Home / Argomenti - Alimentazione e malattie croniche non trasmissibili / Sovrappeso e obesità

Sovrappeso e obesità


Immagine di una persona in sovrappeso che mangia


Il sovrappeso e l’obesità sono condizioni caratterizzate da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, che può determinare gravi danni alla salute. Sono causati nella maggior parte dei casi da stili di vita scorretti: da una parte, un’alimentazione scorretta ipercalorica e dall’altra un ridotto dispendio energetico a causa di inattività fisica. L’obesità è quindi una condizione ampiamente prevenibile.

La differenza tra sovrappeso e obesità sta nell’utilizzo di uno schema di misurazione che prende il nome di BMI (Body Mass Index), cioè l’Indice di Massa Corporea (IMC), che calcola la percentuale di massa grassa del corpo in relazione all’altezza dell’individuo.
Si ottiene dividendo il peso (espresso in Kg) per il quadrato dell’altezza (espressa in metri).
L’IMC è un indice ampiamente utilizzato, anche se fornisce informazioni incomplete (ad es. non dà informazioni sulla distribuzione del grasso nell’organismo e non distingue tra massa grassa e massa magra).

Le definizioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sono:

  • sovrappeso = IMC da uguale o superiore a 25 fino a 29,99
  • obesità = IMC uguale o superiore a 30.

L’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale

La prevalenza dell'obesità è in costante e preoccupante aumento, non solo nei Paesi occidentali ma anche in quelli a basso-medio reddito; rappresenta, inoltre, un importante fattore di rischio per varie malattie croniche.

L’obesità infantile, in particolare, è una delle più importanti sfide per le conseguenze che comporta, quali rischio di diabete di tipo 2, asma, problemi muscolo-scheletrici, futuri problemi cardiovascolari, problemi psicologici e sociali.

Nessun Paese, fino ad oggi, ha invertito la sua epidemia di obesità, anche se si stanno registrando alcuni segnali di cambiamento positivo che derivano, principalmente, da un appiattimento della prevalenza dell’obesità dell'infanzia. Tuttavia, anche dove ci sono stati progressi, si segnala un aumento delle disuguaglianze nella prevalenza dell'obesità. I gruppi socialmente vulnerabili sono, infatti, più colpiti dall’obesità perché hanno meno accesso all’educazione e a corrette informazioni su stili di vita e salute e vivono, di solito, in zone che non facilitano uno stile di vita attivo. Molto spesso, inoltre, i cibi più economici hanno minore qualità nutrizionale ed elevata densità energetica, rendendo difficile l’adozione di un’alimentazione sana ed equilibrata.

Consulta l'opuscolo - Obesità. Non aspettare passa all'azione! 

Sistema di sorveglianza OKkio alla Salute

In Italia è attivo dal 2007 il sistema di sorveglianza OKkio alla Salute, nato per monitorare l'evoluzione dell'obesità infantile e valutare gli interventi di promozione della salute avviati, con un dettaglio sia regionale che locale. Il sistema è promosso dal Ministero della Salute e coordinato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in collaborazione con tutte le Regioni e il Ministero dell’Istruzione. Con Il DPCM 12 maggio 2017 OKkio alla SALUTE è stato inserito tra i Sistemi di sorveglianza di rilevanza nazionale e regionale, istituiti presso L’ISS.

Con questa sorveglianza l’Italia partecipa da sempre all’iniziativa della Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Childhood Obesity Surveillance Initiative – COSI, risultando, anche nell’ultima rilevazione, tra le nazioni con i valori più elevati di eccesso ponderale nei bambini insieme ad altri Paesi dell’area mediterranea.

Health Behaviour in School-aged Children

I dati italiani 2018 dell’Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute dei ragazzi di età scolare (HBSC), condotto su un campione di studenti di 11, 13 e 15 anni, mostrano che il 16,6% dei ragazzi 11-15 anni è in sovrappeso e il 3,2% obeso l’eccesso ponderale diminuisce lievemente con l’età ed è maggiore nei maschi. Solo un terzo dei ragazzi consuma frutta e verdura almeno una volta al giorno (lontano dalle raccomandazioni), con valori maggiori nelle ragazze. 

Sistema di sorveglianza PASSI

I dati della sorveglianza PASSI, coordinata dall’ISS, sulla popolazione adulta tra 18 e 69 anni, aggiornati al 2019, mostrano che oltre 4 adulti su 10 sono in eccesso ponderale, (BMI tra 25 e 29.9) e oltre 1 adulto su 10 è obeso (BMI ≥ 30). L’essere in eccesso ponderale è una caratteristica più frequente al crescere dell’età, fra gli uomini rispetto alle donne, fra le persone con difficoltà economiche e fra le persone con un basso livello di istruzione.

Sintomi e segni

Avere molti chili di troppo comporta una serie di conseguenze a breve e a medio- lungo termine.

