Ministero della Salute

Vaccini anti Covid-19

Ultimo aggiornamento:  11 maggio 2022

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Cosa prevede il Piano strategico vaccinazioni anti Covid-19 e qual è l'obiettivo della campagna vaccinale?



Obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è raggiungere un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati per ridurre la circolazione del virus e lo sviluppo di varianti e prevenire efficacemente l’insorgenza di patologia grave e di decessi.

La campagna è partita il 27 dicembre 2020 in Italia ed Europa con il vaccine day (in modo effettivo il 31 dicembre 2020). 

I vaccini sono offerti gratuitamente a tutta la popolazione, secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità.

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Quali vaccini sono stati autorizzati in Italia?



Attualmente in Italia sono stati autorizzati i seguenti vaccini: 

  1. Vaccino Comirnaty di Pfizer-BioNtech - è il primo vaccino ad essere stato autorizzato in Unione Europea: il 21 dicembre 2020 dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e il 22 dicembre dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). 
  2. Vaccino Spikevax (Moderna) - il 6 gennaio è stato autorizzato dall'EMA e il 7 gennaio dall'AIFA .
  3. Vaccino Vaxzevria di AstraZeneca - il 29 gennaio è stato autorizzato dall’EMA e il 30 gennaio dall’AIFA. 
  4. Vaccino Janssen (Johnson & Johnson) - l'11 marzo è stato autorizzato dall'EMA e il 12 marzo 2021 dall'AIFA
  5. Vaccino Nuvaxovid (Novavax) - il 20 dicembre è stato autorizzato dall’EMA e il 22 dicembre dall'AIFA. 

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Qual è l‘impatto della vaccinazione nel prevenire nuove infezioni, ricoveri e decessi?



L’analisi dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) relativa all’impatto della vaccinazione nel prevenire nuove infezioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi, aggiornata al 4 maggio 2022, evidenzia che:

l’efficacia del vaccino  (riduzione percentuale del rischio nei vaccinati rispetto ai non vaccinati) nel periodo di prevalenza Omicron (a partire dal 3 gennaio 2022) nel

  • prevenire la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 è:
    • pari al 41% entro 90 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, 32% tra i 91 e 120 giorni, e 43% oltre 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale
    • pari al 58% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster
  • prevenire casi di malattia severa è:
    • pari a 71% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, 71% nei vaccinati con ciclo completo da 91 e 120 giorni, e 72% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 120 giorni
    • pari al 89% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster..

Nella fascia popolazione di 5 anni e oltre:

  • il tasso di ospedalizzazione nei non vaccinati (123 ricoveri per 100.000) è circa 3 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da ≤120 giorni (48 ricoveri per 100.000) e circa 4 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (33 ricoveri per 100.000) - periodo 18 marzo - 17 aprile 2022
  • il tasso di ricoveri in terapia intensiva nei non vaccinati (7 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) è circa 4 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da ≤ 120 giorni (2 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) e circa 5 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (2 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) - periodo 18 marzo - 17 aprile 2022
  • il tasso di mortalità nei non vaccinati (36 decessi per 100.000) è circa 4 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da ≤ 120 giorni (9 per 100.000) e circa 8 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (5 decessi per 100.000) - periodo 11 marzo - 10 aprile 2022.

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I vaccini sono sicuri?



Sì. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione.
In ogni caso il profilo di sicurezza viene continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione. L'Agenzia italiana del farmaco pubblica report periodici sulla farmacovigilanza dei vaccini Covid-19. 

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Per quali persone è obbligatoria la vaccinazione anti Covid-19?



Sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione anti Covid-19 in base all’età:

  • tutti i cittadini italiani e di altri Stati membri dell’UE residenti in Italia che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età (Decreto legge 7 gennaio 2022, n.1).
  • i cittadini stranieri soggiornanti o non in regola con le norme relative all’ingresso o al soggiorno in Italia, che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età (Decreto legge 7 gennaio 2022, n.1).

Senza limiti di età

Senza limiti di età, la vaccinazione è inoltre obbligatoria per:



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A partire dai 50 anni di età, la vaccinazione è obbligatoria per tutti, anche per chi non lavora?



Sì, l’obbligo è in vigore dall’8 gennaio 2022 per le persone dai 50 anni di età. Riguarda tutti i cittadini, anche stranieri residenti in Italia, lavoratori e non.

