Ministero della Salute

Vaccini anti Covid-19

Ultimo aggiornamento:  30 gennaio 2023

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Cosa prevede la campagna vaccinale anti Covid-19?



Obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è raggiungere un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati e con i richiami per ridurre la circolazione del virus e lo sviluppo di varianti e, in particolare, per prevenire efficacemente l’insorgenza di patologia grave e di decessi.

La campagna è partita il 27 dicembre 2020 in Italia ed Europa con il vaccine day (in modo effettivo il 31 dicembre 2020). 

I vaccini sono offerti gratuitamente a tutta la popolazione, secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità.

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Quali vaccini sono stati autorizzati in Italia?



Attualmente in Italia sono stati autorizzati i seguenti vaccini: 

  • Vaccini a m-RNA nella formulazione bivalente:
    • Original/Omicron/BA.4-5 di Comirnaty - Il 12 settembre 2022 è stato autorizzati dall'EMA  e il 14 settembre dall'AIFA
    • Original/Omicron BA.1 di Spikevax e Comirnaty - Il 1° settembre 2022 sono stati autorizzati dall’EMA e il 5 settembre dall’AIFA.
      I vaccini bivalenti vengono utilizzati per i richiami (booster).
  • Vaccino Nuvaxovid (Novavax) - Il 20 dicembre 2021 è stato autorizzato dall’EMA e il 22 dicembre dall'AIFA.
  • Vaccino Janssen (Johnson & Johnson) - L'11 marzo 2021 è stato autorizzato dall'EMA e il 12 marzo dall'AIFA
  • Vaccino Vaxzevria di AstraZeneca - Il 29 gennaio 2021 è stato autorizzato dall’EMA e il 30 gennaio dall’AIFA. 
  • Vaccino Spikevax (Moderna) monovalente - il 6 gennaio 2021 è stato autorizzato dall'EMA e il 7 gennaio dall'AIFA. Viene utilizzato per il ciclo primario.
  • Vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNtech monovalente - È il primo vaccino ad essere stato autorizzato in Unione Europea: il 21 dicembre 2020 dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e il 22 dicembre dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Viene utilizzato per il ciclo primario.

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Qual è l‘impatto della vaccinazione e della pregressa diagnosi sul rischio di infezione e di malattia grave associata a SARS-CoV-2?



Considerato che ad una larga parte della popolazione italiana è stata diagnosticata almeno una volta l’infezione da SARS-CoV-2 l'Istituto Superiore di Sanità ha elaborato un report sulla stima del rischio assoluto di infezione da SARS-CoV-2 (sintomatica e asintomatica) e di malattia grave che tiene conto non solo dello stato vaccinale ma anche dell’infezione pregressa. Il documento viene aggiornato mensilmente.

Queste le principali conclusioni del rapporto del 27 gennaio 2023, relativo al periodo 31 ottobre - 27 novembre 2022.

  • Al 14 novembre 2022, la percentuale di popolazione con ultima dose da meno di sei mesi sulla popolazione suscettibile è pari all’8,7% e quasi esclusivamente rappresentata da persone con età >60 anni. Il 50% dei vaccinati ha ricevuto l'ultima dose da almeno 310 giorni.
  • Al 14 novembre 2022, la percentuale di popolazione senza una pregressa diagnosi è pari al 64% della popolazione suscettibile. Di questa, il 50% avuto una diagnosi di infezione da SARSCoV-2 da almeno 284 giorni (range interquartile: 196-319 giorni dall'infezione pregressa).
  • Il rischio di malattia grave aumenta all’aumentare dell’età, ad esclusione della fascia 0-4 anni. Sotto i sessant’anni (0-4, 5-11, 12-39, 40-59), il rischio di malattia grave nel periodo considerato non supera mai i 10 casi per 100.000 per la popolazione vaccinata. Il rischio di malattia grave per la popolazione con età maggiore di 12 anni e senza una diagnosi pregressa di infezione da SARS-CoV-2 è approssimativamente sette volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati.
  • Il rischio di infezione e di malattia grave è influenzato sia dallo stato vaccinale che da infezioni pregresse. Il rischio assoluto di infezione e di malattia grave è maggiore nelle persone non vaccinate e che non hanno mai avuto una pregressa diagnosi. In generale si osserva che le persone con immunità ibrida (ovvero con infezione pregressa e vaccinazione), sono a minor rischio di infezione da SARS-CoV-2 e di incorrere in una forma grave di COVID-19 e che a parità di fascia di età e di condizione di pregressa infezione, in tutte le classi di età > 12 anni, si osserva una tendenza alla riduzione del rischio di malattia grave associato alla vaccinazione.
  • Complessivamente, il rischio di infezione, nel mese di novembre 2022, aumenta all’aumentare dell’età. Tra le persone non vaccinate quelle senza una pregressa infezione hanno  un rischio di infezione da SARS-CoV-2 all’incirca sette volte più alto rispetto a chi ha avuto una diagnosi pregressa da almeno 180 giorni, e di trentuno volte maggiore rispetto a chi ha avuto una diagnosi pregressa fra 90-180 giorni. Tra le persone vaccinate, quelle che non hanno avuto una diagnosi pregressa hanno un rischio di infezione maggiore rispetto a chi ha avuto una diagnosi pregressa.

