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Piano di Azioni Nazionale

Il Piano di azioni nazionale per la salute mentale (PANSM) è stato approvato in Conferenza unificata con accordo n.4 del 24 gennaio 2013.

Elaborato dal Ministero della salute, in collaborazione con il Gruppo tecnico Interregionale Salute Mentale (GISM) della Conferenza delle Regioni, il documento definisce gli obiettivi di salute per la popolazione, le azioni e gli attori necessari per conseguirli, i criteri e gli indicatori di verifica e valutazione.

In particolare, individua alcune aree omogenee, ritenute prioritarie, sulle quali orientare progetti specifici e differenziati, di livello regionale e locale, che prevedano l’implementazione di percorsi di cura capaci di intercettare le attuali domande della popolazione e che contribuiscano a rinnovare l’organizzazione e l’integrazione dei servizi, le modalità di lavoro, i programmi clinici offerti.

Il documento è stato elaborato con lo scopo di rilanciare le azioni prioritarie necessarie nel settore, sia per ovviare alle criticità che per implementare le buone pratiche, nell’ambito sia dell’età adulta, che dell’infanzia e adolescenza.

Documenti operativi del Piano

Dal questa strategia generale discendono una serie di altri documenti operativi che aiutano a promuovere una maggiore appropriatezza ed efficacia degli interventi messi poi in atto dalle Regioni, che sono le titolari dell’organizzazione dell’assistenza.

  • Le strutture Residenziali Psichiatriche in età adulta, documento approvato in Conferenza unificata con accordo n.116 del 17 ottobre 2013.
    Il PANSM prevede, tra i propri obiettivi, di affrontare la tematica della residenzialità psichiatrica, proponendo specifiche azioni mirate a differenziare l’offerta di residenzialità per livelli di intensità riabilitativa e assistenziale al fine di migliorare i trattamenti e ridurre le disomogeneità.
    In attuazione di tale obiettivo, l’Accordo si propone di fornire indirizzi omogenei nell’intero territorio nazionale, mirati a promuovere, all’interno del sistema di offerta dei Dipartimenti di salute mentale, una residenzialità funzionale ai percorsi individualizzati e strutturata sia per intensità di trattamento (dal trattamento intensivo al sostegno socio riabilitativo), sia per programmi e tipologie di intervento correlati alla patologia ed alla complessità dei bisogni.
    Si tratta, pertanto, di adottare una metodologia incentrata sui percorsi di cura, che si fonda sulla necessità di lavorare per progetti di intervento, specifici e differenziati, sulla base della valutazione dei bisogni delle persone, mirando a rinnovare l’organizzazione dei servizi, le modalità di lavoro delle équipe, i programmi clinici offerti agli utenti.
    Tale Accordo si riferisce a strutture residenziali psichiatriche che accolgono utenti adulti o nell’ambito della transizione tra servizi per minori e servizi per l’età adulta, in cui poter trattare, quando appropriato e per tempi definiti, i soggetti affetti dai seguenti quadri patologici: disturbi schizofrenici, disturbi dello spettro psicotico, sindromi affettive gravi, disturbi della personalità con gravi compromissione del funzionamento personale e sociale.
  • Gli interventi residenziali e semiresidenziali terapeutico-riabilitativi per i disturbi neuropsichici dell’infanzia e dell’adolescenza, documento approvato in Conferenza unificata con accordo n. 138 del 13 novembre 2014.
    L'accordo si propone di fornire indirizzi operativi relativamente al secondo obiettivo indicato dal PANSM “Esistenza di una rete regionale di strutture residenziali e semiresidenziali terapeutiche dedicate per il trattamento extra-ospedaliero dei disturbi psichiatrici gravi in preadolescenza e adolescenza, in stretta integrazione con i servizi territoriali”.
    I trattamenti in regime semiresidenziale e residenziale costituiscono una parte considerevole dell’impegno assistenziale a favore dei minori con disturbi neuropsichici; a fronte di ciò, sono del tutto diversificate le indicazioni normative e programmatiche, con differenze marcate nelle varie Regioni, sui criteri organizzativi e di funzionamento: tipologie strutturali, dotazione di personale, soggetti destinatari e criteri di inserimento, modalità di finanziamento, requisiti di accreditamento, durata della permanenza nelle strutture, compartecipazione alla spesa, come risulta da una ricognizione effettuata, allo scopo, in alcune Regioni.
  • Definizione dei percorsi di cura da attivare nei Dipartimenti di salute mentale per i disturbi schizofrenici, i disturbi dell’umore e dei disturbi gravi di personalità, documento approvato in Conferenza unificata con accordo n. 137 del 13 novembre 2014.
    L’accordo si propone di approfondire alcuni obiettivi prioritari dedicati all’individuazione di percorsi di cura relativamente ad alcuni raggruppamenti psicopatologici gravi: i disturbi schizofrenici, i disturbi dell’umore e i disturbi gravi di personalità. Ciò in ragione del consistente assorbimento di risorse che il loro trattamento comporta, unitamente agli elevati livelli di disagio e di sofferenza individuale e familiare ad essi legati.
    Nell’accordo vengono declinati gli interventi e le azioni di presa in carico, sulla base delle evidenze scientifiche più aggiornate, che devono essere messe in atto per garantire qualità ai processi e agli esiti.
  • Linee di indirizzo per i disturbi neuropsichici dell'età evolutiva documento approvato in Conferenza unificata con Intesa sancita il 25 luglio 2019. L'Accordo si propone di fornire indirizzi operativi relativamente al primo obiettivo indicato dal PANSM inerente la carenza specifica di posti letto nei servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (NPIA) che mette a rischio i percorsi di cura e induce cronicizzazione dei disturbi: “Esistenza (realizzazione) di una rete regionale integrata e completa di servizi per la diagnosi, il trattamento e la riabilitazione dei disturbi neuropsichici dell’età evolutiva”.
    Inoltre, già il PANSM sottolinea come nei disturbi neuropsichici dell’infanzia e dell’adolescenza l’intervento multidisciplinare d’équipe non possa essere limitato ai casi particolarmente gravi e complessi, ma debba invece essere la regola. La presa in carico non è, cioè, correlata esclusivamente alla complessità del disturbo ma è dettata anche dai contesti in cui la persona con un disturbo vive e dalla specificità della fase evolutiva attraversata dall’utente e dalla sua famiglia. Un sistema integrato e completo di servizi di neuropsichiatria per l’infanzia e l’adolescenza richiede quindi la presenza di équipes multidisciplinari composte da tutte le figure professionali necessarie a garantire gli interventi organizzati all’interno di un adeguato range di strutture, tutte indispensabili per garantire i LEA in un’ottica di percorsi di cura.
    L’Intesa sancita in Conferenza Unificata sulle Linee di Indirizzo indica la necessità che le Regioni prevedano nella loro programmazione sufficienti servizi territoriali, sufficienti posti letto e sufficienti servizi per la diagnostica ospedaliera, per la degenza in caso di scompenso acuto e servizi residenziali terapeutici territoriali per percorsi di maggiore durata, rapportati ai diversi modelli e strategie di programmazione che le Regioni introdurranno secondo la loro autonomia e in coerenza con quanto previsto dal DM 70.