Le persone obese nella vita di tutti i giorni presentano affanno, anche compiendo attività fisica di bassa intensità, sudano profusamente, hanno disturbi del sonno e russano (questa condizione è chiamata sindrome delle apnee notturne, che comporta una scarsa ossigenazione del sangue anche per lunghi periodi durante il sonno notturno e aumenta il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari, quali ictus e infarto), hanno sonnolenza diurna e problemi alle articolazioni (dolori alla schiena, alle ginocchia e alle anche).

Inoltre frequentemente i soggetti obesi autolimitano la loro vita sociale, hanno problemi della sfera psicologica, quali bassa autostima, che possono sfociare nella depressione.

A lungo termine l’obesità comporta un aumentato rischio di sviluppare ipertensione arteriosa, e quindi accidenti cardio-vascolari,  diabete di tipo 2 e  tumori.

Complicanze

Obesità e sovrappeso sono condizioni associate ad elevata mortalità e rappresentano un importante fattore di rischio per le principali malattie croniche: malattie cardiovascolari (in particolare infarto e ictus), ipertensione, diabete mellito di tipo 2, sindrome metabolica, alcune forme di tumori (in particolare il tumore dell’endometrio, del colon retto, renale, della colecisti, della prostata e della mammella).

L’obesità aumenta anche il rischio di malattie della colecisti (calcoli) e delle malattie muscolo-scheletriche (in particolare artrosi degenerativa).

Diagnosi

La valutazione della quantità e della distribuzione del grasso corporeo può essere effettuata in diversi modi.

L’indice di massa corporea (IMC o BMI) permette di fare diagnosi di sovrappeso e obesità, ma non dà informazioni sulla distribuzione, né sull’esatta quantità del grasso corporeo (un culturista può avere un IMC molto elevato pur non essendo obeso; un anziano con scarsa massa muscolare può avere un eccesso di grasso corporeo pur presentando un IMC nel range di normalità).

L'Indice di Massa Corporea (IMC, kg/m2) si calcola: dividendo il peso, espresso in kg per il quadrato dell'altezza, espressa in metri, come indice indiretto di adiposità.

A seconda dell'MC si definiscono le seguenti categorie:

  • IMC < 16 : grave magrezza
  • IMC tra 16 a 18,49 : sottopeso
  • IMC tra 18,5 e 24,99 : normopeso
  • IMC tra 25 e 29,99 : sovrappeso
  • IMC tra 30 e 34,99 : obesità classe 1
  • IMC tra 35 e 39,99 : obesità classe 2
  • IMC > 40 : obesità classe 3

Calcola l'IMC.

Un altro metodo per diagnosticare il sovrappeso e l’obesità, è misurare la circonferenza del punto vita. Una circonferenza superiore a 94 cm negli uomini e a 80 cm nelle donne è considerata patologica.

Inoltre, la distribuzione del grasso può essere valutata con la plicometria cutanea (la misurazione dello spessore delle pieghe cutanee in diversi distretti corporei), con il rapporto tra la circonferenza della vita e dei fianchi o con tecniche strumentali avanzate quali l’ecografia, la TAC o la risonanza magnetica che possono valutare anche la quantità del grasso ‘nascosto’ all’interno dell’addome, cioè del grasso ‘viscerale’, che è il più pericoloso dal punto di vista metabolico e del rischio cardiovascolare.

La valutazione iniziale del paziente obeso deve comprendere anche la determinazione del livello plasmatico di alcuni ormoni (come quelli della tiroide e del surrene), l’assetto lipidico (colesterolo e trigliceridi), la misurazione della pressione arteriosa.

Terapia

Il trattamento dell'obesità consiste nella riduzione del peso corporeo, da effettuarsi sotto stretto controllo medico, seguendo un’alimentazione corretta ed effettuando un regolare programma di attività fisica, adeguato alle proprie possibilità e nel successivo mantenimento di un peso adeguato alla propria altezza. Può essere d’aiuto in alcuni casi, ricorrere ad un supporto psicologico.

Dieta

La dieta per la riduzione del peso deve essere personalizzata; in linea generale deve comprendere frutta e verdura; cereali (pane e pasta) con moderazione e preferibilmente integrali, privilegiare carne e pesce, come principali fonti di proteine.

Andranno invece evitati sale e zucchero aggiunti a cibi e bevande, i cibi troppo ricchi di sale (es. insaccati) e di grassi e zuccheri (merendine, patatine fritte, cibi dei fast food e di rosticceria/pizzerie ecc), i soft drink e le bevande alcoliche. Si ricorda che un bicchiere di vino contiene 120 Kcal, senza apportare nessuna sostanza nutritiva.

