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Diabete mellito tipo 2

Cause

La maggior parte dei casi di diabete mellito di tipo 2 è associata agli stili di vita scorretti e all’obesità che, spesso, lo precede e ne è la causa scatenante.

Una serie di geni possono favorire la comparsa di diabete tipo 2. Per questo le persone con diabete tipo 2 hanno spesso parenti prossimi (genitori, fratelli) affetti dalla stessa malattia.

Altre condizioni che aumentano il rischio di sviluppare il diabete tipo 2 sono:

  • dieta a elevato contenuto di zuccheri semplici (dolci, caramelle etc.)
  • dieta a elevato contenuto di grassi di origine animale (carni rosse o insaccati, formaggi grassi)
  • sedentarietà
  • diabete gestazionale
  • eccessivo consumo di alcol
  • età (il diabete tipo 2 compare in genere dopo i 40 anni e interessa per lo più persone al di sopra dei 64 anni)
  • etnia (sono a maggior rischio di diabete tipo 2 le popolazioni dell’Africa sub-sahariana e del Medio Oriente-Nord Africa).

Sintomi e segni

I sintomi del diabete mellito di tipo 2 sono meno evidenti rispetto al diabete mellito di tipo 1. La malattia rimane, infatti, per molto tempo asintomatica e i sintomi si sviluppano in modo graduale e sono, quindi, più difficili da identificare.

Possiamo riscontrare:

  • sete intensa e frequente bisogno di urinare
  • perdita di zuccheri nelle urine (glicosuria)
  • aumento dell’appetito
  • senso di affaticamento e vista sfocata
  • aumento delle infezioni dei genitali e delle vie urinarie (cistiti, ecc.)
  • taglietti o piccole ferite che guariscono più lentamente
  • nei casi più manifesti, disfunzione erettile nei maschi e secchezza vaginale nelle donne.

Complicanze

Il diabete mellito di tipo 2 può dare luogo a numerose complicanze a breve e a lungo termine.

Complicanze a breve termine

Si tratta di complicanze che possono comparire acutamente sin dagli esordi della malattia e, comunque, per tutto il suo decorso e che possono portare a gravi conseguenze se non adeguatamente trattate.

Iperglicemia

La glicemia può salire in modo eccessivo per un pasto troppo abbondante o se non si assume la terapia prescritta o per una malattia concomitante (come l'influenza).

I sintomi dell’iperglicemia sono:

  • necessità di urinare di frequente
  • sete intensa
  • secchezza della bocca
  • stanchezza
  • vista annebbiata
  • difficoltà di concentrazione

Se sono presenti questi sintomi, è importante controllare subito la glicemia, bere molta acqua e fare attività fisica (camminare), assumere la terapia, se non era stato fatto. Se la glicemia permane al di sopra dei 250mg/dl, è necessario avvertire il dottore.

Una conseguenza molto rara dell’iperglicemia grave nel diabete tipo 2 di lunga data è la chetoacidosi. Se lo zucchero rimane nel sangue, le cellule cominciano a utilizzare i grassi a scopo energetico, provocando la formazione di sostanze tossiche per l’organismo: i chetoni (chetoacidosi diabetica). Per accertare la chetoacidosi è necessario ricercare la presenza di chetoni nelle urine, utilizzando apposite strisce reattive. Se i chetoni sono presenti in grande quantità, va informato subito il medico.

Ipoglicemia

È l’improvviso calo degli zuccheri nel sangue, con glicemia inferiore a 70mg/dl, dovuto a un pasto inadeguato rispetto alla terapia in corso o a uno sforzo fisico eccessivo non accompagnato dall’assunzione di zuccheri o, per chi è in terapia con insulina, alla somministrazione di una dose eccessiva della stessa. I sintomi dell’ipoglicemia possono comparire anche in presenza di valori un po’ più elevati, qualora si verifichi un rapido abbassamento della glicemia stessa.

Sintomi dell’ipoglicemia:

  • sudorazione
  • tremore
  • irritabilità
  • senso di fame
  • palpitazioni
  • confusione e debolezza

In questa fase il paziente può porre fine alla sintomatologia, assumendo preferibilmente un frutto o zucchero o un bicchiere di una bevanda zuccherata.

Se non scompare la sintomatologia, va valutata la glicemia con il reflettometro dopo circa 15 minuti, assumendo nuovamente zuccheri. Se non si interviene subito, i sintomi potrebbero peggiorare fino alla perdita di coscienza. In tal caso è necessario che un’altra persona somministri una fiala di glucagone, un ormone che causa l’aumento rapido dello zucchero nel sangue.

Complicanze a lungo termine

Il diabete, nel corso degli anni, può dare complicanze a livello di diversi organi. Il rischio di sviluppare queste complicanze, che possono essere gravemente invalidanti o addirittura mortali, può essere ridotto mantenendo un buon controllo della glicemia nel tempo. Gli organi interessati sono l’occhio, il rene, il sistema nervoso e il sistema cardiovascolare.