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I vaccini sono sicuri?



Sì. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione.
In ogni caso il profilo di sicurezza viene continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione. L'Agenzia italiana del farmaco pubblica report periodici sulla farmacovigilanza dei vaccini Covid-19. 

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Bambini e ragazzi possono essere vaccinati?



Si. I bambini tra 5 e 11 anni possono ricevere un ciclo primario con il vaccino Comirnaty monovalente, in dose ridotta (un terzo del dosaggio autorizzato per adulti e adolescenti) e con formulazione specifica. 

Per gli adolescenti tra i 12 e i 17 anni di età è raccomandato un ciclo primario (con vaccino a m-RNA monovalente, Comirnaty o Spikevax) e una dose di richiamo con vaccino a m-RNA bivalente (Comirnaty o Spikevax).

Inoltre per gli adolescenti tra i 12 e i 17 anni di età con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti è raccomandata anche una seconda dose di richiamo con vaccino a m-RNA bivalente.  In ogni caso, su richiesta dei genitori o per chi ne fa le veci, tutti i ragazzi dai 12 a 17 anni che hanno già ricevuto una prima dose di richiamo, possono ricevere una dose di richiamo con vaccino a m-RNA bivalente.

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Perché vaccinare i bambini?



Secondo il parere della Commissione Tecnico Scientifica di AIFA (CTS), "sebbene l’infezione da SARS-CoV-2 sia sicuramente più benigna nei bambini, in alcuni casi essa può essere associata a conseguenze gravi, come il rischio di sviluppare la sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-c), che può richiedere anche il ricovero in terapia intensiva. 

Inoltre, la CTS sottolinea che “oltre all’efficacia nel prevenire il contagio e le relative conseguenze, la vaccinazione comporta benefici quali la possibilità di frequentare la scuola e condurre una vita sociale connotata da elementi ricreativi ed educativi, che sono particolarmente importanti per lo sviluppo psichico e della personalità in questa fascia di età".

"Oltre ai benefici diretti, la vaccinazione dei bambini comporterebbe un aumento della copertura vaccinale dell’intera popolazione e, quindi, una maggiore protezione anche per i soggetti più fragili di tutte le età, soprattutto se conviventi con i bambini". 

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Le persone immunodepresse possono essere vaccinate?



Sì, la vaccinazione anti-SARS-CoV-2 /COVID-19 è raccomandata  anche per le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti, in quanto maggiormente suscettibili di ammalarsi di Covid-19.

Nei soggetti identificati come estremamente vulnerabili, in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante, che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di COVID-19, è indicata la somministrazione di una dose addizionale a completamento del ciclo primario (che in questi casi è quindi costituito da tre dosi) e la somministrazione del primo richiamo, e, dietro valutazione e giudizio clinico specialistico, possono ricevere anche la seconda dose di richiamo.



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Devo fare sia la vaccinazione anti Covid-19 sia quella anti-influenzale. Possono essere somministrate in un’unica seduta?



Sì. Tenuto conto delle attuali indicazioni espresse dalle principali autorità di Sanità Pubblica internazionali e relativi Comitati Consultivi e dei dati preliminari relativi alla co-somministrazione di vaccini anti-SARS-CoV-2/COVID-19 con vaccini antinfluenzali, è possibile programmare la somministrazione dei due vaccini, anti-influenzale e anti-SARS-Cov-2, nella medesima seduta vaccinale.



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Devo effettuare la vaccinazione con un vaccino previsto dal Piano nazionale vaccinale. Posso farlo in contemporanea con la vaccinazione anti Covid-19?



