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Linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina

La Commissione Europea ha attribuito da oltre un decennio  una particolare rilevanza al tema della Telemedicina.

Con la Comunicazione europea (COM-2008-689) "Telemedicina a beneficio dei pazienti, sistemi sanitari e società", del 4 novembre 2008, sono state individuate, infatti, una serie di azioni che coinvolgono tutti i livelli di governo, sia in ambito comunitario che dei singoli Stati Membri, per favorire una maggiore integrazione dei servizi di Telemedicina nella pratica clinica, rimuovendo le principali barriere che ne ostacolano la piena ed efficace applicazione.

Il CSS approva le linee guida nazionali

Per un impiego sistematico della telemedicina nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale e per dare attuazione alla Comunicazione europea,  presso il Consiglio Superiore di Sanità fu istituito il Tavolo tecnico sulla telemedicina, che ha redatto apposite Linee di indirizzo nazionali, per:

  • collocare gli ambiti prioritari di applicazione della telemedicina

  • analizzare modelli, processi e modalità di integrazione dei servizi di telemedicina nella pratica clinica

  • definire tassonomie e classificazioni comuni,

  • definire gli aspetti concernenti i profili normativi e regolamentari e la sostenibilità economica dei servizi e delle prestazioni di telemedicina.

Le prime Linee di indirizzo nazionali sulla Telemedicina sono state approvate dall'Assemblea generale del Consiglio Superiore di Sanità il 10 luglio 2012.

L’Intesa Stato-Regioni del 20 febbraio 2014

Il 20 febbraio 2014, al fine di garantire “uno sviluppo coordinato, armonico e coerente della telemedicina nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale” è stata siglata l’Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante “ Telemedicina - Linee di indirizzo nazionali. (Repertorio Atti n. 16/CSR del 20/02/2014)

L’Intesa rappresenta un risultato particolarmente rilevante tenuto conto della necessità di ripensare il modello organizzativo e strutturale del Servizio sanitario nazionale del nostro Paese, rispetto alla quale la diffusione sul territorio dei servizi di Telemedicina può costituire un importante fattore abilitante.

Dalla verifica Lea alla mappatura delle esperienze

Il recepimento delle Linee di indirizzo nazionali sulla Telemedicina è stato valutato in sede di adempimenti LEA fino all’anno 2017 al fine di verificarne l’adozione. Dal 2018 tutte le regioni hanno recepito, con proprie delibere, le linee di indirizzo stesse.

Nel 2019 il Ministero ha approvato nell’ambito dei lavori della Cabina di regia del NSIS, l’istituzione di un Gruppo di lavoro sulla telemedicina di cui fanno parte cui fanno parte i rappresentanti delle regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana, nonché del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha realizzato una mappatura nazionale delle esperienze regionali e prodotto indicazioni uniformi sull’intero territorio nazionale per l’erogazione delle prestazioni a distanza.

Dalle Linee di indirizzo alle Indicazioni nazionali

Facendo seguito all'Intesa Stato-Regioni del 20 febbraio 2014 e ai Rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità COVID-19 n. 12/2020 “Indicazioni ad interim per servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria COVID-19” del 13 aprile 2020 e n.60/2020 “Indicazioni ad interim per servizi sanitari di telemedicina in pediatria durante e oltre la pandemia COVID-19” del 10 ottobre 2020, nella riunione della Cabina di regia del NSIS del 28 luglio 2020 il Ministero della salute e le Regioni e Provincie autonome di Trento e Bolzano hanno condiviso la necessità di fornire indicazioni uniformi sull’intero territorio nazionale per l’erogazione delle prestazioni a distanza, con particolare riguardo alle attività specialistiche, estendendo la pratica medica e assistenziale oltre gli spazi fisici in cui usualmente si svolge secondo le tradizionali procedure, anche in relazione alle iniziative avviate da alcune regioni nel periodo dell’emergenza Covid.

Il Gruppo di lavoro sulla telemedicina, integrato anche da esperti e da rappresentanti delle federazioni nazionali delle professioni sanitarie (FNOMCeO e FNOPI), ha quindi predisposto:

Questo documento intende fornire le indicazioni da adottare a livello nazionale per l’erogazione di alcune prestazioni di telemedicina quali la televisita, il teleconsulto medico, la teleconsulenza medico-sanitaria, la teleassistenza da parte di professioni sanitarie, la telerefertazione, così che la possibilità di utilizzare le prestazioni di telemedicina (esempio la televisita per le visite di controllo) rappresenti un elemento concreto di innovazione organizzativa nel processo assistenziale.

  • il documento “Indicazioni per l’erogazione di prestazioni e servizi di teleriabilitazione da parte delle professioni sanitarie” che è stato approvato dalla Cabina di Regia nella seduta del 9 Aprile u.s. ed è stato adottato con Accordo in Conferenza Stato Regioni il 18 novembre 2021 (Repertorio Atti n. 231/CSR).

    Questo documento intende fornire le indicazioni uniformi per l’intero sistema sanitario italiano riguardanti le prestazioni di teleriabilitazione da parte delle professioni sanitarie, nonché i servizi che possono derivare dalla combinazione delle suddette prestazioni tra loro e con altre prestazioni sanitarie. Così come la riabilitazione, anche la teleriabilitazione trova applicazione in tutte le fasce d’età, dall’età evolutiva agli anziani, in diversi ambiti tra cui: teleriabilitazione motoria cognitiva, neuropsicologica, occupazionale, della comunicazione, della deglutizione, del comportamento, cardiologica e polmonare. In considerazione della loro specificità, non sono trattati gli aspetti specifici degli ambiti della teleriabilitazione cardiologica e polmonare, ad essi saranno dedicati successivi documenti di indicazioni nazionali.

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Data di pubblicazione: 8 marzo 2021, ultimo aggiornamento 7 marzo 2022

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