Immagine che rappresenta un grafico

Il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) per la valutazione dell’assistenza sanitaria (DM 12 marzo 2019), ha introdotto per la prima volta il monitoraggio e la valutazione di 6 percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA) relativi a specifiche patologie (Bronco Pneumopatie Croniche Ostruttive, scompenso cardiaco, diabete, tumore della mammella nella donna, tumore del colon, tumore del retto), attraverso 10 indicatori di processo.

Il monitoraggio di tali indicatori nelle 21 Regioni e P.A. fornisce informazioni sull’aderenza alle raccomandazioni per la gestione della patologia al fine di garantire esiti favorevoli, nei diversi contesti organizzativi regionali.

Una prima lettura dei dati relativi agli anni di valutazione 2017-2020 (per ciascun anno di valutazione si fa riferimento alle coorti di pazienti reclutate nei due anni precedenti) evidenzia una elevata variabilità regionale degli indicatori, che rende necessario un processo di analisi e  valutazione comparativa dei diversi sistemi organizzativi assistenziali regionali, allo scopo di evidenziarne punti di forza e criticità.

Nella pagina dedicata ai risultati della “sperimentazione indicatori PDTA”, per ciascun PDTA vengono forniti, per ciascun anno di valutazione: un flow chart, una tabella e una mappa con i risultati degli indicatori (corredati da un testo descrittivo per migliorare l’accessibilità dei contenuti proposti).

La metodologia specifica

In considerazione della complessità dei sistemi da monitorare e valutare, in quanto relativi non alla singola prestazione ma ad un percorso assistenziale, la Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute ha istituito il Gruppo di Lavoro “Progetto PDTA nell’ambito del Nuovo Sistema di Garanzia”; si tratta di un Gruppo interdisciplinare, multiprofessionale e interistituzionale, dedicato a sviluppare, sperimentare e aggiornare la metodologia per il monitoraggio e la valutazione dei PDTA. Il coordinamento tecnico del Gruppo è a cura dell’ufficio 6 della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, diretto dalla dott.ssa Carbone ([email protected]); il coordinamento scientifico è a cura della Prof.ssa Carle dell’Università Politecnica delle Marche ([email protected]).

La metodologia messa a punto (vedi il Manuale operativo, aggiornato nel mese di giugno 2021), è stata condivisa ottenendo riscontro positivo con, in ordine temporale: l’Expert Group on Health Systems Performance Assessment della Commissione Europea, le Società scientifiche di area medica e gli Ordini professionali sanitari, il Comitato LEA, tutte le 21 Regioni e P.A..

I 10 indicatori e la metodologia specifica sono stati validati e sperimentati dal suddetto Gruppo di Lavoro.

La validazione prevede la valutazione nella pratica clinica dell’associazione tra l’indicatore di processo e opportuni indicatori di esito di salute. Il razionale di questo procedimento deriva dalla consapevolezza che il PDTA può essere considerato come la contestualizzazione nella pratica clinica e assistenziale relativa a un ambito territoriale e a un sistema organizzativo ben definito, delle linee guida e delle raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche. I risultati della validazione sono stati sottoposti a valutazione esterna attraverso la pubblicazione su riviste scientifiche dotate di comitato di revisione (peer-reviewed scientific journal).

Come è stata condotta la sperimentazione degli indicatori validati

La sperimentazione è stata effettuata sulla base di tre assunti iniziali indispensabili per il calcolo degli indicatori dei PDTA:

  1. la fonte dei dati è costituita dagli archivi sanitari elettronici amministrativi attivi in tutte le Regioni e Provincie autonome italiane e che alimentano i flussi informativi nazionali verso il Ministero della Salute
  2. le fonti dei dati sanitari, che hanno come unità di osservazione/rilevazione la singola prestazione (dimissione, visita, prescrizione farmaceutica), sono interconnettibili in modo da poter seguire il paziente attraverso i diversi accessi alle strutture sanitarie.
    Nel periodo della sperimentazione, questa interconnessione era possibile in tutte le Regioni italiane, mentre a livello nazionale si stavano attivando e sperimentando le procedure per l’applicazione del Decreto ministeriale per l’interconnessione dei flussi informativi nazionali (DM 7 dicembre 2016)
  3. ciascuna Regione calcola gli indicatori di processo secondo il Manuale operativo fornito dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute, in modo da assicurare risultati confrontabili tra le diverse Regioni.

A maggior garanzia di uniformità dei metodi di calcolo utilizzati, su richiesta delle Regioni, il Ministero della salute mette a disposizione, avvalendosi del Gruppo di Lavoro:

  • una piattaforma informatica predisposta appositamente, denominata “Beaver©
  • gli algoritmi per l’applicazione del software SAS®
  • il supporto tecnico degli esperti del Gruppo di Lavoro.


I risultati ottenuti sono stati trasmessi dalle Regioni alla Direzione generale della programmazione sanitaria (Ufficio 6) che ha provveduto, in collaborazione con il Gruppo di lavoro, alla verifica e alla risoluzione delle criticità, anche attraverso apposite attività di audit con i referenti regionali.

Grazie all’attivazione delle procedure di interconnessione dei flussi nazionali, gli indicatori elaborati a livello regionale saranno confrontati con quelli prodotti a livello nazionale.

Il 31 dicembre 2019 si è conclusa la prima sperimentazione in tutte le Regioni e Province Autonome italiane, relativa all’assistenza erogata ai soggetti inclusi nella coorte nell’anno 2015 e quindi relativa ai 12-18 mesi (in funzione dell’indicatore) successivi la data di inclusione. In analogia alla procedura seguita dal Nuovo Sistema di Garanzia per gli indicatori trasversali, il 2017 è quindi l’anno in cui è stata fatta la prima valutazione, che prosegue annualmente.

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Data di pubblicazione: 11 luglio 2022, ultimo aggiornamento 11 luglio 2022