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Ministero della Salute
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Piano Nazionale Integrato 2011-2014

A cura di:
Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione

Web editing:
M. DE MARTINO



Cap. 3C - Peste Suina Africana

Data di aggiornamento: 4 marzo 2014

Peste Suina Africana - Piano di eradicazione
(Direttiva CE/2002/60, Decisione CE/363/2005 e S.M., Decreto Legislativo 54/2004, Manuale Operativo PSC/PSA)

Tipologia: 4b - Controlli ufficiali previsti da norme nazionali e/o comunitarie, diversi dai Piani specifici comunitari, con organizzazione centrale  e programmazione regionale;

 

Autorità competentiRuoli

AC Centrale: Ministero Della Salute

- Dipartimento Della Sanita’ Pubblica Veterinaria, Della Sicurezza Alimentare E Degli Organi Collegiali Per La Tutela Della Salute

- Direzione Generale Della Sanita’ Animale E Dei Farmaci Veterinari

- Ufficio III

- Centro Nazionale Di Lotta Ed Emergenza Contro Le Malattie Animali

- Unità Centrale Di Crisi

Elaborazione del Piano annuale di eradicazione, emanazione di provvedimenti, dispositivi dirigenziali, finalizzati all’esecuzione delle attività previste dal Piano, alla gestione ed al controllo dei focolai di malattia,  verifica elaborazione e  trasmissione delle schede di rendicontazione alla Commissione europea, assolvimento dei debiti informativi con la Commissione europea in caso di notifica di focolaio. Coordinamento riunioni e partecipazione a specifici working groups inerenti la malattia.
AC Regionali: Regione SardegnaCoordinamento e vigilanza delle attività previste dal Piano per eradicare la malattia dal territorio sia nel domestico sia nel selvatico. Coordinamento delle attività in relazione agli stabilimenti di lavorazione carni suine per l’esportazione di carne suina fresca e/o di prodotti a base di carne suina al di fuori del territorio regionale. Predisposizione del Piano di eradicazione annuale. Raccolta dei dati relativi ai focolai di malattia.
AC Locali: Servizi veterinari della AA.SS.LL. della SardegnaEsecuzione delle attività previste dal Piano, prelievi e controlli. Gestione attività connesse al controllo della PSA nei territori di loro competenza. Denuncia e notifica dei sospetti e delle conferme di focolaio, avvio ed esecuzione delle indagini epidemiologiche del caso. Attuazione di tutte le procedure previste dal Manuale Operativo PSC/PSA in caso di focolaio. Rendicontazione delle attività inerenti la malattia agli Assessorati regionali competenti. Verifica dei dati presenti in BDN

 

LaboratoriRuoli
Centro Di Referenza Nazionale Per Le Pesti Suine – IZS Umbria E MarcheCollaborazione con AC e ACR per gli aspetti tecnico-scientifici di riferimento.
Istituto Zooprofilattico Della SardegnaCollaborazione con l’ACR per gli aspetti tecnico-istituzionali. Esecuzione dei test

 

