioni del 7/2/2013):

  • (4.2) Trasparenza e riservatezza (Liguria, Molise, Sardegna, Friuli Venezia Giulia)
  • (4.2) Gestione dei conflitti di interesse (Lazio, Liguria)
  • (4.3) integrazione e collaborazione tra servizi che si occupano di sicurezza alimentare, la cooperazione interdisciplinare e la collaborazione con altri enti e autorità di controllo (Puglia, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, PA di Trento, Piemonte, Friuli Venezia Giulia)
  • (4.4) attribuzioni delle funzioni, compiti e responsabilità agli operatori del controllo ufficiale (Marche, Liguria, Sardegna, Puglia) ;
  • (4.5) disponibilità di risorse economiche, strumentazione e attrezzature idonee ad effettuare controlli ufficiali (Emilia Romagna, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, P.A. Trento, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Puglia);
  • (4.7) programmazione, allineamento agli indirizzi regionali, appropriatezza, effettuazione dei controlli basata sul rischio e rendicontazione (Abruzzo, Campania, Calabria, Lazio, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto, PA Trento, Marche, Molise, Lombardia e Umbria);
  • (4.7) gestione della documentazione e archiviazione (Molise, Puglia, Veneto, Valle d’Aosta)
  • (4.7) carenze nella organizzazione del servizio (Campania, Abruzzo, Liguria, Marche, Toscana)
  • (4.7) dotazione, aggiornamento e accessibilità delle procedure documentate (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Lazio, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, PA Bolzano, Umbria, PA Trento, Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte, Puglia, Sicilia, Marche, Molise, Toscana e Veneto) ;
  • (4.7) verifica dell’efficacia dei controlli ufficiali (Basilicata, Campania, Liguria, Lombardia, PA Trento, Emilia Romagna,  Valle d’Aosta, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto e Sardegna);
  • (4.7) difficoltà nella realizzazione dell’attività di audit interni  ai sensi dell’articolo 4(6) del Reg. 882/2004 (Emilia Romagna, Campania,  Liguria, Lazio, Veneto, Toscana, Lombardia).
  • (4.8) utilizzo e/o allineamento degli strumenti informatici per la gestione delle anagrafiche, per la raccolta, elaborazione e rendicontazione dei dati di attività (Molise, Abruzzo, Calabria, Campania, Liguria, Lombardia, Veneto, Sardegna, Sicilia, Puglia).
  • (5.2) numero adeguato di risorse umane (Abruzzo, Basilicata, Sicilia, Umbria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Sardegna)
  • (5.1) formazione del personale nel settore oggetto di audit (Basilicata, Sicilia, Toscana, Sardegna, Campania, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Puglia)
  • (6.1) redazione e registrazione delle relazioni sui controlli ufficiali svolti (Campania, Liguria  e Veneto);
  • (6.2) gestione delle non conformità e verifica delle loro risoluzione (Sardegna, Sicilia, Toscana, Abruzzo, Umbria, Liguria, Lombardia, Calabria);

Oltre alle criticità su elencate, di carattere generale, vi sono anche alcuni aspetti, rendicontati da più Regioni, poiché riscontrati nel corso degli audit di settore, che si ritiene di segnalare:

  • (6.1) l’attività di audit su OSA (Sardegna, Campania, Umbria, Abruzzo, Veneto)
  • (6.1) la categorizzazione degli impianti in base al rischio (Friuli Venezia Giulia, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta,Veneto e Lombardia )
  • (10.2) la gestione del sistema di allerta rapido (Puglia, Toscana, Veneto)    

 

c) Principali  azioni conseguenti

Le criticità segnalate nei rapporti di audit di settore e di sistema svolti dalle Regioni hanno generato delle raccomandazioni per le autorità competenti locali; queste ultime sono state invitate a rispondere alle raccomandazioni formulando un piano di azione, completo di tempistica, in cui vengono descritte le azioni correttive o preventive che intendono intraprendere per la rimozione o la risoluzione delle criticità segnalate.

Tutte le Regioni hanno previsto anche meccanismi di verifica dell’avvenuta risoluzione delle non conformità, ed alcune procedono anche a specifici audit di follow up (Abruzzo, Campania, Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna).

Le raccomandazioni più ricorrenti hanno riguardato sostanzialmente i seguenti aspetti di criticità, in ordine di frequenza (tra parentesi è indicato il numero di regioni che hanno segnalato la raccomandazione):

  • procedure documentate (20);
  • programmazione dell’attività di controllo ufficiale basata sul rischio ed effettuazione dei controlli (15);
  • verifica dell’efficacia dei controlli (14);
  • coordinamento e collaborazione  con Enti ed Autorità competenti (12);
  • dotazioni strumentali, economiche e di attrezzature (11);
  • formazione (11);
  • aggiornamento dei sistemi informativi regionali e nazionali (10);
  • gestione delle non conformità (8);
  • attuazione/supervisione professionale degli audit interni (7);
  • dotazioni organiche (7);
  • categorizzazione degli OSA in base al rischio (6)
  • gestione dei conflitti di interesse, trasparenza e riservatezza (6);
  • effettuazione degli audit su OSA (5);
  • organizzazione de Servizio (5)
  • attribuzioni di compiti ruoli e responsabilità (4);
  • gestione della documentazione (4)
  • relazioni dei controlli ufficiali (3);
  • sistema di allerta rapido (2)

Tra le iniziative segnalate dalle Regioni si riportano le seguenti:

  • Revisione delle procedure e delle liste di riscontro di alcuni  controlli  ufficiali (es. Lazio, Liguria, PA di Bolzano, Sicilia)
  • Attività di formazione che ha coinvolto quasi tutto il personale coinvolto nei controlli ufficiali (es. Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia)
  • Condivisione con i servizi, mediante riunioni ad hoc, delle principali risultanze degli audit (es. Emilia Romagna, Piemonte)
  • Potenziamento e miglioramento del sistema di audit (es. Lazio, Liguria)



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