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Influenza equina (IE)

Malattia

L’Influenza Equina (IE) è una malattia respiratoria virale altamente contagiosa, denunciabile secondo il Regolamento di Polizia Veterinaria (D.P.R. 320/54) e notificabile all’OIE, che colpisce in particolare i cavalli, ma può interessare anche asini, muli e zebre; il virus dell’IE provoca una malattia respiratoria nelle popolazioni equine di molti paesi in tutto il mondo, con forme epidemiche occasionali ed è distinto dagli altri virus influenzali, seppur esistano molte analogie.

L’IE è causata da due sottotipi: H3N8 e H7N7, all’interno dei quali esistono numerose varianti. Dagli anni ‘70 l’unico sottotipo che causa infezioni è H3N8.

I focolai di malattia si verificano più spesso in presenza di concentramenti di equini, che favoriscono la diffusione del contagio, come le aste e gli ippodromi; la comparsa di questi focolai determina un grave impatto sia sanitario, per i frequenti casi di complicazioni batteriche, che economico, per le restrizioni alle movimentazioni e l’annullamento di gare. L’IE non è considerata una malattia trasmissibile all’uomo. L'influenza equina colpisce il tratto respiratorio superiore degli equini.

Sintomi

I segni clinici compaiono di solito entro 1-3 giorni dall'esposizione al virus e possono durare per 3-6 settimane in caso di complicazioni secondarie e possono includere:

  • febbre
  • tosse secca
  • secrezione nasale
  • linfoadenopatia a carico dei linfonodi sottomascellari e retrofaringei
  • depressione, perdita di appetito, dolore/debolezza muscolare
  • raramente: edema degli arti distali e cardiomiopatia

I segni clinici sono più comuni e gravi nei soggetti giovani (1-5 anni), non vaccinati e non venuti precedentemente a contatto con virus di campo, mentre i soggetti anziani sviluppano solitamente una forma più lieve.

La sintomatologia di solito dura pochi giorni e i casi di non complicati si risolvono entro 1-2 settimane, sebbene la tosse possa persistere per diverse settimane dopo l'infezione. Le complicanze dell'influenza equina possono essere gravi e includere polmonite batterica secondaria, indolenzimento muscolare, infiammazione del muscolo cardiaco e gonfiore degli arti, con una conseguente debilitazione generale dell’animale, causa di un cattivo stato di salute che può durare anche mesi.

L’IE è raramente fatale, ma complicazioni e gravi polmoniti possono portare a morte gli animali infetti, specialmente i puledri. È molto contagiosa ed elemento di particolare di rilievo è che gli animali possono eliminare il virus prima di presentare sintomi clinici e fino a circa 5 giorni dalla loro comparsa. Il virus si diffonde principalmente tramite contatto diretto con un animale infetto (tosse, espettorato), ma non è da escludere la trasmissione tramite attrezzature, strumenti, vestiti, alimenti e acqua contaminati.

Si stima che il virus possa essere trasportato dalle correnti d’aria anche per alcuni chilometri.

Una volta introdotta, l’infezione può determinare gravi epidemie sulla base della suscettibilità della popolazione esposta. L’alta densità animale e il trasporto di cavalli favoriscono la rapida diffusione dell’IE. La sintomatologia, rappresentata da tosse secca e febbre, e la situazione epidemiologica sono degli ottimi indicatori, ma la diagnosi di laboratorio è essenziale per confermare l’identità dell’agente eziologico.

Diagnosi

I campioni da prelevare sono tamponi nasali che vengono esaminati anche tramite PCR per la ricerca diretta del virus, e sangue senza anticoagulante (due prelievi a distanza di due/tre settimane) per la ricerca degli anticorpi ed una valutazione di una sieroconversione tramite la prova di inibizione dell’emoagglutinazione. L’isolamento del virus su substrati biologici viene effettuato per poter condurre studi di omologia con i ceppi vaccinali disponibili e di valutare un eventuale impiego per la profilassi immunizzante. I tamponi nasali, prelevati in profondità da entrambe le narici, devono essere raccolti entro 24-48 h dall’insorgenza della sintomatologia clinica usando un terreno di trasporto specifico per la diagnosi virologica ed inviati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competente a temperatura di refrigerazione; in assenza di un terreno di trasporto specifico è possibile usare PBS sterile o soluzione fisiologica (1 ml per tampone). Congelare il tampone se non è possibile portarlo subito al laboratorio. Per i campioni di sangue, se non possono essere trasportati subito al laboratorio, possono essere mantenuti a temperatura di refrigerazione per alcuni giorni oppure per tempi più lunghi è raccomandabile separare il siero e congelarlo.

Dati epidemiologici

L’influenza equina (IE) è considerata endemica sia in Europa che negli USA, ma i virus che circolano nelle rispettive aree possono essere leggermente differenti per la rapida mutazione genetica ed anche antigenica, caratteristica tipica di questi virus. I soli paesi indenni sono Islanda e Nuova Zelanda.

Per molti anni, i virus in circolazione negli USA appartenevano al clade Florida-1 (FC1) mentre quelli europei al clade Florida 2 (FC2) del H3N8. Questi clade si sono separati nel 2003, la circolazione del FC2 è cessata in USA nel 2005, mentre dal 2010 non c’è stata evidenza di circolazione di FC1 in Europa.
A causa delle numerose movimentazioni di cavalli tra Nord America ed Europa, il panel internazionale di esperti ha raccomandato negli ultimi dieci anni che i vaccini per IE contenessero entrambi i clade. Alcuni, ma non tutti i vaccini attualmente disponibili in commercio, rispettano questa raccomandazione.

Piani di eradicazioni e azioni di controllo

La vaccinazione rappresenta uno strumento molto utile per limitare le infezioni e la diffusione del contagio.

A causa della variabilità dei ceppi virali circolanti e della difficoltà di produrre vaccini in tempi brevi, la vaccinazione può non risultare efficace a prevenire l’infezione. Tuttavia, in questi casi, riduce i tempi di eliminazione del virus, la gravità dei sintomi clinici e dei tempi di recupero.

La copertura di un animale vaccinato è assicurata dall’esecuzione regolare come prescritto dalle indicazioni del foglietto illustrativo e dall’utilizzo di ceppi vaccinali omologhi con quelli responsabili dell’epidemia. Un pannello di esperti OIE stila annualmente una lista dei ceppi utili da inserire nei vaccini. 

Secondo le ultime raccomandazioni, i vaccini da utilizzare dovrebbero contenere:

  • Clade 1 virus omologhi al A/eq/South Africa/04/2003 o al virus A/eq/Ohio/2003
  • Clade 2 virus omologhi al A/eq/Richmond/1/2007

Nel caso di focolai di IE si raccomanda di adottare le seguenti misure di biosicurezza:

  • isolamento degli animali infetti
  • controllo delle movimentazioni
  • pulizia e disinfezione di locali, mezzi di trasporto e attrezzature (nell’ambiente esterno il virus è facilmente inattivato dai comuni disinfettanti)
  • igiene del personale di stalla

Per approfondire:



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