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I Disturbi dell’Alimentazione sono patologie psichiatriche complesse, ad esordio spesso precoce, che tendono a presentare un andamento subcontinuo se non cronico. Nel corso di ogni DA possono presentarsi significative complicanze organiche conseguenti alla malnutrizione per eccesso o per difetto ovvero alle pratiche attuate nel tentativo di controllare il peso corporeo

Il riconoscimento precoce dei Disturbi dell'Alimentazione

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) sono stati patologici complessi frequenti negli adolescenti e nei giovani adulti che possono influire negativamente sullo sviluppo corporeo e sulla salute fisica e psicosociale, comportando, a volte, gravi problemi medici, sia acuti che cronici.

Sono un problema di sanità pubblica di crescente importanza dal momento che, sia per l’anoressia che per la bulimia, negli ultimi decenni, c’è stato un notevole abbassamento dell’età dell’esordio. Un esordio precoce si associa spesso ad un rischio elevato di danni permanenti, secondari alla malnutrizione, soprattutto per i tessuti che non hanno ancora raggiunto una piena maturazione, come le ossa e il sistema nervoso centrale.

Il ritardo con cui viene fatta la diagnosi può avere serie ripercussioni sulla storia naturale del disturbo in quanto più precocemente si inizia un trattamento maggiori sono le possibilità di successo. Purtroppo la diagnosi precoce rappresenta una sfida non sempre facile in quanto la natura della psicopatologia di questi disturbi, caratterizzata da negazione, ambivalenza, segretezza e vergogna rendono difficile per la persona che ne soffre parlare apertamente del problema alimentare con il medico curante tendendo a minimizzare o negare il problema.

Inoltre, spesso i sintomi iniziali si confondono con le mode culturali salutiste e di fitness, che possono agire sulla vulnerabilità individuale rappresentando, in realtà, una giustificazione per ridurre l’introito alimentare e il cui confine non è sempre facile da stabilire.

È quindi indispensabile pensare ed essere preparati ad attuare interventi precoci, adottando strumenti di valutazione nutrizionale adeguati all’età e tecniche terapeutiche che siano efficaci per pazienti in età adolescenziale per intraprendere un percorso di cura quanto più rapidamente e quindi per godere di una migliore prognosi di malattia.

Risulta poi fondamentale mantenere la continuità terapeutica e programmare attività con equipe multidisciplinari.

I livelli di trattamento, universalmente previsti, si articolano secondo un gradiente di complessità e di gravità clinica dall’ambulatorio del medico di medicina generale (MMG) e del pediatra di libera scelta (PLS) fino alla ospedalizzazione in corso di acuzie. I ruoli ed i compiti dei vari livelli di trattamento sono illustrati nei documenti nazionali prodotti.


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Data di pubblicazione: 24 giugno 2021, ultimo aggiornamento 24 giugno 2021

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