Menu nascosto all'interno della pagina
Salta la testata inizio
Ministero della Salute
Cerca 


Piano Nazionale Integrato 2011-2014

A cura di:
Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione

Web editing:
M. DE MARTINO



Cap. 3C - West Nile Disease

Data di aggiornamento: 4 marzo 2014

Piano nazionale di sorveglianza West Nile Disease - piano positività

 

Tipologia: 4a - Controlli ufficiali previsti da norme nazionali e/o comunitarie, diversi dai Piani specifici comunitari, con organizzazione e programmazione centrali

La sorveglianza veterinaria nei confronti della West Nile Disease (WND) è effettuata in specifiche aree geografiche, dove nel corso degli anni passati è stata rilevata la circolazione del virus, e in quelle particolarmente a rischio di introduzione e diffusione dell’infezione per la presenza di popolazioni di uccelli migratori e di condizioni ambientali (presenza di paludi, acquitrini ed aree lacustri) che possono favorire la presenza di una abbondate popolazione di vettori. Anche la sorveglianza sull’uomo messa a punto dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria si concentra sulle aree infette e nelle zone geografiche ad esse subito adiacenti.

La sorveglianza passiva sui casi clinici sospetti di malattia, sia nell’uomo che negli equidi, è effettuata sull’intero territorio nazionale. Nelle aree in cui la malattia è endemica, l'uso della vaccinazione permette di proteggere dalla malattia i soggetti a rischio. L'assenza di un efficace trattamento terapeutico ne ha incoraggiato la produzione.

Sono stati prodotti e autorizzati vari vaccini per il WNV per l'uso nei cavalli:

  • vaccino inattivato;
  • vaccino vivo ricombinante che sfrutta come vettore un Canaripox virus;
  • vaccino a DNA destinato agli animali in USA. Il vaccino non contiene il virus intero, ma geni codificanti per due proteine del WNV;
  • vaccino chimerico che utilizza un vettore vivo (Yellow fever 17D) in cui i geni delle proteine strutturali di questo Flavivirus (prM e E), vengono sostituiti dai corrispondenti geni del WNV.

Questi vaccini hanno dimostrato una sufficiente efficacia e sicurezza nei cavalli adeguatamente vaccinati.

Nel 2004 è stato autorizzato in Israele un vaccino inattivato per le oche.

Nel Novembre 2008 la Commissione europea ha rilasciato un’autorizzazione, valida in tutta l'Unione europea, per l'immissione in commercio del vaccino inattivato da utilizzare nei cavalli di oltre 6 mesi di età.

In Italia, in attuazione all’art 6 dell’O.M. del 4 agosto 2011 e successive modifiche, dal mese di luglio 2009 è possibile vaccinare gli equidi facoltativamente, e a carico del proprietario. Sono autorizzati al commercio:

  • un vaccino inattivato;
  • un vaccino ricombinante.

Ad oggi non sono disponibili vaccini per uso umano anche se sono in corso sperimentazioni.

 

Autorità competentiRuoli

AC Centrale: Ministero Della Salute

- Dipartimento Della Sanita’ Pubblica Veterinaria, Della Sicurezza Alimentare E Degli Organi Collegiali Per La Tutela Della Salute - Direzione Generale Della Sanita’ Animale E Dei Farmaci Veterinari

- Ufficio III

- Centro Nazionale Di Lotta Ed Emergenza Contro Le Malattie Animali

- Unità Centrale Di Crisi

- Centro Nazionale di Referenza per la West Nile Disease (CESME - IZS Teramo)

Predispone i provvedimenti in applicazione del DM 29/11/2007 e dell’ordinanza 6 agosto 2013;

Notifica i focolai di malattia agli Organismi internazionali (UE e OIE) e al territorio;

Identifica le aree del territorio interessate dalla malattia;

AC Regionali: Assessorati alla sanità Regione e Province autonome – Servizio veterinario regionale

Predispone atti normativi che ricadono sul territorio di propria competenza;

Coordinano l’attività dei servizi veterinari locali;

Raccolgono i dati epidemiologici;

AC Locali

Effettuano i controlli di cui all’Ordinanza 6 agosto 2013 e DM 29 novembre 2007;

Rendicontano le attività inerenti la malattia agli Assessorati regionali competenti;

Registrano in SIMAN i sospetti e le conferme i dati relativi ai controlli effettuati ed alle qualifiche sanitarie delle aziende del proprio territorio.

 

LaboratoriRuoli
Centro di Referenza Nazionale per le malattie esotiche presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale “G. Caporale” di Teramo Il CESME effettua le analisi di conferma ex DM 29/11/2007, elabora il bollettino epidemiologico, effettua ring test, effettua indagini epidemiologiche, rappresenta l’organo tecnico scientifico di supporto al Ministero.
Rete degli Istituti zoo profilattici sperimentaliEseguono le prove sierologiche di prima istanza secondo metodiche, sensibilità e specificità fornite dal CESME.

