Alcune categorie professionali che lavorano a contatto con soggetti e/o con materiali potenzialmente infetti, sono a rischio di esposizione a malattie infettive prevenibili con vaccinazione. Per tali categorie professionali, dei programmi di vaccinazione ben impostati possono ridurre in modo sostanziale i rischi, sia di acquisire pericolose infezioni occupazionali, sia di trasmettere patogeni ad altri lavoratori e soggetti con cui i lavoratori possono entrare in contatto (ad esempio bambini nelle scuole o pazienti nelle strutture sanitarie).
Le seguenti vaccinazioni per le categorie professionali a rischio sono raccomandate e gratuite.
Il vaccino contro l’epatite A è indicato per i soggetti che:
L’epatite B rappresenta l’infezione per la quale il rischio professionale per determinate categorie professionali, e in particolare per gli operatori sanitari, è massimo, ed è quindi indispensabile che la vaccinazione sia effettuata a tutti, possibilmente prima di iniziare le attività a rischio.
Si raccomanda l’offerta gratuita ai seguenti soggetti mai vaccinati:
Si rammenta inoltre la necessità di verificare l’avvenuta sieroconversione (presenza di anticorpi anti-HBs) un mese dopo l’esecuzione dell’ultima dose (secondo quanto disposto dal D.M 20/11/2000, art.4), per avere certezza dell’instaurazione della memoria immunologica.
La positività di anti-HBs indica la presenza di memoria immunologica, la sua negatività indica la necessità di effettuare un ulteriore dose vaccinale, seguita da un nuovo controllo sierologico a distanza di un mese. Ai soggetti non rispondenti ad un richiamo vaccinale, è possibile somministrare fino a 3 ulteriori dosi (ai tempi 0, 1, 6 mesi)
Ogni anno il Ministero della Salute predispone una Circolare, contenente indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’influenza stagionale. Il documento, oltre a fornire informazioni sulla sorveglianza epidemiologica durante la stagione in corso, individua le categorie di persone, cui è raccomandata la Vaccinazione contro l'influenza.
La vaccinazione anti-meningoencefalite da zecca (TBE) è raccomandata per soggetti professionalmente esposti, in particolare lavoratori in aree endemiche e in zone rurali e boschive (es. contadini, corpo forestale, militari, volontari del soccorso alpino, volontari della protezione civile).
In accordo con il Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia Congenita, si raccomanda che la vaccinazione anti-morbillo-parotite-rosolia (MPR) sia attiva e gratuita per tutti gli adulti non immuni anche per una sola delle tre malattie oggetto della vaccinazione. I soggetti adulti non immuni devono essere vaccinati in tutte le occasioni opportune.
La vaccinazione deve essere somministrata in due dosi distanziate di almeno 4 settimane. La vaccinazione può essere effettuata anche in caso di suscettibilità ad una soltanto delle 3 malattie prevenute dal vaccino MPR.
La vaccinazione con MPR degli operatori sanitari suscettibili è indispensabile sia per evitare il contagio dell’operatore stesso sia la possibile trasmissione di agenti infettivi ai pazienti, con possibili conseguenti epidemie nosocomiali.
In particolare, devono essere approntati specifici programmi per vaccinare:
I soggetti a stretto contatto con neonati e bambini sono a rischio di contrarre la pertosse, ma anche soprattutto di trasmettere questa infezione a bambini nella prima fase di vita (quindi non ancora immunizzati). In particolare, diversi studi hanno dimostrato come gli operatori sanitari siano ad alto rischio di contrarre la pertosse, e che la trasmissione all’interno di strutture sanitarie di questi patogeni ponga un rischio sostanziale di severe patologie nosocomiali, in particolare nei neonati e negli immunocompromessi. Pertanto, per la protezione del neonato è consigliabile un richiamo con il vaccino difterite-tetano-pertosse acellulare (dTPa) per:
La profilassi pre-esposizione è consigliata a tutti i lavoratori a continuo rischio di esposizione al virus della rabbia (ad esempio, personale di laboratorio che lavora a contatto con tale virus, veterinari, biologi, stabulari, operatori di canili, altri lavoratori a contatto con animali potenzialmente infetti).
Il DPR n. 465 del 7 novembre 2001 ha drasticamente limitato le indicazioni di uso della vaccinazione anti-tubercolare (BCG) ai soli operatori sanitari ad alto rischio di esposizione a ceppi di bacilli tubercolari multi-farmaco-resistenti, oppure che operino in ambienti ad alto rischio e non possano, in caso di cuticonversione, essere sottoposti a terapia preventiva, perché presentano controindicazioni cliniche all’uso di farmaci specifici.
Inoltre, gli articoli 2, 17, 279 e 304 del D. Lgs 9 aprile 2008, n. 81 abrogano implicitamente la previgente normativa in materia riportando come sia necessario un piano di valutazione del rischio per stabilire lanecessità della profilassi vaccinale. Rientrano nella categoria anche gli studenti di medicina e delle lauree sanitarie e gli specializzandi dell'area medico-chirurgica. Si lascia al documento di valutazione del rischio l’individuazione di altri soggetti, come coloro che prestano assistenza ai soggetti fragili, anche al di fuori delle strutture sanitarie.
La presenza di fasce di suscettibilità alla varicella tra gli adulti (età nella quale l’infezione può assumere caratteri di maggiore gravità) e l’evidenza scientifica dell’insorgenza di diverse epidemie nosocomiali, rende necessario proporre attivamente questa vaccinazione a:
La vaccinazione va effettuata in due dosi a distanza di almeno 28 giorni una dall’altra.
Data di ultimo aggiornamento 14 agosto 2023