Per non incorrere nella sanzione, entro il primo febbraio 2022 occorre:

  • aver fatto la prima dose oppure
  • aver completato il ciclo vaccinale primario nei tempi previsti
  • oppure aver fatto il richiamo (booster) entro i termini di validità del green pass.

Sono esenti dall’obbligo coloro che non possono vaccinarsi per motivi di salute, attestati dal proprio medico di medicina generale o dal medico vaccinatore, operanti nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nazionale.

A partire dal 15 febbraio 2022 per recarsi al lavoro sarà inoltre necessario presentare una Certificazione verde Covid-19 per guarigione o per vaccinazione (cosiddetto green pass rafforzato, www.dgc.gov.it)



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Bambini e ragazzi possono essere vaccinati?



In Italia, i vaccini Comirnaty (BionNtech/Pfizer) e Spikevax (Moderna) possono essere somministrati al di sotto dei 18 anni di età (a partire dai 12 anni di età).

Il 1° dicembre 2021 l'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha autorizzato la somministrazione del vaccino Comirnaty anche ai bambini tra 5 e 11 anni, in dose ridotta (un terzo del dosaggio autorizzato per adulti e adolescenti) e con formulazione specifica. 

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Perché vaccinare i bambini?



Secondo il parere della Commissione Tecnico Scientifica di AIFA (CTS), "sebbene l’infezione da SARS-CoV-2 sia sicuramente più benigna nei bambini, in alcuni casi essa può essere associata a conseguenze gravi, come il rischio di sviluppare la sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-c), che può richiedere anche il ricovero in terapia intensiva. 

Inoltre, la CTS sottolinea che “oltre all’efficacia nel prevenire il contagio e le relative conseguenze, la vaccinazione comporta benefici quali la possibilità di frequentare la scuola e condurre una vita sociale connotata da elementi ricreativi ed educativi, che sono particolarmente importanti per lo sviluppo psichico e della personalità in questa fascia di età".

"Oltre ai benefici diretti, la vaccinazione dei bambini comporterebbe un aumento della copertura vaccinale dell’intera popolazione e, quindi, una maggiore protezione anche per i soggetti più fragili di tutte le età, soprattutto se conviventi con i bambini". 

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Le persone immunodepresse possono essere vaccinate?



Secondo il Piano vaccini anti Covid-19 le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti devono essere vaccinate, in quanto maggiormente suscettibili di ammalarsi di Covid-19.

Nei soggetti identificati come estremamente vulnerabili, in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante, che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di COVID-19, si conferma l’indicazione a un uso preferenziale dei vaccini a RNA messaggero (Moderna e Pfitzer).

Nei soggetti trapiantati e immunocompromessi è indicata prioritaria anche la somministrazione della dose addizionale.



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Le persone che hanno già avuto il Covid-19 possono ricevere la prima dose di vaccino?



Sì, la vaccinazione è raccomandata anche per le persone che hanno già avuto l'infezione da SARS-CoV-2, sia in maniera sintomatica che asintomatica.

Quando effettuare la vaccinazione
Per le persone con pregressa infezione da SARS-CoV-2 è raccomandato effettuare la vaccinazione entro 6 mesi dalla documentata infezione.

Quante dosi somministrare
Nei soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2, qualora la vaccinazione venga effettuata entro i 12 mesi dalla guarigione, è possibile somministrare una singola dose di vaccino, anche in caso di un vaccino con ciclo a due dosi. Ciò non rappresenta una indicazione a procrastinare la vaccinazione oltre i 6 mesi dalla avvenuta infezione da SARS-CoV-2. L’eventuale somministrazione di una seconda dose entro i 12 mesi dalla guarigione non è comunque controindicata.
Superato l’intervallo di 12 mesi dalla guarigione, si procederà con un ciclo vaccinale completo.



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Chi ha contratto il Covid-19 dopo la somministrazione della prima dose di un vaccino con schedula vaccinale a due dosi, deve fare anche la seconda dose?