Molto importante, quando si acquistano cibi confezionati, è leggere l’etichetta nutrizionale per verificare il contenuto calorico e il contenuto qualitativo e quantitativo in grassi (evitare i prodotti ricchi in acidi grassi saturi, soprattutto trans).

Attività fisica

L’attività fisica va iniziata in maniera graduale (soprattutto per i più sedentari), cominciando con 10-15 minuti di attività aerobica (camminata a passo veloce, nuoto, tennis, tapis roulant, ballo, ecc) e aumentando gradualmente, fino a raggiungere almeno i 30 minuti al giorno, 5 giorni a settimana. Qualche piccolo accorgimento può contribuire a mantenere un livello adeguato di attività fisica: non prendere mai l’ascensore, ma fare le scale, andare a fare la spesa alimentare a piedi se non si devono portare buste pesanti, evitare di usare l’autovettura per coprite brevi distanze.

Nei pazienti con forme di obesità grave (IMC > 40) o in quelli con IMC > 35 e altre condizioni mediche associate (ad es. la sindrome delle apnee da sonno, diabete, ipertensione arteriosa) che possono trarre beneficio da un’importante perdita di peso, un’alternativa di trattamento è rappresentata dalla chirurgia bariatrica (chirurgia dell’obesità).

Interventi chirurgici

Gli interventi chirurgici per l’obesità possono essere classificati in:

  • restrittivi - riducono le dimensioni dello stomaco e rallentano i processi digestivi
  • restrittivi-malassorbitivi - riducono le dimensioni dello stomaco e scavalcano o eliminano una parte del tratto digerente per ridurre l’assorbimento del cibo.

Molti di questi interventi vengono ormai effettuati per via laparoscopica (cioè praticando delle mini-incisioni sull’addome, attraverso le quali vengono inserite le strumentazioni chirurgiche e una mini-telecamera).

Nonostante i grandi progressi di questa branca della chirurgia, soprattutto nel caso degli interventi più complessi, il tasso di mortalità rimane dell’ordine dello 0,5-2% e non mancano le complicanze a breve e lungo termine, per cui sono da destinare a casi molto selezionati.

Prevenzione

Piano Nazionale della Prevenzione

Il PNP 2020-2025, adottato con Intesa Stato-Regioni del 6 agosto 2020, anche al fine di prevenire e contrastare obesità/sovrappeso, in particolare nell’infanzia, prevede di intervenire attraverso un approccio intersettoriale e life-course, agendo a partire dai primi 1000 giorni (nonché in fase pre-concezionale) e lungo tutto il corso della vita per ridurre i fattori di rischio individuali e rimuovere le cause che impediscono ai cittadini scelte di vita salutari.

Indicazioni

Si può fare molto per prevenire sovrappeso e obesità.

Ecco alcune indicazioni:

  • limitare il consumo di grassi e zuccheri, molto abbondanti soprattutto nei cibi confezionati e nei soft drink

  • aumentare il consumo di verdure, legumi, cereali integrali e, in generale cibi freschi, non processati

  • seguire una dieta variata, riducendo le porzioni, nel caso in cui si voglia perdere peso

  • limitare l’alcol, che oltre ad essere nocivo alla salute degli organi, è anche un’importante fonte di calorie, senza apportare nessun vantaggio nutrizionale

  • non ricorrere al cibo come genere di conforto, nel caso in cui ci si senta depressi o giù di corda

  • dare ai bambini un buon esempio in materia di alimentazione; i figli di genitori obesi tendono a loro volta ad avere problemi di peso

  • fare una regolare attività fisica: gli adulti dovrebbero fare almeno 30 minuti/giorno per 5 volte/settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata (camminare a passo veloce, andare in bicicletta, nuotare, ballare); i bambini almeno 60 minuti/giorno; nel caso in cui si desideri perdere peso, il livello di attività fisica dovrà essere gradualmente incrementato.

Tavolo di lavoro su sovrappeso e obesità

Il Tavolo di lavoro per la prevenzione e il contrasto del sovrappeso e dell’obesità è stato istituito presso l’Ufficio 8 della Direzione generale della prevenzione sanitaria, con decreto ministeriale 18 gennaio 2019 e successive integrazioni. Il Tavolo è stato prorogato fino al 6 giugno 2021 con decreto 15 dicembre 2020.