Complicanze cardiovascolari
Il rischio di malattie cardiovascolari (angina, infarto, ictus, vasculopatia periferica, secondarie ad arteriosclerosi cerebrale e periferica) è da 2 a 4 volte più alto nelle persone con diabete che nel resto della popolazione ed è responsabile di oltre la metà delle morti per diabete.

Complicanze del sistema nervoso (neuropatia)
Colpisce il 50% dei diabetici, provocando un danno a carico dei nervi stessi (neuropatia periferica) o degli organi interni da essi innervati (neuropatia vegetativa o autonomica). La neuropatia periferica si manifesta a livello dei piedi e delle gambe con formicolii, dolori, riduzione della sensibilità, prima delle dita dei piedi, poi di tutto il piede e quindi della gamba, fino alla comparsa di ulcere cutanee (erosioni circoscritte della cute che non tendono a guarire spontaneamente). La neuropatia autonomica può colpire l’apparato digerente con diarrea o stipsi, nausea e vomito, gli organi genitali provocare impotenza negli uomini, il cuore provocando aritmie come la fibrillazione atriale.

Piede diabetico
La neuropatia e/o la vasculopatia periferiche, aggravate da uno scompenso glicemico di lunga durata, come detto, possono causare ulcere ai piedi che, se infettate, diventano più profonde e difficili da curare. Se non trattati adeguatamente, questi piccoli focolai di infezione possono espandersi fino alla cancrena e alla necessità di amputare le dita o il piede o la gamba. Il diabete è la prima causa di amputazione degli arti inferiori di origine non traumatica.

Complicanze renali (nefropatia)
Il diabete può provocare la perdita progressiva della funzione del rene, inducendo un grado crescente di insufficienza renale, fino alla perdita completa di funzione. Il diabete, se non trattato adeguatamente, è tra le principali cause di insufficienza renale terminale che rende necessario il ricorso alla dialisi o al trapianto renale.

Complicanze oculari (retinopatia)
Il diabete può danneggiare i piccoli vasi sanguigni della retina, la parte posteriore dell’occhio che permette la visione, e può quindi provocare la perdita progressiva della vista, fino alla cecità. La retinopatia rappresenta la maggiore causa di cecità in soggetti in età lavorativa nei Paesi industrializzati, ma di solito insorge dopo almeno dieci anni di malattia diabetica, soprattutto se le glicemie non sono tenute sotto controllo per lungo tempo. Le persone con diabete sono più esposte anche al rischio di sviluppare cataratta e glaucoma.

Complicanze in gravidanza
Nelle donne diabetiche in gravidanza, il diabete non perfettamente compensato può influire negativamente sul corretto sviluppo del feto, causando un elevato peso alla nascita (macrosomia), malformazioni congenite, fino a un aumentato rischio di problemi durante il parto e di mortalità perinatale.

Diagnosi

La diagnosi di diabete mellito di tipo 2 si fa attraverso gli esami del sangue e delle urine.

I test principali sono:

  • glicemia al mattino dopo almeno 8 ore di digiuno (valori uguali o superiori a 126 mg/dl sono considerati indicativi di diabete)
  • glicosuria (presenza di zucchero nelle urine)
  • emoglobina glicosilata (HbA1c - dà una valutazione media della glicemia degli ultimi 2-3 mesi e, se superiore a 6,5%, può indicare la presenza di diabete)
  • test da carico orale di glucosio (dopo la valutazione della glicemia, viene fatta bere una bevanda contenente 75 grammi di glucosio e, a distanza di 2 ore, una glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl indica la presenza di diabete)
  • valori di glicemia uguali o superiori a 200 mg/dl riscontrati nell’arco della giornata devono far sospettare la diagnosi di diabete.

Monitoraggio

Il monitoraggio del diabete mellito di tipo 2 è finalizzato a mantenere i livelli di glicemia costanti nel tempo e, quindi, a prevenire le complicanze, e deve avvenire secondo le indicazioni del medico diabetologo, che dipendono dalla gravità della malattia.

  • Eseguire l’autocontrollo della glicemia periodicamente, utilizzando un piccolo apparecchio (reflettometro) che legge il valore della glicemia da una striscia reattiva su cui si pone una goccia di sangue prelevata da un dito della mano. Sono, inoltre, disponibili, per il monitoraggio continuo in caso di grave scompenso glicemico, degli apparecchi muniti di “sensori” che sono in grado di leggere automaticamente i valori di glicemia ogni pochi minuti attraverso un ago sottile, inserito sotto la cute. Sono molto utili anche per evitare di pungersi spesso il dito ma, essendo costosi, è possibile utilizzarli solo in alcune situazioni.
  • Controllare l'igiene del cavo orale dopo ogni pasto (lavare i denti e usare il filo interdentale) ed effettuare controlli periodici dal dentista poiché il diabete aumenta il rischio di infezioni delle gengive.
  • Monitorare periodicamente i livelli di pressione arteriosa e di colesterolo nel sangue, soprattutto negli adulti, per prevenire complicanze cardiovascolari a lungo termine.
  • Effettuare controlli annuali degli organi bersaglio del diabete: fondo oculare per gli occhi, elettrocardiogramma per il cuore, creatinina nel sangue per i reni.
  • Nelle persone che hanno il diabete tipo 2 da più di dieci anni, esaminare i piedi tutti i giorni, anche tra le dita, facendo attenzione alla comparsa di vesciche, piccole ferite, arrossamenti.