Sì, la somministrazione concomitante di un vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 utilizzato in Italia e un altro vaccino del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale è possibile.  Al momento è preferibile una distanza di almeno 4 settimane (28 giorni) tra la somministrazione di un vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 e il vaccino MVA-BN per monkeypox.



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Dove posso trovare i dati aggiornati sull'andamento delle vaccinazioni anti Covid-19 nel nostro Paese? Sono disponibili anche in formato open data?



Dal 31 dicembre 2020 è attiva una dashboard dove sono raccolti i dati e le statistiche relativi alla somministrazione dei vaccini su tutto il territorio nazionale.

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Dal 5 gennaio 2021 i dati della dashboard Report vaccini sono disponibili anche in formato open alla pagina:



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Per quali categorie di persone è raccomandata la somministrazione di una prima dose di richiamo (booster) di vaccino anti SARS-CoV-2/COVID-19?



La somministrazione della prima dose di richiamo è raccomandata a tutte le persone con più di 12 anni dal 5 gennaio 2022.

La prima dose di richiamo (dose booster) viene somministrata a distanza di almeno quattro mesi (120 giorni) dal completamento del ciclo primario.

Per le dosi di richiamo è raccomandato l'uso di vaccini a m-RNA nella formulazione bivalente (Circolare 7 settembre 2022). 

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Ho effettuato la vaccinazione anti Covid-19 all’estero. Quali sono i vaccini riconosciuti equivalenti in Italia, ai fini della certificazione verde?



I seguenti vaccini, somministrati dalle autorità sanitarie nazionali competenti estere, sono riconosciuti come equivalenti a quelli effettuati nell'ambito del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2:

  • vaccini per i quali il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è lo stesso dell’Unione Europea
  • Covishield (Serum Institute of India), prodotto su licenza AstraZeneca
  • R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza AstraZeneca
  • Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza AstraZeneca.

Si precisa che tali vaccini sono considerati validi ai fini dell’emissione della Certificazione verde COVID-19.

Leggi la circolare 23 settembre 2021.



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Per quali categorie di persone è raccomandata la somministrazione della quarta dose (seconda dose di richiamo) di vaccino anti SARS-CoV-2/COVID-19?



La somministrazione della seconda dose di richiamo (second booster) o quarta dose è raccomandata per le seguenti categorie, purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 gg) dalla prima dose booster o dall’ultima infezione successiva al richiamo (data del test positivo):

  • persone di 60 anni e più
  • persone di 12 anni e più con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti
  • operatori e ospiti dei presidi residenziali per anziani.
  • operatori sanitari
  • donne in gravidanza.

Tenuto conto dell’indicazione di utilizzo autorizzata da EMA e AIFA, i vaccini bivalenti  possono, comunque, essere resi disponibili su richiesta dell’interessato, come seconda dose di richiamo, per la vaccinazione dei soggetti di almeno 12 anni di età, che abbiano già ricevuto la prima dose di richiamo da almeno 120 giorni.

Per le dosi di richiamo è raccomandato l'uso di vaccini a m-RNA nella formulazione bivalente (Circolare 7 settembre 2022) 

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Per quali categorie di persone che hanno già ricevuto una seconda dose di richiamo è raccomandata la somministrazione di una ulteriore vaccino anti SARS-CoV-2/COVID-19?



Un’ulteriore dose di richiamo con vaccino a m-RNA nella formulazione bivalente è raccomandata alle seguenti categorie di persone, che hanno già ricevuto una seconda dose di richiamo con vaccino a mRNA monovalente, una volta trascorsi almeno 120 giorni dalla stessa o dall’ultima infezione da SARS-CoV-2 (data del test diagnostico positivo):

  • persone dagli 80 anni in su
  • ospiti delle strutture residenziali per anziani
  • persone dai 60 anni in su con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.

Su richiesta dell’interessato, anche tutti gli altri soggetti ultrasessantenni, che hanno già ricevuto un secondo richiamo, potranno, comunque, vaccinarsi con una ulteriore dose di vaccino.

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La dose di richiamo "booster" è indicata nelle persone che sono state vaccinate prima o dopo un’infezione da Sars-CoV-2?



Nelle persone vaccinate dopo un’infezione da SARS-CoV-2 (con una o due dosi, in base alle tempistiche e modalità raccomandate) o che hanno contratto l'infezione dopo un ciclo completo o dopo 14 giorni dalla somministrazione della prima dose, è indicata la  somministrazione di una dose di richiamo (booster) purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dall’ultimo evento (da intendersi come somministrazione dell’unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione).