La Circolare 9 settembre 2021 chiarisce che:

  • In caso di infezione Covid-19 confermata (definita dalla data del primo test molecolare positivo) entro il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, è indicato il completamento della schedula vaccinale con una seconda dose da effettuare entro sei mesi (180 giorni) dalla documentata infezione (data del primo test molecolare positivo); trascorso questo arco di tempo, la schedula vaccinale potrà essere comunque completata, il prima possibile, con la sola seconda dose
  • In caso di infezione Covid-19 confermata oltre il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, la schedula vaccinale è da intendersi completata in quanto l’infezione stessa è da considerarsi equivalente alla somministrazione della seconda dose. Resta inteso che l’eventuale somministrazione di una seconda dose non è comunque controindicata; ciò vale anche per i soggetti guariti, in precedenza non vaccinati, che hanno ricevuto una sola dose di vaccino dopo l’infezione da SARS-CoV-2. 


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Quanto tempo deve passare perché io sia protetto dalla vaccinazione contro il Covid-19?



Gli studi clinici su Comirnaty (Pfizer-BioNtech) e Moderna hanno dimostrato un’efficacia molto elevata dei vaccini, rispettivamente, dopo una settimana e dopo due settimane dalla seconda dose.
Per quanto riguarda Vaxzevria (AstraZeneca) gli studi clinici hanno dimostrato la massima efficacia dopo 15 giorni dalla seconda dose.

Studi successivi hanno evidenziato che già dopo la prima dose i vaccini offrono un'efficace protezione rispetto allo sviluppo di patologia COVID-19 grave in un’elevata percentuale di casi, anche se questa non è immediata dopo l'inoculazione del vaccino, ma si sviluppa progressivamente dopo almeno 7-14 giorni dall'iniezione. La seconda dose del vaccino ha il compito di rinforzare la protezione e renderla più prolungata.

Per quanto riguarda l'intervallo tra prima e seconda dose dei vaccini a mRNA (Comirnaty e Moderna), con la circolare 9 aprile 2021 e la circolare 5 maggio 2021 sono stati trasmessi, rispettivamente, i pareri della Commissione  Tecnico Scientifica di AIFA e del Comitato Tecnico Scientifico, che permettono di prolungare la somministrazione della seconda dose nella 6a settimana (entro 42 giorni) dalla prima, rispetto ai tempi indicati inizialmente (almeno 21 giorni dalla prima per Comirnaty e 28 giorni per Moderna). 

Per il vaccino Vaxzevria, la seconda somministrazione è prevista nel corso della 12settimana dalla prima dose.
Per persone di età inferiore ai 60 anni di età, che hanno ricevuto la prima dose del vaccino Vaxzevria, è raccomandato di completare il ciclo vaccinale con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima.

Per quanto riguarda l'efficacia del vaccino monodose Janssen (Johnson & Johnson), nelle forme gravi arriva fino al 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all’85% dopo 28 giorni dalla somministrazione. I dati attualmente disponibili hanno mostrato che nei soggetti over 65 non si è notata alcuna flessione nell'efficacia.  



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Quante dosi servono per completare il ciclo vaccinale primario?



Per quanto riguarda i vaccini Comirnaty, Spikevax, Vaxzevria, il ciclo vaccinale primario completo prevede due dosi, a distanza di alcune settimane l’una dall’altra, in base al tipo di vaccino. Per il vaccino Janssen il ciclo primario prevede la somministrazione di una sola dose.

Per le persone che hanno già avuto l'infezione, decorsa in maniera sintomatica o asintomatica, è possibile effettuare una sola dose, a partire da tre mesi (90 giorni) di distanza dall'infezione e se non sono passati più di 12 mesi dalla guarigione; è possibile in ogni caso procedere anche con un ciclo vaccinale completo a due dosi.

Per le persone con immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, che hanno già avuto l'infezione, si raccomanda di effettuare in ogni caso un ciclo primario di tre dosi con vaccino a mRNA (2 dosi + dose addizionale a distanza di almeno 28 giorni dall'ultima dose).



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Dopo quanto tempo è possibile fare il richiamo "booster"?



Tenuto conto della condizione di aumentata circolazione virale nel periodo invernale e dell’andamento della curva epidemica, in un’ottica di massima precauzione e prevenzione delle forme gravi e dei ricoveri è raccomandata la somministrazione della dose di richiamo (boosterdopo 4 mesi (120 giorni) dal completamento del ciclo vaccinale, inclusi i soggetti vaccinati con una unica dose di vaccino Janssen. 



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Cosa succede se si contrare l’infezione dopo la prima dose di vaccino?



In caso di infezione entro i 14 gg dalla prima dose si procede, come per chi ha avuto l’infezione e non è stato mai vaccinato, con una dose di vaccino, a partire da tre mesi di distanza dall'infezione.