Terapia

La terapia del diabete mellito di tipo 2 si basa, prima di tutto, sull’adozione di stili di vita corretti, associati, eventualmente, a una terapia farmacologica.

Gli obiettivi della terapia, finalizzata, soprattutto, a prevenire la comparsa di complicanze o la progressione di quelle a lungo termine, sono:

  • ridurre, per quanto possibile, l’eccesso di peso corporeo. Nell'adulto il corretto Indice di Massa Corporea (IMC o Body Mass Index - BMI) che si ottiene dividendo il peso in chili per il quadrato dell’altezza in metri, dovrebbe essere compreso tra 20 e 25
  • mantenere la glicemia a digiuno e pre-prandiale tra 70 e 130mg/dl
  • mantenere la glicemia post-prandiale al di sotto o uguale a 180mg/dl
  • mantenere l’emoglobina glicata (HbA1c), che fornisce una valutazione media della glicemia degli ultimi 2-3 mesi, a un livello inferiore o uguale a 7,0%.

Considerando che spesso le persone con diabete tipo 2 sono in sovrappeso o obese, perché possano essere adeguatamente informate sull’importanza dei corretti stili di vita e sulle modalità per assumerli e mantenerli, un ruolo insostituibile assume l’educazione terapeutica svolta da professionisti formati e rivolta sia al paziente sia ai familiari.

Alimentazione

La dieta di una persona con diabete, non differisce molto dalla dieta sana, consigliata a qualunque persona, anche in perfetta salute. Si tratta, quindi, di una dieta equilibrata, in cui nessun alimento è proibito ma tutti vanno assunti nelle giuste quantità, con i giusti abbinamenti e con la corretta frequenza. Fondamentale è, comunque, la riduzione calorica, unita a un’adeguata attività motoria, per favorire il dimagrimento in caso di sovrappeso e obesità. Altrettanto importante è, comunque, l’educazione terapeutica mirata a correggere le abitudini dietetiche scorrette.

Attività fisica

L’attività fisica è una componente fondamentale nella corretta gestione quotidiana del diabete e, nel caso del diabete tipo 2, è fondamentale perché anche la terapia farmacologica possa funzionare bene. I diabetici di tipo 2 possono svolgere attività fisica al pari di tutti gli altri, avendo però l’accortezza di assumere le giuste quantità di zuccheri prima e durante l’esercizio, in modo da non incorrere in episodi di ipoglicemia. Come per l’alimentazione, anche in questo caso è fondamentale l’educazione terapeutica dei paziente e dei loro familiari.

Terapia farmacologica

Quando la correzione degli stili di vita non basta a controllare il livello di zucchero nel sangue, è necessario ricorrere ad una terapia farmacologica che può essere in compresse o con farmaci da somministrare per iniezione sottocutanea.
Oggi sono disponibili molti farmaci per ridurre la glicemia e renderla stabile nell’arco della giornata. Tali farmaci devono essere prescritti dal medico, che può valutare la terapia più adatta e che spesso è diversa da persona a persona.

Prevenzione

Il diabete mellito di tipo 2 può essere prevenuto o, comunque, è possibile prevenire o posticipare l’insorgenza delle sue complicanze o ridurne la gravità, mantenendo quanto più possibile stabili nel tempo i valori glicemici. Per fare ciò, è importante che la persona con diabete tipo 2, da un lato, sia consapevole della propria condizione e sia in grado di gestirla nella vita quotidiana, dall’altro, segua uno stile di vita sano. A tale scopo, come già sottolineato, è essenziale il ruolo dell’educazione terapeutica, che potenzi le capacità di gestione della malattia da parte sia della persona con diabete sia dei suoi familiari.

Sono poche le regole che occorre seguire per prevenire il diabete e le sue complicanze:

  • mantenere il peso forma o, se in sovrappeso, concordare con il medico una dieta adeguata
  • fare una regolare attività fisica
  • assumere la terapia come è stata prescritta dal medico, concordando eventuali variazioni
  • effettuare l’autocontrollo così come è stato prescritto
  • non fumare
  • non bere bevande alcoliche in eccesso.


Data di pubblicazione: 2 marzo 2021 , ultimo aggiornamento 14 aprile 2021



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