Ministero della Salute

Piano Nazionale Integrato 2015 - 2018

Data di pubblicazione: 1 gennaio 2015

Verme delle radici del mais Diabrotica virgifera virgifera (Le Conte) - Misure di emergenza per il controllo

FONTE: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Informazioni

Misure di emergenza per il controllo del verme delle radici del mais Diabrotica virgifera virgifera (Le Conte)  §
(D.M  08/04/2009)

Tipologia dell'attività: 4 c. Controlli ufficiali previsti da norme nazionali e/o comunitarie, diversi dai Piani specifici comunitari con organizzazione e programmazione regionali

 


Autorità Competenti e Laboratori

AC Centrali:

MIPAAF, Servizio fitosanitario centrale (SFC) (art. 49 D.Lgs. n. 214/2005)

Ruoli:

- Determinazione degli standard tecnici
- Coordinamento, armonizzazione e vigilanza sull’applicazione dei controlli

 

AC Regionali:

Servizi fitosanitari regionali (SFR) dei dipartimenti/direzioni agricoltura o presso agenzie delle Regioni e Province Autonome (art. 50 D.Lgs. n. 214/2005)

Ruoli:

- Quando rilevano la presenza dell'organismo nocivo, fissano una zona delimitata, con relativa cartografia, nella quale elaborano  ed attuano un piano di azione e ne danno comunicazione al SFC;
- Garantiscono che il piano d'azione e le misure tecniche vengano applicate sul territorio
- Danno massima divulgazione della pericolosità dell'insetto, della conoscenza dei sintomi e delle tecniche di lotta e prevenzione

 


Dettagli attività

Categorizzazione degli eventuali rischi e modalità di applicazione delle categorie di rischio

Il monitoraggio mira a tenere sotto controllo la comparsa e la diffusione della Diabrotica del mais, ai fini dell’attuazione del piano d’azione regionale contenente le misure di eradicazione dell’insetto.

Si distinguono pertanto:

- zona focolaio, raggio di Km 1 dalla zona in cui la presenza del fitofago è già accertata e dove il monitoraggio ha lo scopo di verificare la ulteriore diffusione al fine di eradicare nel lungo periodo il parassita;
- zona infestata dove per 2 anni consecutivi è stata rilevata e confermata la presenza dell’insetto
- zona di contenimento, territorio che si estende per almeno  km 10 all’interno della zona infestata e almeno km 30 nella zona indenne, dove il monitoraggio deve essere particolarmente intensivo al fine di individuare tempestivamente la presenza dell’insetto, in modo da predisporre il ricorso a misure adeguate di contenimento
- la zona indenne in cui la presenza non risulta riscontrata e dove il monitoraggio è in funzione dei possibili rischi di introduzione accidentale

 

Frequenza (o criteri per stabilire frequenza)

Monitoraggi annuali

 

Luogo e momento del controllo

Controlli in campo durante la coltivazione

 

Metodi e tecniche

Monitoraggio con l’utilizzo di trappole cromotropiche, eventualmente  attivate con feromone sessuale

 

Modalità rendicontazione, verifica e feedback

La presenza accertata con i monitoraggi e la relativa zonizzazione, vengono comunicati al Servizio Fitosanitario Centrale.

 



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