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Indagine nazionale conoscitiva sull'offerta sanitaria per i disturbi dello spettro autistico

Aggiornamento della mappa dei servizi

Tra le attività previste dal DM 30 dicembre 2016, vi è l’aggiornamento della mappa dei servizi dedicati alla diagnosi e presa in carico delle persone con disturbi dello spettro autistico in tutto l’arco di vita e la predisposizione di una mappa dinamica vincolata ai flussi regionali/nazionali.

Tale mappa ha consentito l’acquisizione sistematizzata e continua di dati aggiornati su tutto il territorio nazionale.

Il Ministero ha dato mandato all’Istituto Superiore di Sanità, di attivare uno studio di fattibilità in collaborazione con le Regioni. I dati raccolti hanno fornito una mappatura dei servizi completa in alcune regioni campione e la definizione di procedure operative per il rilevamento e la raccolta di dati estendibile all’intero territorio nazionale.

Questi dati potranno anche essere la base di un sistema informativo dei servizi del SSN dedicati alla diagnosi e cura delle patologie dell’età evolutiva.

Solo recentemente, infatti, sono stati avviati i lavori per l’analisi di fattibilità del flusso informativo per la rilevazione delle prestazioni erogate a persone in età evolutiva, affette da disturbi neuropschiatrici e neuropsichici dell’infanzia e dell’adolescenza.

Nello specifico la mappa dei servizi che l’Istituto Superiore di Sanità ha sviluppato si è proposta i seguenti obiettivi:

  • monitoraggio dell'attività dei servizi, con analisi del volume di prestazioni
  • valutazioni epidemiologiche sulle caratteristiche dell'utenza e sui piani di trattamento
  • supporto alle attività gestionali delle strutture per valutare il grado di efficienza e di utilizzo delle risorse
  • supporto alla costruzione di indicatori di struttura, processo ed esito sia a livello regionale che nazionale
  • supporto al monitoraggio del recepimento delle linee di indirizzo/PRIA regionali
  • supporto alla ricerca e al miglioramento continuo della qualità.


Al 28 aprile 2022, i centri approvati in Italia sono 1.165, di cui 610 al Nord, 268 al Centro e 287 al Sud e Isole. Nel dettaglio, l’analisi suddivisa per Regioni e Province Autonome ha individuato i seguenti numeri di centri: 43 in Abruzzo, 2 in Basilicata, 15 a Bolzano, 8 in Calabria, 62 in Campania, 110 in Emilia Romagna, 28 in Friuli-Venezia Giulia, 123 nel Lazio, 42 in Liguria, 255 in Lombardia, 83 nelle Marche, 44 in Piemonte, 36 in Puglia, 13 in Sardegna, 123 in Sicilia, 30 in Toscana, 11 a Trento, 32 in Umbria, 5 in Valle d’Aosta e 100 in Veneto.  

Sul totale dei centri mappati in Italia, 542 operano nel SSN, 580 in regime privato contrattualizzato/convenzionato con il SSN e 33 sono servizi socio-sanitari integrati.  

748 centri erogano servizi per l’età evolutiva, di cui il 5% dedicato alla diagnosi, il 39% alla riabilitazione/presa in carico, e il 56% sia alla diagnosi che riabilitazione/presa in carico. 626 centri erogano servizi per l’età adulta, di cui il 3% dedicato alla diagnosi, il 73% alla riabilitazione/presa in carico e il 24% sia alla diagnosi sia alla riabilitazione/presa in carico. 

La tipologia dei centri mappati è la seguente:

  • 370 servizi di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA);
  • 297 servizi di riabilitazione per l'età evolutiva - privati contrattualizzati/convenzionati con il SSN;
  • 279 servizi sono dedicati a persone adulte con disabilità;
  • 107 dipartimenti di Salute Mentale/Unità Operativa di Psichiatria;
  • 82 servizi di riabilitazione per l'età adulta - privati contrattualizzati/convenzionati con il SSN;
  • 8 servizi psicologici. 

Sono più di 15.600 i professionisti, strutturati e non strutturati (con esclusione delle forme volontarie), che operano nei servizi per le attività cliniche dedicate ai disturbi dello spettro autistico. Nei centri dedicati all’età evolutiva, i professionisti identificati sono psicologi (17%), logopedisti (17%), terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (14%), educatori professionali (14%), neuropsichiatri infantili (10%), fisioterapisti (7%), assistenti sociali (4%), infermieri (4%), terapisti della riabilitazione psichiatrica (1%), fisiatri (1%), neurologi (0,8%), psichiatri (0,6%) e pediatri (0,2%). Il restante 8% include altre professioni. Nei centri dedicati all’età adulta, i professionisti identificati sono educatori professionali (20%), psicologi (13%), logopedisti (8%), infermieri (7%), terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (7%), fisioterapisti (6%), assistenti sociali (4%), psichiatri (3%), neuropsichiatri infantili (3%), terapisti della riabilitazione psichiatrica (1%), neurologi (1%), fisiatri (1%), e pediatri (0,1%). Il restante 24% include altre professioni. 

Gli strumenti standardizzati per la valutazione diagnostica e funzionale delle persone con sospetto di disturbo dello spettro autistico vengono utilizzati nell’80% dei servizi dedicati all’età evolutiva e nell’50% dei servizi dedicati all’età adulta. I protocolli di accertamento diagnostico e funzionale prevedono esami di laboratorio e/o strumentali nel 37% dei servizi dedicati all’età evolutiva nel 10% dei servizi dedicati all’età adulta. Il 72% dei servizi, oltre alla valutazione diagnostica, eroga direttamente interventi terapeutici

Il censimento in continua evoluzione consente di raccogliere informazioni relative all’utenza assistita.  Ad oggi risultano in carico 778.660 assistiti (a cui è stata erogata almeno una prestazione nel 2021), di cui 75.072 assistiti con diagnosi di autismo

Per approfondire vai alla pagina mappa dei servizi dell'Osservatorio nazionale autismo.

 

La precedente indagine conoscitiva

Per supportare l’applicazione delle Linee di Indirizzo del 2012, il Ministero della salute già nel 2013 aveva dato l’incarico all’Istituto Superiore di Sanità di effettuare, con il supporto e in accordo con gli Assessorati alla sanità regionali, una "indagine conoscitiva sulla rete dei servizi che operano sul territorio nazionale" a favore delle persone nello spettro autistico e delle famiglie, al fine di creare una mappa dinamica dell’esistente e fornire un quadro aggiornato dell’offerta, da cui partire per la caratterizzazione epidemiologica del fenomeno e della risposta assistenziale, finalizzata anche a orientare meglio le strategie di programmazione sociosanitaria nazionale, regionale e locale.

Tale indagine, basata sulla raccolta di dati standardizzati e validati dalle Regioni e Province Autonome, ha evidenziato:

  1. l’accesso su tutto il territorio nazionale per l’erogazione dei servizi di diagnosi e trattamento per i disturbi pervasivi dello sviluppo
  2. la proporzione tra strutture direttamente inserite nel sistema sanitario nazionale e quelle accreditate che intervengono nei percorsi di cura per questi disturbi
  3. le professionalità e la numerosità degli addetti che le strutture hanno a disposizione
  4. la tipologia di attività destinate ai DPS
  5. l’esistenza di percorsi integrati (compreso il coinvolgimento di altre istituzioni e componenti sociali nei progetti abilitativi).

Per approfondire consulta:


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Data di pubblicazione: 21 novembre 2016, ultimo aggiornamento 12 maggio 2022

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