In caso di infezione oltre i 14 giorni dalla prima dose, il ciclo vaccinale primario si considera completato.



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Devo fare sia la vaccinazione anti Covid-19 sia quella anti-influenzale. Possono essere somministrate in un’unica seduta?



Sì. Tenuto conto delle attuali indicazioni espresse dalle principali autorità di Sanità Pubblica internazionali e relativi Comitati Consultivi e dei dati preliminari relativi alla co-somministrazione di vaccini anti-SARS-CoV-2/COVID-19 con vaccini antinfluenzali, è possibile programmare la somministrazione dei due vaccini, anti-influenzale e anti-SARS-Cov-2, nella medesima seduta vaccinale.



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Devo effettuare la vaccinazione con un vaccino previsto dal Piano nazionale vaccinale. Posso farlo in contemporanea con la vaccinazione anti Covid-19?



Sì, la somministrazione concomitante di un vaccino anti-SARS-CoV-2/COVID-19 utilizzato in Italia e un altro vaccino del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale è possibile, con l’eccezione dei vaccini vivi attenuati, per i quali può essere considerata valida una distanza minima precauzionale di 14 giorni prima o dopo la somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2.



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Per quali categorie di persone è raccomandata la somministrazione di una dose aggiuntiva o di una dose di richiamo "booster" di vaccino anti SARS-CoV-2?



La somministrazione di dosi di richiamo booster, indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno quattro mesi dal completamento dello stesso, è raccomandata per le seguenti categorie:

  • persone di 80 anni e più
  • personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani
  • esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario
  • persone con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti di età uguale o maggiore di 18 anni
  • persone di 60 anni e più
  • persone tra 40 e 59 anni.

A partire dal 1° dicembre 2021, la somministrazione della dose di richiamo "booster" è stata estesa alle persone a partire dai 18 anni di età.
Dal 24 dicembre è stata estesa alle persone di 16-17 anni e ai soggetti della fascia di età 12-15 anni con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.
Dal 5 gennaio 2022 è stata estesa a tutti i soggetti di età 12-15 anni.

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La somministrazione della dose addizionale è prioritaria:

  • nelle persone trapiantate
  • nelle persone con marcata compromissione della risposta immunitaria.

Leggi la Circolare 14 settembre 2021.



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Per quali categorie di persone è raccomandata la somministrazione di una seconda dose di richiamo "booster" di vaccino anti SARS-CoV-2?



La somministrazione della seconda dose di richiamo (second booster) è raccomandata per le seguenti categorie, purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 gg) dalla prima dose booster:

  • persone di 80 anni e più
  • ospiti dei presidi residenziali per anziani
  • persone di 60 anni e più con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti (vedi allegato 2 della Circolare 8 aprile 2022).

La seconda dose di richiamo "booster" viene somministrata, come la prima, al dosaggio di 30 mcg in 0,3 ml per il vaccino Comirnaty e 50 mcg in 0,25 ml per Spikevax.

Al momento, l’indicazione alla seconda dose “boosternon si applica alle persone che hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2 dopo la somministrazione della prima dose booster.



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Per le persone immunocompromesse è prevista la somministrazione della quarta dose?



Per quanto riguarda le persone con marcata compromissione della risposta immunitaria, la somministrazione della quarta dose deve essere considerata equivalente a una dose di richiamo (booster), consistendo il ciclo vaccinale primario di tre dosi (ciclo primario standard più dose addizionale, a distanza di almeno 28 giorni dall’ultima dose).

La dose booster va effettuata con vaccino a mRNA, nei dosaggi di 30 mcg in 0,3 ml per Comirnaty (persone età pari o superiore a 12 anni) e 50 mcg in 0,25 ml per Spikevax (persone di età pari o superiore a 18 anni), dopo un intervallo minimo di almeno 120 giorni dalla dose addizionale.

  • Circolare 20 febbraio 2022 - Indicazioni sulla somministrazione della dose di richiamo (booster) nei soggetti con marcata compromissione della risposta immunitaria che hanno già ricevuto una dose addizionale a completamento del ciclo vaccinale primario nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19.


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Che differenza c’è tra dose addizionale e dose "booster"? Quando va somministrata la dose addizionale o la dose "booster"?