Funzioni

Il Tavolo ha il compito di provvedere, alla luce della letteratura scientifica esistente, delle esperienze cliniche e buone pratiche esistenti, alla predisposizione di un documento strategico nazionale di indirizzo finalizzato a:

  • definire strategie e azioni incisive per contrastare la diffusione dell'obesità, investendo nella prevenzione, anche con il coinvolgimento attivo di settori della società esterni al sistema sanitario, sia istituzionali che della società civile;
  • favorire l'attuazione dell’Action Plan on Childhood Obesity 2014-2020, intervenendo nelle aree prioritarie in cui si articola quest'ultimo per la prevenzione, il contrasto del sovrappeso e dell’obesità infantile;
  • definire interventi per identificare i soggetti in condizioni di rischio o con condizione clinica patologica in atto, da indirizzare verso un'adeguata presa in carico sistemica, in grado di potenziare le risorse personali per l'adozione consapevole degli stili di vita corretti o, quando necessario, verso idonei programmi di comunità (come, a esempio, i gruppi di cammino o l'offerta proattiva di attività motorie) o percorsi terapeutico-assistenziali multidisciplinari;
  • favorire l’implementazione di misure per la protezione dell'allattamento al seno materno;
  • favorire lo svolgimento di attività fisica anche nelle scuole dell'infanzia e primaria;
  • favorire iniziative formative e informative e di sensibilizzazione per diffondere la conoscenza sui rischi di obesità, soprattutto nella fascia giovanile e adolescenziale, derivanti da un'alimentazione scorretta, sbilanciata e eccessivamente calorica;
  • sostenere e incoraggiare, presso le scuole e gli istituti di formazione, progetti didattici legati ai temi della corretta alimentazione, intesa tra l'altro anche come conoscenza dei prodotti, delle etichette, della provenienza degli alimenti,  per accrescere negli studenti e nelle famiglie il senso di responsabilità sociale, verso la propria salute e l'ambiente, nonché il rispetto della biodiversità, in quanto conoscenze imprescindibili.

Componenti

Con decreto direttoriale 15 aprile 2019 sono stati nominati i componenti del Tavolo di lavoro, sulla base delle designazioni ricevute.

Ministero della Salute

  • Daniela Galeone, Direttore Ufficio 8 della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, con funzioni di coordinatore
  • Giuseppe Plutino, Direttore Ufficio 5 della Direzione Generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, con funzioni di coordinatore
  • Maria Teresa Menzano, dirigente medico Ufficio 8 della Direzione generale della prevenzione sanitaria, con funzioni di coordinamento tecnico-scientifico e di segreteria
  • Roberto Copparoni, dirigente medico designato dalla Direzione Generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione
  • Bianca Maria Polizzi, dirigente medico designato dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute
  • Maria Teresa Loretucci, dirigente medico designato dalla Direzione Generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del servizio sanitario nazionale

Altri Enti/Istituzioni

  • Giulia Cairella, rappresentante designato dal Coordinamento interregionale della prevenzione
  • Fateh-Moghadam, rappresentante designato dal Coordinamento interregionale della prevenzione
  • Marina Fridel, rappresentante designato dal Coordinamento interregionale della prevenzione
  • Gaetano Piccinocchi, rappresentante designato dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie (SIMG)
  • Vincenzo Schiavo, rappresentante designato dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG)
  • Alberto Villani, rappresentante designato dalla Società Italiana di Pediatria (SIP);
  • Adima Lamborghini, rappresentante designato dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri (FIMP)
  • Elena Alonso, rappresentante designato dalla Società Italiana di Igiene medicina preventiva e sanità pubblica (SItI);
  • Alessandro Vienna,  rappresentante designato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
  • Francesco Leonardi, rappresentante designato dalla Federazione delle Società Italiane di Nutrizione (FeS.i.n.)
  • Marisa Porrini, rappresentante designato dalla Federazione delle Società Italiane di Nutrizione (FeS.i.n.)
  • Marco Silano, rappresentante designato dall’Istituto superiore di sanità
  • Angela Spinelli, rappresentante designato dall’Istituto superiore di sanità
  • Andrea Ghiselli, rappresentante designato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA)
  • Anna Tropea, rappresentante designato dalla Società Italiana di Ginecologia e ostetricia (SIGO)
  • Mauro Cacciafesta, rappresentante designato dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG)
  • Roberto Verna, rappresentante designato dalla Federazione delle Società Scientifiche Italiane nel settore della Medicina di Laboratorio (FISMELAB).
  • Renata Tambelli, rappresentante designato dell’Associazione italiana di psicologia (AIP)
  • Antonino De Lorenzo, rappresentante designato dal Tavolo tecnico sicurezza nutrizionale (TaSIN)
  • Guglielmo Salvatori,  rappresentante designato dal Tavolo tecnico operativo interdisciplinare per la promozione dell’allattamento al seno (TaS)

Il Tavolo di lavoro ha durata di diciotto mesi a decorrere dalla data della riunione di insediamento, con possibilità di un’unica proroga con durata massima di sei mesi, su determinazione del tavolo medesimo.

Il documento strategico nazionale di indirizzo è trasmesso al Ministro per il tramite della Direzione generale della prevenzione sanitaria.


Data di pubblicazione: 2 marzo 2021 , ultimo aggiornamento 2 marzo 2021



Condividi

Argomenti - Alimentazione e malattie croniche non trasmissibili


.