 

Dettagli dell'attività
categorizzazione degli eventuali rischi e modalità di applicazione delle categorie di rischio

individuare il più precocemente possibile la circolazione del virus sia nelle aree già interessate dall’infezione nel corso degli anni precedenti , sia nelle restanti parti del territorio nazionale;

verificare la circolazione virale nelle popolazioni di equidi presenti sul territorio per individuare precocemente il passaggio del virus dagli uccelli ai mammiferi;

identificare il periodo a rischio per la trasmissione vettoriale.

frequenza (o criteri per stabilire frequenza)

La sorveglianza ornitologica:su uccelli stanziali oppure in caso di mancato raggiungimento del 50% delle attività previste, è possibile, in alternativa, attuare la sorveglianza su allevamenti avicoli rurali o all’aperto o tramite il posizionamento di gruppi di polli sentinella. Tali attività sono obbligatorie nelle AE e nelle AR. (vedi cap. luogo e momento del controllo)

La sorveglianza su uccelli stanziali è facoltativa nelle ACV dove può essere effettuata qualora si intenda verificare la possibile assenza di circolazione virale nell’area. Laddove sia dimostrata tale assenza per due anni consecutivi, l’area potrà essere rimossa da quelle comprese nelle ACV e sottoposta a sorveglianza secondo quanto previsto per

le AE.

La sorveglianza entomologica ha i seguenti obietti vi:

  • identificare le specie di zanzare responsabili della trasmissione virale;
  • identificare le specie di zanzare responsabili della trasmissione virale ai cavalli e all’uomo;
  • valutare la possibilità di sopravvivenza del virus nelle zanzare durante il periodo invernale;
  • rilevare precocemente la circolazione del virus;
  • definire il periodo a rischio per la trasmissione vettoriale, mediante lo studio della dinamica dell’abbondanza dei vettori.

La sorveglianza è effettuata tramite il posizionamento di trappole per la cattura delle zanzare in un numero predefinito di allevamenti di equidi o in altre strutture zootecniche localizzate nelle aree soggette a sorveglianza.

Durante il periodo delle migrazioni, uccelli migratori viremici possono essere responsabili dell’introduzione del virus nelle aree di sosta o in quelle di nidificazione. Le aree dove si vengono a concentrare maggiormente questi animali sono le zone umide situate lungo le rotte migratorie. Per poter mettere in evidenza l’arrivo di uccelli viremici e l’eventuale instaurarsi del ciclo silvestre, è indispensabile predisporre un sistema di controllo in grado di individuare precocemente l’introduzione del virus. Il programma di monitoraggio sull’avifauna selvatica prevede tre campionamenti annuali da effettuare:

  • il primo durante il passo primaverile (marzo-aprile),
  • il secondo alla fine di agosto,
  • il terzo fra la metà e la fine di settembre.

La sorveglianza passiva sull’avifauna selvatica si effettua su tutto il territorio nazionale e dovrà essere intensificata durante il periodo di attività degli insetti vettori.

La sorveglianza negli equidi è effettuata tramite l’esame periodico di equidi sentinella e la verifica di casi sospetti di WND.

Nelle ACV e nelle AE la sorveglianza sierologica sugli equidi non è prevista per la presenza di numerosi capi già sierologicamente positivi.

Nelle AE le Regioni, di concerto con il Ministero della Salute e il CESME, possono attivare un piano di controlli a campione su sieri di equidi prelevati per altri motivi (Anemia Infettiva equina, Morbo coitale maligno) volti ad evidenziare fenomeni di infezione precoce.

Nelle AR è effettuata la sorveglianza sierologica su equidi e le attività di campionamento iniziano ad aprile e terminano a settembre; nel corso di tale periodo gli equidi sono sottoposti 3 volte a prelievo ematico.

La sorveglianza clinica sugli equidi si attua su tutto il territorio nazionale.

Tutti i casi di sintomatologia nervosa compatibile a quella determinata da infezione da WNV devono essere immediatamente notificati al Servizio Veterinario dell’Azienda USL competente e sottoposti ad indagini approfondite per escludere o confermare la WND indipendentemente dall’area geografica in cui si manifestano.

luogo e momento del controllo

Area con circolazione virale (ACV): il territorio che è stato interessato dalla circolazione del WNV nel corso dei due anni precedenti

Aree di sorveglianza esterna all’ACV (AE): il territorio dei Comuni compresi in un raggio di 20 km intorno ai casi verifi cati si nelle zone più esterne dell’ACV.

Aree a rischio (AR): aree umide che per le caratteristiche ecologico-ambientali sono considerate a rischio di introduzione della malattia.

metodi e tecniche

La conferma di WND può essere fatta direttamente, rilevando la presenza del virus nel sangue o negli organi bersaglio, o indirettamente, attraverso la ricerca di anticorpi specifici.

Per la diagnosi di laboratorio diretta le tecniche utilizzate sono:

  • isolamento virale,
  • immunofluorescenza,
  • ELISA,
  • tecniche di biologia molecolare,
  • immunoistochimica.

I test utilizzati per la messa in evidenza di anticorpi specifici nei confronti del West Nile virus sono:

  • ELISA IgM,
  • ELISA IgG,
  • ELISA competitiva,
  • sieroneutralizzazione virale,
  • test di riduzione del numero delle placche,
  • fissazione del complemento,
  • inibizione dell'emoagglutinazione.
Provvedimenti sanitari; sanzioni amministrative; sanzioni penaliFatto salvo che il fatto costituisca reato le sanzioni applicabili sono quelle a normativa vigente ex regolamento di polizia veterinaria dPR n. 320/1954.
modalità rendicontazione, verifica e feedbackIl Piano di sorveglianza della West Nile Disease non è un Piano soggetto a cofinanziamento da parte della Commissione europea. Le Regioni e Province autonome attraverso gli IZS competenti per territorio provvedono ad inserire i dati relativi all’attuazione del Piano sul Siman.




Ministero della Salute - Centralino 06.5994.1 - Codice Fiscale 80242250589