Per dose addizionale si intende una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario, somministrata al fine di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. E’ raccomandata per le persone trapiantate e per le persone con marcata compromissione della risposta immunitaria. La dose addizionale va somministrata dopo almeno 28 giorni dall’ultima dose. Per le persone che hanno completato il ciclo primario con una dose addizionale è raccomandata anche la dose booster, a distanza di almeno 4 mesi (120 giorni) dalla dose addizionale.

Per dose “booster, si intende una dose di richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale primario, a distanza di un determinato intervallo temporale, somministrata al fine di mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria. La dose “booster” va somministrata, a partire dai 12 anni di età, dopo almeno 4 mesi (120 giorni) dal completamento del ciclo vaccinale primario (Circolare n. 59207 del 24 dicembre 2021, Nota Commissario straordinario 28 dicembre 2021).



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Da quale età è possibile fare il richiamo ("booster")?



La somministrazione di dosi di richiamo “booster”, indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno quattro mesi dal completamento dello stesso, è raccomandata a partire dai 12 di età (Circolare n. 1254 del 5 gennaio 2022).

Al momento:

  • per i soggetti della fascia di età 12-17 anni, la dose booster è autorizzata solo con il vaccino Comirnaty (al dosaggio di 30 mcg in 0,3 ml)
  • a partire dai 18 anni di età, la dose booster può essere fatta indifferentemente con il vaccino Comirnaty (al dosaggio di 30 mcg in 0,3 ml) o con il vaccino Spikevax (al dosaggio di 50 mcg in 0,25 ml).


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Ho contratto l’infezione dopo aver completato il ciclo primario, devo comunque fare il richiamo ("booster")?



Si, a distanza di almeno 4 mesi (120 giorni) dall’infezione.

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La dose di richiamo "booster" è indicata nelle persone che sono state vaccinate prima o dopo un’infezione da Sars-CoV-2?



Nelle persone vaccinate dopo un’infezione da SARS-CoV-2 (con una o due dosi, in base alle tempistiche e modalità raccomandate) o che hanno contratto l'infezione dopo un ciclo completo o dopo 14 giorni dalla somministrazione della prima dose, è indicata la  somministrazione di una dose di richiamo (booster) purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni) dall’ultimo evento (da intendersi come somministrazione dell’unica/ultima dose o diagnosi di avvenuta infezione).

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Le persone vaccinate in Italia nell’ambito della sperimentazione clinica possono fare la dose di richiamo "booster"?



Sì, le persone vaccinate in Italia con il vaccino ReiThera nell’ambito della sperimentazione clinica di vaccinazione anti-SARS-CoV2/COVID-19 denominata COVITAR possono ricevere la dose richiamo (booster) di vaccino a m-RNA, nei dosaggi autorizzati per la stessa, a distanza di almeno 5 mesi dall’ultima dose ricevuta. La somministrazione di tale dose di richiamo è idonea al rilascio della relativa certificazione verde COVID-19.

Alle persone partecipanti alla sperimentazione denominata COVID-eVax-Takis, che all’apertura dei codici non siano risultati nel braccio placebo, si applica quanto indicato per i soggetti vaccinati all’estero con un vaccino non autorizzato da EMA (Circolare n. 50269 del 4 novembre 2021).

Leggi la Circolare n. 58028 del 16 dicembre 2021 - Indicazioni per i vaccinati nell’ambito di trial clinici con vaccini anti-SARSCoV-2/COVID-19 sperimentali in Italia



. Per chi è raccomandata la somministrazione del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca ?

Il Ministero della salute, con circolare 11 giugno 2021, ha trasmesso il parere del Comitatto tecnico scientifico in relazione alle indicazioni del vaccino Vaxzevria di AstraZeneca. Secondo il parere del CTS, il vaccino Vaxzevria viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni (ciclo completo). Per persone di età inferiore ai 60 anni, che hanno già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, è raccomandato di completare il ciclo vaccinale con una dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna), da somministrare a una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose .

Alla persona di età inferiore ai 60 anni che, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Vaxzevria, pur a fronte di documentata e accurata informazione fornita dal medico vaccinatore o dagli operatori del centro vaccinale sui rischi di VITT (Vaccine-inducted thrombotic thrombocytopenia - Sindrome trombocitopenica indotta da vaccino) nella sua fascia di età, rifiuta senza possibilità di convincimento la seconda dose con vaccino a mRNA, dopo acquisizione di adeguato consenso informato, può essere somministrata la seconda dose di Vaxzevria (circolare 18 giugno 2021).



