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FAQ - Alcol

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Con il termine alcol s'intende l'alcol etilico o etanolo, principale componente psicoattivo nelle bevande alcoliche. Il contenuto nelle bevande è espresso in gradi alcolimetrici (°) e rappresenta la percentuale in volume (%) di etanolo all'interno della soluzione acquosa.

L'etanolo è assorbito in piccola parte dalle mucose della bocca, esofago e stomaco e maggiormente nel tratto prossimale dell'ileo. L'alcol etilico è una molecola in grado di muoversi facilmente attraverso le membrane cellulari e raggiungere, così, agevolmente l'equilibrio fra plasma e tessuti.
L'effetto è dipendente dalla quantità di etanolo assunto per unità di peso corporeo.
Gli aspetti clinici maggiormente visibili sono di tipo sedativo a carico del Sistema Nervoso Centrale (SNC), grazie alla capacità di diminuire l'attività neuronale.
Già a basse concentrazioni si ha un effetto disinibitorio.

Già a valori di alcolemia pari a 0.1-0.2 g/L si possono riscontrare: iniziale sensazione di ebbrezza e iniziale riduzione delle inibizioni e del controllo.

Gli effetti progressivi e le abilità compromesse riguardano: affievolimento della vigilanza, attenzione e controllo, iniziale riduzione del coordinamento motorio, iniziale riduzione della visione laterale, nausea.

A valori di alcolemia pari a 0.3-0.4 g/L si possono riscontrare: sensazione di ebbrezza, riduzione delle inibizioni, del controllo e della percezione del rischio; gli effetti progressivi riguardano: riduzione delle capacità di vigilanza, attenzione e controllo, riduzione del coordinamento motorio e dei riflessi, riduzione della visione laterale, vomito.

A valori di alcolemia pari a 2-3 mg/ml compaiono disturbi comportamentali, psicomotori e cognitivi.

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Sono più di 100 i principi attivi farmacologici in grado di interagire con l'alcol, determinando vari gradi di disturbi fino alla morte del soggetto.
L'alcol rafforza l'effetto di farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale: ipnotici, ansiolitici antidepressivi, antistaminici e alcuni analgesici. Interagisce, inoltre, con le terapie in caso di diabete o cardiopatie.
È importante se si stanno prendendo dei farmaci chiedere al proprio curante se si possono bere alcolici.

Il binge drinking, ossia il “bere fino a ubriacarsi”, è un'abitudine particolarmente diffusa tra i giovani, che si caratterizza per un consumo rischioso e dannoso, episodico e ricorrente di quantità di bevande alcoliche consumate a digiuno, che eccedono le sei unità in un arco temporale di solito ristretto a 2-3 ore. Questo modello di consumo, importato dai contesti nord-europei, è un fenomeno pericoloso sia per la propria salute sia per i comportamenti a rischio che ne derivano in funzione dell’abbassamento della percezione del rischio, che si sperimenta già a partire da 1-2 bicchieri consumati. Il binge drinking può portare progressivamente all’intossicazione alcolica sino al coma etilico.

Questo termine esprime una condizione multifattoriale di dipendenza all'alcol, influenzata da fattori genetici, ambientali, comportamentali, fisici e psichici.
È caratterizzata da un comportamento compulsivo verso il bere (craving), dall'incapacità di limitare questa pulsione, dalla comparsa di una serie di sintomi da astinenza, quando si sospende l'assunzione di alcol dopo un periodo di abbondanti bevute e dalla necessità di aumentare l'introito di alcol nel tempo.
La continua ricerca della sostanza, arriva fino al punto di occupare gran parte del tempo per questo scopo e, di seguito, per riprendersi dagli effetti derivanti.
Tutto ciò va a scapito dell'attività lavorativa, ricreativa e sociale della persona.

Per approfondire

L'importanza dei fattori genetici è stata evidenziata con studi su gruppi familiari, sui gemelli e sui figli adottivi.

  • I parenti stretti degli alcolisti sono quattro volte più a rischio di essere vittime di quest'affezione rispetto ad altre patologie psichiatriche.
  • Il gemello monozigote di un etilista presenta un rischio pari al 60% di diventarlo anch'esso, rispetto al valore del 30% presente nei gemelli dizigoti.
  • i figli adottivi presentano un rischio quattro volte superiore di divenire a loro volta etilisti, anche se non vivono con i genitori biologici da subito dopo la nascita.

I fattori genetici corrispondenti non sono oggi esattamente conosciuti sebbene si parli di:

  • presenza di geni specifici
  • catabolismo dell'alcol diverso da persona a persona, tra uomo e donna, tra gruppi etnici a causa di differenze geneticamente determinate nell'azione degli enzimi epatici predisposti al metabolismo dell'etanolo
  • bambini di alcolisti hanno reazioni psicomotorie e cognitive a dosi di alcol leggermente inferiori rispetto ai figli dei non etilisti.

In un periodo di alcuni anni compaiono una serie di conseguenze di natura fisica, psichica e sociale. L'etanolo ha effetti di tipo acuto e cronico a carico di molti organi, come il sistema nervoso centrale, il sistema gastrointestinale, il sangue, il sistema cardiocircolatorio e il sistema genitourinario. Si hanno inoltre alterazione del tessuto muscolare, scheletrico e alterazioni di tipo ormonale.

