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Acque dolci idonee alla vita dei pesci - Monitoraggio

FONTE: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO RELATIVO ALLE ACQUE DOLCI IDONEE ALLA VITA DEI PESCI
(D.Lgs. 152/06 s.m.i.; DM n. 56 del 14 aprile 2009)

 

Macroarea: Attività a Carattere Trasversale
Settore: AMBIENTE
Tipologia dell'attività: 4c - Attività di controllo ufficiale svolte sull’intero territorio nazionale, diverse dai Piani specifici comunitari, con organizzazione e programmazione regionali

 


AC Centrali:

MATTM

Ruoli:

Trasmette le informazioni alla Commissione Europea

 

ISPRA

Ruoli:

Acquisizione delle informazioni, elaborazione nazionale e predisposizione di report di sintesi

 

AC Regionali:

Regioni, province autonome

Ruoli:

Sentite le Autorità di bacino nell’ambito del proprio territorio definiscono un programma di monitoraggio di sorveglianza e un programma di monitoraggio operativo.
Trasmettono a ISPRA i dati conoscitivi e le informazioni sullo stato di conformità delle acque dolci idonee alla vita dei pesci

 

ARPA/APPA

Ruoli:

Enti preposti all’attività dei controlli e del monitoraggio della qualità dei corpi idrici; prelevano i campioni e svolgono le analisi

 

AC Locali:

Autorità di bacino

Ruoli:

Supportano le regioni per la definizione dei programmi di monitoraggio

 


Categorizzazione degli eventuali rischi e modalità di applicazione delle categorie di rischio

Le acque designate e classificate ai sensi dell'articolo 84 si considerano idonee alla vita dei pesci se rispondono ai requisiti riportati nella Tabella 1/B dell'Allegato 2 alla parte terza del D.Lgs. 152/06.
Se dai campionamenti risulta che non sono rispettati uno o più valori dei parametri riportali nella Tabella 1/B dell'Allegato 2 alla parte terza del D.Lgs. 152/06, le autorità competenti al controllo accertano se l'inosservanza sia dovuta a fenomeni naturali, a causa fortuita, ad apporti inquinanti o a eccessivi prelievi, e propongono all'autorità competente le misure appropriate.

 

Frequenza (o criteri per stabilire frequenza)

Mensile come da Tabella 1/B, allegato 2 del D.Lgs. 152/06, per un periodo di dodici mesi e nello stesso punto di campionamento. Quando la frequenza è inferiore a un prelievo al mese, i valori devono essere conformi ai limiti tabellari nel 100% dei campioni prelevati.
La frequenza stabilita in Tabella 1/B può essere ridotta ove risulti accertato che la qualità delle acque è sensibilmente migliore di quella riscontrabile per i singoli parametri dall’applicazione delle percentuali definite al punto 1 del medesimo allegato.

 

Luogo e momento del controllo

Il luogo esatto del prelevamento dei campioni, la sua distanza dal più vicino punto di scarico di sostanze inquinanti e la profondità alla quale i campioni devono essere prelevati sono definiti dall’autorità competente in funzione delle condizioni ambientali locali.

 

Metodi e tecniche

Il monitoraggio è realizzato come da Tabella 1/B, allegato 2 del D.Lgs. 152/06.
I parametri da determinare obbligatoriamente per la stima della conformità, sono: pH, BOD5, ammoniaca indissociata, ammoniaca totale, nitriti, cloro residuo totale, zinco totale, rame disciolto, temperatura, ossigeno disciolto, materie in sospensione. Possono essere esentate dal campionamento periodico le acque designate e risultate conformi per le quali risulti accertato che non esistono cause di inquinamento o rischio di deterioramento.

 

Modalità rendicontazione, verifica e feedback

ISPRA riceve i dati e informazioni dalle regioni/province autonome, come da D.Lgs. 152/06 sezione II art 75 punto 5. Elabora a livello nazionale le informazioni, nell’ambito del Sistema informativo nazionale dell’ambiente (SINA), e le trasmette ai Ministeri interessati e al MATTM, anche per l’invio alla Commissione europea. Il Rapporto nazionale annuale è inviato ad Autorità competenti e regioni.

 


Data di pubblicazione: 1 gennaio 2015

Tag associati a questa pagina: AmbientePesci, molluschi e crostacei


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