. Per chi è raccomandata la somministrazione del vaccino Janssen (Johnson & Johnson)?

Il Ministero della Salute raccomanda l’uso preferenziale del vaccino Janssen alle persone di età superiore ai 60 anni (Circolare 21 aprile 2021).

Il vaccino resta autorizzato per le persone sopra il 18 anni. L’EMA, l’Agenzia europea dei medicinali, e l’AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, ribadiscono che il rapporto rischio beneficio è estremamente favorevole a questo vaccino, in considerazione dell’estrema rarità degli eventi di trombosi associata a trombocitopenia, descritti a seguito della vaccinazione e, invece, dell’efficacia dimostrata nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al COVID-19.



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Sono stato vaccinato con Janssen. È prevista una dose di richiamo con lo stesso vaccino?



La dose di richiamo (booster) prevista per le persone vaccinate con monodose Janssen è effettuata con vaccino a m-RNA (Comirnaty o Spikevax) dopo cinque mesi (150 giorni) dalla dose Janssen.

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Ho effettuato la vaccinazione anti Covid-19 all’estero. Quali sono i vaccini riconosciuti equivalenti in Italia, ai fini della certificazione verde?



I seguenti vaccini, somministrati dalle autorità sanitarie nazionali competenti estere, sono riconosciuti come equivalenti a quelli effettuati nell'ambito del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2:

  • vaccini per i quali il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio è lo stesso dell’Unione Europea
  • Covishield (Serum Institute of India), prodotto su licenza AstraZeneca
  • R-CoVI (R-Pharm), prodotto su licenza AstraZeneca
  • Covid-19 vaccine-recombinant (Fiocruz), prodotto su licenza AstraZeneca.

Si precisa che tali vaccini sono considerati validi ai fini dell’emissione della Certificazione verde COVID-19.

Leggi la circolare 23 settembre 2021.



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Sono stato vaccinato all’estero con un vaccino non autorizzato EMA. Devo ripetere il ciclo vaccinale prima di fare la dose di richiamo “booster”?



Le persone vaccinate all’estero con un vaccino non autorizzato da EMA (Agenzia europea per i medicinali) possono ricevere una dose di richiamo “booster” con vaccino a m-RNA (Comirnaty o Spikevax), a partire da 28 giorni e fino a un massimo di 6 mesi (180 gg) dal completamento del ciclo primario.
Il completamento di tale ciclo vaccinale integrato è riconosciuto come equivalente.

Superato il termine massimo di 6 mesi dal completamento del ciclo primario con vaccino non autorizzato da EMA, così come in caso di mancato completamento del ciclo, è possibile procedere con un ciclo vaccinale primario completo con vaccino a m-RNA.

Leggi la circolare 4 novembre 2021



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Quali sono i sintomi che ci fanno pensare ad un'eventuale insorgenza di trombosi?



La possibilità che si verifichino casi di trombosi e piastrinopenia dopo la somministrazione dei vaccini Vaxzevria e Janssen è molto bassa, ma i vaccinati devono comunque essere consapevoli dei sintomi, in modo da poter ricorrere ad un trattamento medico tempestivo per favorire la ripresa ed evitare complicazioni.

Si consiglia, pertanto, di consultare immediatamente un medico se si manifesta uno qualsiasi dei seguenti sintomi nelle tre settimane successive alla vaccinazione con i vaccini Vaxzevria e Janssen:

  • respiro affannoso
  • dolore al petto
  • gonfiore alle gambe
  • dolore addominale persistente
  • sintomi neurologici, come mal di testa grave e persistente o visione offuscata
  • piccoli lividi sulla pelle al di fuori del sito di iniezione.


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Chi controlla le reazioni avverse? A chi bisogna comunicarle? E chi le valuta?



L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), oltre alle attività di farmacovigilanza normalmente previste per farmaci e vaccini (basate sulle segnalazioni spontanee e sulle reti di farmacovigilanza già presenti), ha promosso l’avvio di alcuni studi indipendenti post-autorizzativi sui vaccini COVID-19. Con cadenza mensile, sono pubblicati Report sui risultati dell’attività di farmacovigilanza. 



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Dove posso trovare i dati aggiornati sull'andamento delle vaccinazioni anti Covid-19 nel nostro Paese? Sono disponibili anche in formato open data?



