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Ministero della Salute
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Piano Nazionale Integrato 2011-2014

A cura di:
Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione

Web editing:
M. DE MARTINO



Cap. 2C - Comitato Nazionale di Vigilanza

Data di aggiornamento: 18 luglio 2013

Ambito normativo di riferimento

Il D.M. 16 febbraio 2012 - Sistema nazionale di vigilanza sulle strutture autorizzate al controllo delle produzioni agroalimentari regolamentate – istituisce il Comitato Nazionale di vigilanza al fine di  programmare, indirizzare, coordinare e monitorare l'attività di vigilanza svolta dalle Autorità competenti a carico delle Strutture di controllo (Organismi di controllo e Autorità pubbliche locali designate) operanti nei diversi regimi di qualità regolamentata (Produzioni da agricoltura biologica, produzioni DOP, IGP, compresi i vini, produzioni STG, etichettatura facoltativa delle carni bovine ed etichettatura volontaria delle carni di pollame).

Il Comitato Nazionale di Vigilanza (di seguito Comitato), istituito presso l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), è composto dall'Ispettore Generale Capo, con funzioni di Presidente, dal Direttore Generale competente in materia di vigilanza, con funzioni di Vicario; dal responsabile dell'Ufficio competente in materia; da un rappresentante nominato da ciascuna Regionee Provincia Autonoma.

 

Funzioni e obiettivi

Il Comitato svolge i seguenti compiti:

  1. elabora le linee guida programmatiche per lo svolgimento dell’attività di vigilanza;
  2. definisce le caratteristiche e i contenuti utili al fine della gestione e dell'aggiornamento della banca dati;
  3. esamina le risultanze dell'attività svolta dalle autorità di vigilanza;
  4. fornisce alle Autorità competenti per l'attività di vigilanza elementi utili ai fini della programmazione delle attività di vigilanza per l'anno successivo;
  5. redige il Programma coordinato annuale di vigilanza;
  6. redige una Relazione annuale di sintesi dell'attività di vigilanza svolta dalle Autorità di vigilanza, sulla base dei dati forniti dall'Ispettorato e dalle Regioni.

Sulla scorta degli elementi contenuti nelle linee guida programmatiche e di quelli forniti dal Comitato ai fini della programmazione delle attività di vigilanza, entro il 15 novembre di ciascun anno l'Ispettorato e le Regioni per lo specifico territorio di competenza stipulano tra loro accordi bilaterali (anche di valenza pluriennale) a valere per la pianificazione operativa dell'attività di vigilanza nell'anno successivo.

Per la predisposizione della programmazione annuale dell’attività di vigilanza, entro il 15 settembre di ogni anno, il Comitato fissa e comunica alle Autorità competenti per la vigilanza:

  1. obiettivi ed eventuali indicazioni di priorità da perseguire nello svolgimento dell’attività di vigilanza per l’anno successivo,
  2. criteri utili per un efficace analisi del rischio,
  3. criteri per la scelta e la quantificazione degli operatori economici da verificare,
  4. indicazioni sulla ripartizione dell’attività tra Stato, Regioni e Province autonome agevolando la stipula di accordi bilaterali.

Entro il 31 dicembre di ogni anno, il Comitato redige e approva il Programma coordinato di vigilanza per l’anno successivo. L’approvazione in seno al Comitato vincola le Autorità in ordine al rispetto del programma medesimo.

Il Comitato promuove, altresì, l’efficacia e il miglioramento del sistema di controllo e vigilanza sulle produzioni di qualità regolamentata e a tal fine:

  1. presenta nelle sedi opportune proposte di interventi normativi,
  2. segnala alle Autorità di vigilanza e alle Istituzioni nazionali competenti eventuali criticità riscontrate nel sistema dei controlli per l’adozione degli opportuni correttivi,
  3. provvede all’audizione di portatori di interesse per l’acquisizione degli elementi utili al miglioramento del sistema.

Fino alla costituzione della banca dati di vigilanza, le Autorità coinvolte rendicontano con cadenza semestrale gli esiti della vigilanza. In relazione a specifiche esigenze o a specifiche questioni di particolare rilevanza, il Comitato può stabilire intervalli temporali diversi ed inferiori per i monitoraggi periodici dell’attività di vigilanza.

Sulla base dei monitoraggi semestrali, il Comitato verifica in primo luogo lo stato di attuazione del programma annuale di vigilanza e, evidenziati eventuali scostamenti, ne analizza le cause e fornisce indicazioni per interventi correttivi dell’attività anche in ordine agli obiettivi perseguiti.

Inoltre, il Comitato procede alla verifica dei risultati annuali dell’attività di vigilanza, anche al fine delle determinazioni e delle iniziative da prendersi a carico delle Strutture di controllo.

 

Amministrazione responsabile

Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF)

Direzione Generale  della prevenzione e del contrasto alle frodi agroalimentari (DG PREF)

Ufficio PREF II -  indirizzo e coordinamento dell’attività di vigilanza

 

Amministrazioni coinvolte

Regioni e Province autonome

 

Modalità di gestione e svolgimento dei lavori

Il Comitato opera sulla base di un regolamento di funzionamento.

Il Presidente convoca il Comitato almeno una volta per ciascun quadrimestre e ogni volta che ciò si renda necessario, anche su istanza motivata di una o più Regioni.

Il regolamento stabilisce le modalità di convocazione, lo svolgimento delle sedute, la validità delle stesse e delle deliberazioni, la possibilità di istituire gruppi di lavoro specifici,

Il Comitato può richiedere alle competenti Autorità ogni documentazione utile allo svolgimento delle attività istituzionali.

Ove, nel corso della loro attività, le autorità di vigilanza accertino anomalie che potrebbero pregiudicare l'affidabilità del sistema di controllo o della struttura di controllo, ne danno tempestiva comunicazione al Presidente del Comitato Nazionale di Vigilanza che provvede a convocare il Comitato stesso.

Il Comitato valuta l'opportunità di comunicare ai Gruppi di valutazione situazioni che abbiano rilevanza per eventuali provvedimenti a carico delle Strutture di controllo.

Il Comitato è assistito da una Segreteria.





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