Ministero della Salute

Che cosa sappiamo sulle varianti del SARS-CoV-2

Ultimo aggiornamento:  17 giugno 2022

.

Cosa significa che un virus muta?



Quando un virus si replica o crea copie di se stesso a volte cambia leggermente. Questi cambiamenti sono chiamati "mutazioni". Un virus con una o più nuove mutazioni viene indicato come una "variante" del virus originale. 

Finora sono state identificate in tutto il mondo centinaia di varianti di questo virus. L'OMS e la sua rete internazionale di esperti monitorano costantemente le modifiche in modo che, se vengono identificate mutazioni significative, l'OMS può segnalare ai Paesi eventuali interventi da mettere in atto per prevenire la diffusione di quella variante.

Ecco in sintesi una breve descrizione di tutte le varianti definite preoccupanti “variants of concern” (Voc) dall’OMS:

  • Variante Omicron (Variante B.1.1.529) rilevata per la prima volta in Sud Africa il 24 novembre 2021. Attualmente predominante in Italia ed Europa.
  • Variante Delta (Variante VUI-21APR-01, nota anche come B.1.617) rilevata per la prima volta in India.
  • Variante Gamma (Variante P.1) con origine in Brasile.
  • Variante Beta (Variante 501Y.V2, nota anche come B.1.351) identificata in Sud Africa.
  • Variante Alfa (Variante VOC 202012/01, nota anche come B.1.1.7) identificata per la prima volta nel Regno Unito.

Per saperne di più



.

Quanto è diffusa la variante omicron nel nostro Paese?



Secondo l’indagine rapida del 7 giugno 2022, condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, la variante Omicron risulta ormai virtualmente l’unica variante di SARS-CoV-2 circolante nel nostro Paese, con la sottovariante BA.2 predominante (62,98% tra le varianti Omicron). Aumentano i casi riconducibili alle sottovarianti BA.4 (11,41%) e BA.5 (23,15%) della stessa Omicron.
BA.1 è ormai al di sotto dell’1% del totale delle varianti Omicron identificate nel nostro Paese.

Attualmente, non c’è evidenza che le infezioni causate da BA.4 e BA.5 siano associate ad una aumentata gravità delle manifestazioni cliniche rispetto a quelle causate da BA.1 e BA.2.

Vedi anche 

.



.

I vaccini sono efficaci contro le varianti del nuovo coronavirus?



Dati preliminari suggeriscono che la variante omicron sarebbe in grado di ridurre l’efficacia dei vaccini nei confronti dell’infezione, della trasmissione e della malattia sintomatica, soprattutto in chi ha completato il ciclo di due dosi da più di 120 giorni. Anche se la protezione fornita dalla vaccinazione diminuisce nel tempo, i vaccini rimangono però altamente efficaci nel prevenire le manifestazioni gravi causate da COVID-19 e le sue varianti, diversi mesi dopo il ciclo vaccinale completo.

Le persone che sono completamente vaccinate hanno infatti un rischio significativamente inferiore di sviluppare una forma di malattia grave o di avere la necessità di ricovero in ospedale, rispetto alle persone non vaccinate o vaccinate da molto tempo. 
Le dosi di richiamo (booster) somministrate mesi dopo un ciclo vaccinale completo, inoltre, possono ripristinare la protezione iniziale fornita dalla vaccinazione, anche in presenza di nuove varianti come Omicron.

Si ribadisce che dall'inizio della campagna di vaccinazione i vaccini COVID-19 continuano a svolgere un ruolo essenziale nell'evitare casi gravi di malattia, ospedalizzazione e morte e, nei Paesi ad alta copertura vaccinale, i ricoveri e i decessi sono significativamente ridotti.



.

Quali misure di contrasto alla diffusione delle varianti ha messo in campo il nostro Paese?



L’emergenza di nuove varianti rafforza l’importanza, per chiunque, compresi coloro che hanno avuto l’infezione o che sono stati vaccinati, di aderire rigorosamente alle misure di controllo sanitarie e socio-comportamentali (l’uso delle mascherine, il distanziamento fisico e l’igiene delle mani).

Al fine di limitare la diffusione di nuove varianti, l'Italia ha disposto specifiche azioni di sanità pubblica:

  • rafforzare la sorveglianza di laboratorio nei confronti delle nuove varianti SARS-CoV-2
  • fornire indicazioni per implementare le attività di ricerca e gestione dei contatti dei casi COVID-19 sospetti/confermati per infezione da variante
  • limitare gli ingressi in Italia dei viaggiatori provenienti dai paesi più colpiti dalle varianti
  • realizzare indagini rapide di prevalenza per stimare correttamente la diffusione delle varianti nel nostro Paese
  • disporre misure di contenimento (aree rosse) nelle aree più colpite del Paese anche a livello comunale

Per approfondire

Per conoscere le limitazioni ai viaggi




Direzione Generale della Prevenzione sanitaria
in collaborazione con Istituto Superiore di Sanità