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immagine di una donna che tossisce

Le malattie respiratorie croniche (MRC) rappresentano una vasta categoria di gravi condizioni patologiche.

A livello epidemiologico le principali malattie respiratorie croniche sono:

  • l’asma
  • la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • l'enfisema
  • le malattie respiratorie professionali
  • le riniti allergiche e non allergiche
  • le rinosinusiti
  • la sindrome da apnee ostruttive del sonno (OSAS) 
  • l’ipertensione polmonare.


In termini di DALYs mondiale (Disability-adjusted life years), indicatore che combina morbilità e mortalità e che viene impiegato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per misurare l’impatto globale delle malattie, le malattie respiratorie croniche ne sono una parte rilevante.

Un’analisi dei dati del “Global Burden Disease Study” per l’anno 2019 ha evidenziato come, a livello mondiale, il 4,1% dei DALYs (il numero di anni persi per malattia, per disabilità o morte prematura) attribuibili a ogni causa (2.530 milioni) siano da riferire alle MRC (104 milioni). Di questi la BPCO è responsabile per il 71,5% (74,4 milioni) e l’asma bronchiale per il 20,7% (21,5 milioni). Per quanto riguarda l’Italia il 3,7% dei DALYs attribuibili a ogni causa (18,1 milioni) riguarda le patologie respiratorie croniche (669.000) e di questi ultimi il 75,5% sono dovuti alla BPCO (505.000), mentre il 15,8% all’asma bronchiale (106.000).
Anche se, in termini di consumo di risorse, la malattia incide soprattutto nelle fasi avanzate e terminali complicate dall’insufficienza respiratoria (IR), la BPCO è un problema non trascurabile anche in età giovanile e riguarda varie fasce di popolazione.

Gestione integrata e continuità assistenziale

Le malattie respiratorie croniche richiedono una gestione continua dei pazienti a causa delle frequenti riacutizzazioni e dei numerosi ricoveri con peggioramento della qualità della vita. Partendo dall’analisi multifattoriale del bisogno assistenziale, per il miglioramento della qualità della vita e la riduzione dei costi sanitari, si dovrebbe arrivare a definire forme alternative alla tradizionale assistenza di tipo ospedaliero. Sicuramente è fondamentale l’integrazione tra ospedale e servizi erogati a livello territoriale nell’ottica della continuità assistenziale e dell’ottimizzazione dei servizi offerti ai cittadini/utenti.

Per tale ragione Gard Italia, nel primo biennio di attività, ha realizzato il documento La continuità assistenziale: Broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) che, a tutela del paziente affetto da BPCO, individua modelli di gestione integrata fra i servizi per migliorare la continuità assistenziale e garantire l’appropriatezza diagnostica e terapeutica per questa tipologia di paziente.

Negli anni successivi l’interesse si è indirizzato sulla sindrome dell’Apnea Ostruttiva nel Sonno (OSAS), che rappresenta un rilevante problema sanitario, sociale ed economico. Soprattutto le ripercussioni di una mancata diagnosi e del mancato trattamento di questa sindrome determinano, infatti, sul piano sanitario e sociale un diretto aumento della morbilità e della mortalità della popolazione affetta, un aumento dei costi sanitari dovuti sia al trattamento delle comorbilità cardiovascolari e metaboliche, sia all’elevato rischio di complicanze operatorie cui i soggetti OSAS sono esposti, una perdita di produttività imputabile ad un aumento delle giornate di assenza dal lavoro e ad una ridotta performance lavorativa, un maggior rischio di incidenti stradali ed infortuni sul lavoro essendo l’OSAS riconosciuta come una delle cause più frequenti di eccessiva sonnolenza diurna (Excessive Daytime Sleepiness – EDS).

Per questi aspetti l’'OSAS è una malattia di interesse multidisciplinare che necessita di azioni diagnostiche e terapeutiche coordinate tra diversi specialisti allo scopo di garantire un intervento ottimale e completo per le persone di tutte le età. Al fine di promuovere la qualità dell’assistenza, la sicurezza delle cure, l’uso appropriato delle risorse, GARD-I ha, quindi, contribuito con alcuni suoi componenti ad elaborare il documento “La Sindrome delle Apnee Ostruttive nel sonno (OSAS)" , approvato in conferenza Stato Regioni il 12 maggio 2016, finalizzato a proporre una strategia organizzativa sostenibile per assicurare una soddisfacente risposta ai bisogni di prevenzione ed assistenza delle persone affette da questa patologia. 

Gard Italia si è occupata, successivamente, dell’Insufficienza respiratoria cronica (IRC) anche in coerenza con il Piano nazionale della cronicità, approvato in conferenza Stato-Regioni il 15 settembre 2016, che per la rilevanza epidemiologica, la gravità, l’invalidità, il peso assistenziale ed economico, ha posto particolare attenzione a questa malattia. Il gruppo di lavoro "Continuità assistenziale: insufficienza respiratoria” ha elaborato il Documento strategico di indirizzo per la gestione integrata dell’Insufficienza Respiratoria. Tale documento definisce un percorso assistenziale (PDTA), basato sulle evidenze scientifiche, applicabile a tutte le realtà italiane, con il coinvolgimento di tutti i ruoli professionali e degli stakeholders. Inoltre su indicazione dell’Assemblea generale il gruppo di lavoro ha affrontato la tematica dell’ossigenoterapia, per la quale le evidenze scientifiche sono ormai datate, e che presenta problematiche relative alla distribuzione dell’ossigeno che, ad oggi, non prevede degli standards e un accreditamento preciso.

Sulla base di questo documento, nell’anno 2019 è stato elaborato il poster “Strategy for an integrated management of respiratory failure" 

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Data di pubblicazione: 21 febbraio 2018, ultimo aggiornamento 9 marzo 2022

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