Dettagli dell'attività
categorizzazione degli eventuali rischi e modalità di applicazione delle categorie di rischioNegli ultimi due anni la malattia ha avuto una grave recrudescenza principalmente ascrivibile alle consolidate tradizioni allevatoriali dell’isola. L’allevamento clandestino e brado, gli scarsi livelli di biosicurezza delle aziende, la diffusione della malattia nel selvatico, sono alcuni tra i fattori critici e di rischio che hanno consolidato la persistenza della malattia nel territorio. Tutte le misure sanitarie di contrasto e di controllo della malattia sono state intensificate grazie al supporto dell’Autorità Centrale e della Commissione Europea che ha fortemente voluto il rafforzamento di tutte le attività di controllo, anche attraverso l’elaborazione di un piano straordinario. Sul selvatico sono state incrementate le modalità di controllo attraverso la collaborazione di Forze dell’Ordine, Ente Foresta, Enti Parco. È stato elaborato un nuovo protocollo per il controllo delle movimentazioni, consentendo quelle da vita soltanto alle aziende con doppio controllo positivo, sono state rafforzate le misure sanitarie relativamente agli aspetti anagrafici e di biosicurezza.
frequenza (o criteri per stabilire frequenza)Tutte le aziende suinicole vengono controllate almeno una volta l’anno. Le visite cliniche, i controlli sierologici ed anagrafici, e le verifiche sui requisiti di biosicurezza e di benessere animale sono eseguiti sul 100% degli allevamenti suini regionali almeno una volta l'anno, oppure due, ai fini dell’acquisizione della qualifica sanitaria. L’intervallo di tempo è calcolato in base all’anno solare. Analoghi controlli sono effettuati anche sul 100% dei suini macellati per autoconsumo familiare. I controlli ufficiali si effettuano anche sugli stabilimenti di macellazione e di sezionamento per la carne suina e negli agriturismo, nei porti e aeroporti. Il controllo sierologico e virologico si svolge anche sui cinghiali abbattuti durante la campagna venatoria.
luogo e momento del controlloOltre che nelle aziende, i controlli vengono effettuati negli stabilimenti di preparazione e trasformazione carni autorizzati all’esportazione extra regionale ai sensi della Dec. CE 363/2005, nonché presso porti, aeroporti, mezzi di trasporto, ristoranti, agriturismo.
metodi e tecnicheLe diverse tipologie di prove diagnostiche per PSA: ELISA, utilizzato su tutti i sieri come primo screening sierologico;  IMMUNOBLOTTING: utilizzato come test sierologico di conferma dei sieri risultati positivi o dubbi; IMMUNOFLUORESCENZA DIRETTA: effettuato su organi è utilizzato per la conferma di focolaio; PCR: effettuato su sangue o su organi, utilizzato per la conferma di focolaio; ISOLAMENTO VIRALE: utilizzato per la conferma di focolaio.
Provvedimenti sanitari; sanzioni amministrative; sanzioni penaliLa PSA è soggetta a denuncia obbligatoria secondo quanto previsto dal Regolamento di polizia veterinaria. In base al regolamento di polizia veterinaria (DPR n. 320/1954), gli allevatori, i veterinari liberi professionisti e i veterinari ufficiali delle ASL sono responsabili della notifica anche del sospetto di PSA. I dati relativi ai focolai vengono notificati alla Commissione in ottemperanza e nei tempi previsti dalla Direttiva 82/894 CEE e s.m. attraverso un sistema informativo (SIMAN) coerente con il sistema ADNS. La malattia in caso di focolaio confermato prevede l’abbattimento dei capi dell’effettivo e il rimborso all’allevatore. In caso di riscontro di non conformità vengono applicate laddove possibile le relative sanzioni.
modalità rendicontazione, verifica e feedbackLe AA.SS.LL. trasmettono alla Regione i dati della BDN (Banca Dati Nazionale) una relazione tecnica riassuntiva circa le azioni svolte (esiti dei controlli, aziende sierologicamente positive e azioni intraprese). Trasmettono inoltre i dati relativi alle macellazioni, alle macellazioni per autoconsumo familiare; informazioni sulle carni e prodotti suini inviati in ambito extraregionale; i dati e le informazioni necessari alla partecipazione finanziaria della CE. La relazione tecnica annuale aggiorna la descrizione epidemiologica della situazione secondo periodicità concordate in seno all’Unità di Crisi Regionale. Feedback: in caso di rilevamento di attività svolte in maniera non conforme a quanto previsto dal piano in vigore, l’AC informa l’AR allo scopo di ripristinare il corretto svolgimento del Piano. L’avvenuto ripristino delle corrette attività viene verificato nel corso di periodiche ispezioni e/o audit svolte dall’AC.




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