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Procedure di Coordinamento e Raccordo tra la Guardia di Finanza e le Autorita' Competenti in materia di Sicurezza degli Alimenti

FONTE: Ministero della Salute

PROCEDURE DI COORDINAMENTO E RACCORDO TRA LA GUARDIA DI FINANZA E LE AUTORITA' COMPETENTI IN MATERIA DI SICUREZZA DEGLI ALIMENTI

Al fine di migliorare i rapporti di collaborazione e coordinamento tra i Reparti del Corpo e le Autorità di controllo in materia di igiene e sicurezza degli alimenti, il Comando Generale della Guardia di Finanza ha impartito specifiche direttive per disciplinare tutti i casi in cui le unità operative della Guardia di Finanza, durante lo svolgimento dei servizi istituzionali di polizia economica e finanziaria, acquisiscono elementi e notizie, fonti di prova o indizi relativi alla possibile detenzione per l'immissione sul mercato di alimenti nocivi o rischiosi per la salute.
In tali evenienze, è stato disposto che i Comandi provvedano ad adottare metodologie operative differenziate secondo la necessità o meno di procedere a prelevamento campioni ed analisi merceologiche per l'accertamento di eventuali violazioni.

In particolare:
- nelle ipotesi in cui l'accertamento della possibile adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari (o la commercializzazione di prodotti nocivi e pericolosi per la salute pubblica) non possa prescindere dal prelevamento e dall'analisi merceologica di appositi campioni da parte delle Autorità preposte ex art. 2 del D.Lgs. 193/2007, i Reparti provvedono a richiedere la collaborazione dei tecnici delle Aziende Sanitarie Locali o delle Province autonome/Regioni/Ministero della Salute più vicini;
- se i prodotti alimentari sequestrati presentano dei rischi diretti o indiretti per la salute umana, anche solo potenziali, i Comandi Provinciali competenti provvedono a notiziare tempestivamente il Comando Generale, per il successivo inoltro di una segnalazione specifica al Ministero della Salute, attraverso una relazione contenente:

  • una sintetica descrizione dell'attività di servizio;
  • indicazioni sull'AUSL (eventualmente) interessata per le valutazioni tecniche di competenza;
  • la denominazione del prodotto, nome del marchio commerciale,
  • tipologia del prodotto e della confezione;
  • altri elementi identificativi del prodotto (lotto, tempo massimo di conservazione e data di produzione);
  • elementi d'identificazione dello stabilimento di produzione e dell'impresa di distribuzione o somministrazione.

 


Data di pubblicazione: 1 gennaio 2015

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