Si, questa è una affermazione corretta.

In una prima fase l'alcol può ridurre i disturbi legati all'ansia, ma con l'instaurarsi del quadro di dipendenza compaiono disturbi della personalità più incisivi caratterizzati da attacchi di panico, risultato della perdita di controllo dell'ansia.

La depressione, che spesso accompagna l'etilista, deriva dagli effetti diretti dell'alcol sul cervello. Quest'insieme di condizioni si ripercuotono gravemente sulla vita sociale e professionale del soggetto.

Si parla di alcolismo primario quando i disturbi della personalità (ansia e depressione) seguono la fase di alcoldipendenza, alcolismo secondario il contrario.

Si, ciò è legato alla differenza di peso e alla diversa proporzione nel contenuto in acqua corporea tra i due sessi. Tutto ciò rende maggiormente sensibile la donna rispetto all'uomo. Diversi studi indicano che danni al fegato e al sistema nervoso centrale si sviluppano più rapidamente nella donna.
Per di più bere durante la gravidanza determina effetti dannosi sul nascituro con ritardo mentale, alterazione d'organo e disturbi comportamentali, che spesso permangono anche in età adulta.

Per approfondire

Comprende una serie di sintomi correlati alla riduzione improvvisa dell'introito di alcol.

La maggior parte dei pazienti non manifesta nella sua totalità il ventaglio sintomatologico tipico di questa condizione.

Le caratteristiche sono:

  • tremore
  • tachicardia
  • aumento del ritmo respiratorio e della temperatura corporea
  • insonnia con possibilità di incubi che accompagnano le brevi fasi di sonno
  • sensazione di ansia con possibili attacchi di panico
  • sintomi a carico dell'apparato gastrointestinale.

I sintomi iniziano dopo 5-10 ore dalla sospensione o dalla diminuzione dell'introito di alcol, raggiungono il picco durante il secondo o il terzo giorno e scompaiono in quarta/quinta giornata.

La sindrome ansiosa, l'insonnia e altri disturbi del sistema nervoso vegetativo permangono per diversi mesi e possono rappresentare una delle cause per le quali il paziente ricomincia a bere.

Il trattamento di un paziente che intende sospendere l'assunzione di alcol prevede un accurato esame clinico volto a valutare lo stato nutrizionale e tutti gli organi e sistemi a rischio di compromissione. Di seguito è importante nutrire adeguatamente il soggetto mantenendolo a riposo, somministrare un'abbondante quantità di liquidi sotto forma di acqua o bibite, fornire composti vitaminici e tranquillanti associati a una serie di farmaci in grado di attenuare il quadro sintomatologico
La maggioranza dei lavori che trattano l'argomento "alcolismo" sottolineano che la condizione di astinenza dal bere è fondamentale per l'ottenimento del migliore risultato. Emerge tra l'altro che in questa fase anche il più piccolo consumo di alcol conduce alla ripresa delle vecchie abitudini con ritorno alla dipendenza.

Compito del medico è trattare farmacologicamente il soggetto durante la prima settimana di disintossicazione acuta. La ricaduta è frequente specie nei primi 6 mesi, periodo nel quale il paziente è molto vulnerabile. I colloqui con il medico sono fondamentali in questa fase. Durante questi incontri si parlerà della quotidianità e dei miglioramenti nella vita di tutti i giorni. L'ansia e l'insonnia vanno combattute tramite modificazioni delle abitudini di vita.

Secondo il codice della strada (art. 186 e successive modifiche) il limite legale di alcolemia (concentrazione di alcol nel sangue) durante la guida non deve superare 0,5 gr/l (0,5 grammi per litro).
Qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l):
  • ammenda da euro 500 a euro 2.000
  • sospensione della patente di guida da tre a sei mesi
Qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l)
  • ammenda da euro 800 a euro 3.200
  • l'arresto fino a tre mesi
  • sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno
Qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l)
  • ammenda da euro 1.500 a euro 6.000
  • l'arresto fino a sei mesi
  • sospensione della patente di guida da uno a due anni.

Qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0 (zero) e non superiore a 0,5 gr/l per i minori di 18 anni sorpresi alla guida di un motorino o minicar

  • il conducente non potrà conseguire la patente prima del compimento del diciannovesimo anno di età, qualora sia stato accertato un tasso alcolemico superiore a 0,0 (zero) e non superiore a 0,5 g/l
  • il termine si sposta al compimento del ventunesimo anno di età, qualora sia stato accertato un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l.

Qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0 (zero) e non superiore a 0,5 gr/l per alcune categorie di conducenti: per chi ha meno di 21 anni o ha conseguito la patente da meno di 3 anni:

  • sanzione amministrativa da 155 a 624 euro
  • In aggiunta alla sanzione prevista.


Fonte:

  • Direzione Generale della Prevenzione sanitaria
    Ufficio 6


Data di ultimo aggiornamento: 6 luglio 2021


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