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Inquinamento da nitrati di origine agricola

FONTE: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

ATTIVITÀ DI CONTROLLO “INQUINAMENTO DA NITRATI DI ORIGINE AGRICOLA”
(Direttiva 91/676/CEE; D.Lgs. 152/06)

 

Macroarea: Attività a Carattere Trasversale
Settore: AMBIENTE
Tipologia dell'attività: 4b - Attività di controllo ufficiale svolte sull’intero territorio nazionale, diverse dai Piani specifici comunitari, con organizzazione centrale e programmazione regionale

 

 

 


AC Centrali:

MATTM

Ruoli:

Trasmissione delle informazioni alla Commissione Europea

 

ISPRA

Ruoli:

Acquisizione delle informazioni, elaborazione nazionale e predisposizione di report di sintesi

 

AC Regionali:

Regioni e Province Autonome

Ruoli:

Enti preposti a trasmettere a ISPRA i dati conoscitivi e le informazioni sullo stato di qualità delle acque

 

ARPA/APPA

Ruoli:

Enti preposti all’attività dei controlli e del monitoraggio della qualità dei corpi idrici. Le Agenzie Regionali/Provinciali prelevano i campioni ed eseguono le analisi presso le proprie strutture tecniche territoriali.

 


Categorizzazione degli eventuali rischi e modalità di applicazione delle categorie di rischio

La “Direttiva Nitrati” pone l’obbligo per gli Stati Membri di eseguire controlli per rilevare la concentrazione dei nitrati nelle acque, nonché di porre in essere una serie di specifiche misure volte a contenere e ridurre l’inquinamento determinato dalla presenza di nitrati. (*) Le aree in cui è rilevata la presenza di nitrati o la loro possibile presenza ad una concentrazione superiore a 50 mg/l(espressi come NO3-) nelle acque dolci superficiali e sotterranee, sono definite zone vulnerabili (All.7 al D.Lgs. 152/06, recante Norme in materia ambientale).
Gli Stati Membri hanno l’obbligo di designare le “zone vulnerabili” e stabilirne i Programmi d’Azione, di fissare i Codici di Buona Pratica Agricola, di predisporre programmi per la formazione e l’informazione degli agricoltori.
I Programmi d’Azione sono un insieme di norme aventi la finalità di tutelare e risanare le acque dall’inquinamento causato da nitrati di origine agricola, assicurando un impiego limitato di fertilizzanti e stabilendo prescrizioni restrittive nell’utilizzo di concimi organici animali.

 

Frequenza (o criteri per stabilire frequenza)

La frequenza dei campionamenti viene distinta dalla normativa in funzione del raggiungimento dell’obiettivo di qualità.

 

Luogo e momento del controllo

I controlli sono eseguiti su campioni prelevati presso stazioni di prelievo fisse , dislocate lungo il corso d’acqua in funzione della tipologia dello stesso e della superficie del bacino imbrifero. Le stazioni di prelievo sui corsi d’acqua sono in linea di massima distribuite lungo l’intera asta del corso d’acqua, tenendo conto della presenza di insediamenti urbani, degli impianti produttivi e degli apporti provenienti da affluenti. (All.1 – D.Lgs. 152/06)

 

Metodi e tecniche

Il metodo di analisi per la rilevazione della concentrazione di nitrati è la spettrofotometria di assorbimento molecolare. I laboratori che utilizzano altri metodi di misura devono accertare la comparabilità dei risultati ottenuti.

 

Modalità rendicontazione, verifica e feedback

Sulla base dei dati ricevuti annualmente dalle Regioni, ISPRA predispone un Report Nazionale che viene trasmesso annualmente in formato cartaceo

 

 

(*) Sulla base delle indicazioni fornite dalla Commissione Europea nel Documento  Linee Guida Status and Trends of acquatic environment and agricultural practice – Development guide for Member States  reports -  2008, sono state individuate tre classi di qualità corrispondenti ai seguenti intervalli di concentrazione di nitrati nei corpi idrici:

  • un primo intervallo che include i valori di concentrazione compresi tra 0-24,99 mg/l;
  • un secondo intervallo, relativo ai valori di concentrazione compresi tra 25-50 mg/l;
  • un terzo intervallo, che comprende i valori di concentrazione che superano 50mg/l.

Per le acque superficiali e sotterranee è stata proposta anche una classe intermedia, con valori di concentrazione compresi tra 40-50mg/l, che corrisponde alle stazioni di monitoraggio ubicate in zone a “rischio di superamento del livello nel breve termine”.

 


Data di pubblicazione: 1 gennaio 2015

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