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Sono stato vaccinato all’estero con un vaccino non autorizzato EMA. Devo ripetere il ciclo vaccinale prima di fare la dose di richiamo “booster”?



Le persone vaccinate all’estero con un vaccino non autorizzato da EMA (Agenzia europea per i medicinali) possono ricevere una dose di richiamo “booster” con vaccino a m-RNA (Comirnaty o Spikevax), a partire da 28 giorni e fino a un massimo di 6 mesi (180 gg) dal completamento del ciclo primario.
Il completamento di tale ciclo vaccinale integrato è riconosciuto come equivalente.

Superato il termine massimo di 6 mesi dal completamento del ciclo primario con vaccino non autorizzato da EMA, così come in caso di mancato completamento del ciclo, è possibile procedere con un ciclo vaccinale primario completo con vaccino a m-RNA.

Leggi la circolare 4 novembre 2021



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Ho ricevuto la raccomandata relativa all’avvio del procedimento sanzionatorio d’inadempienza dell’obbligo vaccinale, ma sono esente dalla vaccinazione o al 15 giugno 2022 ero in regola con la vaccinazione. A chi devo rivolgermi per far annullare la sanzione?



I cittadini over 50 che hanno ricevuto la comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio, ma hanno un certificato digitale di esenzione dalla vaccinazione emesso entro il 15 giugno 2022 o hanno iniziato/concluso il ciclo vaccinale primario, oppure hanno ricevuto la somministrazione della dose di richiamo successivamente al 1° febbraio 2022, ma entro il 15 giugno 2022, per effetto dell'intervento normativo di cui all’articolo 51-ter del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, convertito dalla legge 15 luglio 2022, n. 91, che ha posticipato la data di verifica dell’adempienza all’obbligo vaccinale dal 1 febbraio al 15 giugno 2022, sono considerati adempienti all’obbligo vaccinale, pertanto il procedimento sanzionatorio iniziato nei loro confronti, prima dell'entrata in vigore di detta modifica normativa, non avrà ulteriore seguito.

Non serve dare comunicazione al Ministero della Salute, per coloro che rientrano in questa casistica l’interruzione del procedimento verrà effettuata centralmente dal Ministero. In caso di dubbio i cittadini over50 che avessero ricevuto la comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio con riferimento alla data del 1 febbraio 2022 possono rivolgersi/scrivere alla ASL competente per territorio ove non l’avessero già fatto

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Non sono vaccinato, ma ho contratto il virus SARS-CoV2 successivamente al 1° febbraio 2022. Posso far annullare la sanzione?



L’infezione da SARS-CoV2 non esenta dall’obbligo vaccinale ma è un motivo di differimento della vaccinazione, se contratta precedentemente al 1° febbraio 2022, per il tempo successivo all’infezione secondo le circolari del Ministero.

In caso di motivi di differimento o di esenzione dalla vaccinazione, il soggetto deve rivolgersi esclusivamente alla Azienda sanitaria locale (ASL) competente per territorio entro 10 giorni dal ricevimento della notifica, per comunicare eventuali “certificazioni di differimento o di esenzione dall'obbligo vaccinale, ovvero altra ragione di assoluta e oggettiva impossibilità” ad effettuare la vaccinazione o il richiamo entro il 15 giugno 2022.

Non serve dare comunicazione al Ministero della Salute, ma va data notizia dell’avvenuta trasmissione della certificazione inoltrata alla ASL all’Agenzia della riscossione, utilizzando l’apposito servizio disponibile nell’area riservata del portale ADER.

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Vedi anche



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Risiedo in Italia e sono vaccinato all’estero, ma mi è arrivata la raccomandata relativa all’avvio del procedimento sanzionatorio d’inadempienza dell’obbligo vaccinale. Cosa devo fare?



Qualora le vaccinazioni effettuate all’estero siano state effettuate nei tempi previsti dalle norme italiane, per interrompere il procedimento sanzionatorio deve rivolgersi all’ultima ASL di assistenza per la registrazione delle avvenute vaccinazioni nel Sistema Tessera Sanitaria.

In alternativa, tale registrazione può essere effettuata per il tramite del Coordinamento USMAF-SASN inviando alla casella e-mail obbligovaccinale@sanita.it la documentazione attestante le somministrazioni effettuate, oltre ad una dichiarazione di conformità di tale documentazione all’originale e alla copia di un suo documento d’identità e codice fiscale.




  • Direzione Generale della Prevenzione sanitaria
  • Direzione generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica

Vedi anche:

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