Monitoraggio del Piano

Il Ministero della Salute ha promosso il monitoraggio dell'implementazione regionale del PANSM, coinvolgendo la Commissione Salute interregionale e avviando incontri finalizzati a raccogliere tutte le normative regionali e a costruire indicatori per la valutazione dell'impatto delle azioni messe in campo dalle Regioni.
Durante i lavori del Tavolo tecnico sulla salute mentale, istituito con DM 24 gennaio 2019, è stata presentata una prima stesura del report per il monitoraggio e la valutazione del PANSM elaborato dal coordinamento della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. In tale report è stata monitorata l’esistenza di politiche attive delle Regioni e PA, di atti amministrativi, di documenti di programmazione redatti dalla Regione o Provincia Autonoma o gruppo di lavoro a valenza regionale, di raccomandazioni, linee guida, progetti o altri documenti a valenza regionale.
Inoltre sono stati monitorati:

  • 11 obiettivi del PANSM nell’area della salute mentale in età adulta
  • 7 obiettivi per l’area della Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza
  • 3 obiettivi per l’area dell’integrazione e coordinamento con altre aree.

Dalla ricognizione è emerso che gli obiettivi più implementati sono stati: i disturbi del comportamento alimentare, la classificazione delle residenze e semiresidenze per adulti, la Classificazione delle residenze e semiresidenze per minori, l’autismo, il circuito penale.

Per approfondire consulta : Linee di indirizzo sui disturbi neuropsichiatrici e neuropsichici dell'infanzia e dell'adolescenza


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Data di pubblicazione: 25 gennaio 2016, ultimo aggiornamento 20 gennaio 2022

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