Dal 31 dicembre 2020 è attiva una dashboard dove sono raccolti i dati e le statistiche relativi alla somministrazione dei vaccini su tutto il territorio nazionale.

Consulta la dashboard

Dal 5 gennaio 2021 i dati della dashboard Report vaccini sono disponibili anche in formato open alla pagina:



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Ho ricevuto la raccomandata relativa all’avvio del procedimento sanzionatorio d’inadempienza dell’obbligo vaccinale, ma sono esente dalla vaccinazione o ho effettuato la vaccinazione o la terza dose ma dopo il 1° febbraio 2022. A chi devo rivolgermi per far annullare la sanzione?



I cittadini over 50 che hanno ricevuto la notifica di inadempienza dell’obbligo vaccinale devono rivolgersi esclusivamente alla Azienda sanitaria locale (ASL) competente per territorio entro 10 giorni dal ricevimento della notifica per comunicare eventuali “certificazioni di differimento o di esenzione dall'obbligo vaccinale, ovvero altra ragione di assoluta e oggettiva impossibilità” ad effettuare la vaccinazione o il richiamo alla data del 1 febbraio 2022, data di avvio del procedimento sanzionatorio.

Non serve dare comunicazione al Ministero della Salute, ma va data notizia dell’avvenuta trasmissione della certificazione inoltrata alla ASL all’Agenzia della riscossione, utilizzando l’apposito servizio disponibile nell’area riservata del portale ADER.

Consulta

Per saperne di più



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Mi sono ammalato di COVID-19 e non ho potuto vaccinarmi, posso essere sanzionato per inadempienza dell’obbligo vaccinale?



Se ti sei ammalato e non eri stato vaccinato in precedenza l’inadempienza dell’obbligo vaccinale scatta dopo 90gg dall’infezione, se invece avevi già il ciclo completato allora l’inadempienza si verifica dopo 120 giorni dall’infezione.

La malattia successiva al 1° febbraio 2022 non giustifica l’inadempienza.

Secondo le norme vigenti, in caso di infezione da Sars-CoV-2 la persona soggetta a obbligo vaccinale deve vaccinarsi alla prima data utile. Per chi non si è mai vaccinato tale momento corrisponde a 90 giorni dall’inizio dell’infezione (vale la data del primo tampone positivo) e per chi deve completare il ciclo primario o fare la dose di richiamo corrisponde a 120 giorni dall’inizio dell’infezione (vale la data del primo tampone positivo).

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Sono guarito dal COVID-19 e ho un green pass da guarigione illimitato, sono esente dall’obbligo vaccinale?



La normativa in materia di obbligo vaccinale differisce da quella relativa alla durata delle Certificazioni verdi COVID-19. Infatti, la validità di una Certificazione verde COVID-19 da guarigione, anche se con durata illimitata, non determina l’adempimento dell'obbligo vaccinale, che va comunque assolto dopo 90 giorni per i non vaccinati o 120 giorni per chi deve fare la dose di richiamo.

Si fa notare che il rispetto di tali tempistiche è verificato anche attraverso i controlli automatizzati per la verifica del rispetto dell’obbligo vaccinale effettuati dai datori pubblici e privati (per esempio Greenpass50+ di INPS; NoiPA del MEF; SIDI del Ministero dell’Istruzione). Nel caso il termine sia stato superato, i sistemi segnalano quindi il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale. Consulta il piano vaccini COVID-19.

Riferimenti normativi



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Risiedo in Italia e sono vaccinato all’estero, ma mi è arrivata la raccomandata relativa all’avvio del procedimento sanzionatorio d’inadempienza dell’obbligo vaccinale. Cosa devo fare?



Qualora le vaccinazioni effettuate all’estero siano state effettuate nei tempi previsti dalle norme italiane, per interrompere il procedimento sanzionatorio deve rivolgersi all’ultima ASL di assistenza per la registrazione delle avvenute vaccinazioni nel Sistema Tessera Sanitaria.

In alternativa, tale registrazione può essere effettuata per il tramite del Coordinamento USMAF-SASN inviando alla casella e-mail [email protected] la documentazione attestante le somministrazioni effettuate, oltre ad una dichiarazione di conformità di tale documentazione all’originale e alla copia di un suo documento d’identità e codice fiscale.




  • Direzione Generale della Prevenzione sanitaria

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