Il Ministero della Salute, in collaborazione con il Centro di referenza nazionale per la ricerca degli OGM (CROGM) e l’Istituto superiore di sanità, predispone dal 2006 il Piano nazionale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati (OGM) negli alimenti, finalizzato alla programmazione e al coordinamento delle attività di controllo svolte in questo specifico settore da parte delle Autorità sanitarie regionali e provinciali, in applicazione sia della normativa quadro del settore degli OGM, i regolamenti comunitari nn. 1829/2003 e 1830/2003 sia del regolamento UE 625/2017.

L’attuazione del Piano nazionale, nell’ambito delle competenze proprie del Ministero, rappresenta tra l’altro un utile strumento per il raggiungimento degli obiettivi in materia di sicurezza alimentare nel settore degli alimenti geneticamente modificati.

Con il 2020 inizia la programmazione stabilita dal Piano nazionale per il triennio 2020-2022.

Risultati

Nel 2020, nonostante la pandemia che ha travolto e stravolto il nostro Paese e tutto il mondo, la stessa non ha fermato la costante e specifica attenzione delle Regioni e Province Autonome verso il controllo degli OGM negli alimenti. Pertanto, a maggior ragione per l’anno 2020, la valutazione generale dei risultati è positiva.

In particolare esaminando i dati relativi al territorio, per un numero totale di campioni prelevati e analizzati pari a 638, la percentuale di quelli positivi è stata del 3,2%, senza riscontro di non conformità. Ciò conferma sempre di più sia la consapevolezza crescente degli operatori del settore alimentare che pongono particolare attenzione lungo tutta la filiera, dall’approvvigionamento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito, sia l’efficacia dei controlli ufficiali messi in atto.

L’attività all’importazione, condotta ancora per il 2020 dagli USMAF e che da marzo 2021 è passata ai PCF, è stata caratterizzata da una flessione del numero di controlli con 51 campionamenti effettuati, rispetto ai 90 del 2019, tutti i campioni sono risultati regolamentari.

Al riguardo si ribadisce l’importanza che gli uffici di frontiera rivestono in qualità di prime Autorità sanitarie coinvolte nella nazionalizzazione e commercializzazione di prodotti alimentari provenienti dai Paesi terzi, pertanto detta attività di controllo deve essere rafforzata.

Altro ruolo fondamentale nella attività di controllo viene svolto dai laboratori pubblici.            

Quest’anno anche per queste strutture è stato un anno molto impegnativo per l’impiego di risorse umane e strumentali in attività di analisi molecolari dei tamponi Covid 19. Va riconosciuto ai laboratori l’impegno dimostrato anche nel 2020 invitandoli comunque a completare il processo di espansione dell’attività analitica di screening e a potenziare l’attività analitica accreditata anche per la rilevazione e quantificazione di eventi GM autorizzati sul mercato europeo.

Concludendo, tenuto conto dei risultati complessivi ottenuti anche per il 2020, si può confermare che sul mercato italiano nei prodotti alimentari la presenza di OGM autorizzati negli alimenti continua ad essere decisamente limitata ed a concentrazioni estremamente basse, inferiori al limite di quantificazione e che vengono rispettati i requisiti d’etichettatura previsti dalla normativa vigente.

Consulta

Relazioni Piano nazionale OGM anni precedenti



  • Condividi
  • Stampa
  • Condividi via email

Data di pubblicazione: 10 ottobre 2008, ultimo aggiornamento 27 dicembre 2021

Pubblicazioni   |   Opuscoli e poster   |   Normativa   |   Home page dell'area tematica Torna alla home page dell'area