Inquinamento atmosferico e salute: cosa sapere

    Data di ultimo aggiornamento Aggiornato il 27/06/2023
    Inquinamento atmosferico e salute: cosa sapere

    Dalla metà degli anni ’80 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’inquinamento atmosferico come uno dei principali determinanti di salute: basti pensare che in Europa il particolato atmosferico causa la morte prematura di circa 300000 persone all’anno. Inoltre, asma, bronchite, polmonite, leucemia, tumore al polmone e alcune malattie cardiovascolari sono tra gli effetti più correlati all’inalazione degli inquinanti aerodispersi derivanti dalle attività socio-economiche.

    In Italia, l’inquinamento atmosferico riduce mediamente la vita di ciascun individuo di 10 mesi. Gli effetti sulla salute dell’inalazione di inquinanti sono maggiori al Nord e il solo rispetto dei limiti di legge salverebbe circa 11.000 vite all’anno.

    Grazie anche a una maggiore diffusione delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria, negli ultimi 15 anni si sono diffusi sempre più gli studi scientifici per studiare gli effetti sanitari dell’inquinamento atmosferico. Tali studi hanno consentito all’OMS di elaborare nel 2021 un aggiornamento delle Linee guida globali sulla qualità dell'aria (AQG 2021).

    In Italia il principale riferimento normativo sul tema è rappresentato dal D.Lgs. 155/2010, che recepisce la Direttiva 2008/50/CE e identifica i seguenti principi per la valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente:

    1. Il processo di valutazione della qualità dell’aria è fondato su una rete di misura, scelta con i criteri di cui all’appendice II, e su un programma di valutazione;
    2. Si deve garantire il rispetto di standard qualitativi elevati e omogenei al fine di assicurare un approccio uniforme su tutto il territorio nazionale per la valutazione e gestione della qualità dell’aria;
    3. Efficienza, efficacia ed economicità del sistema di acquisizione, trasmissione e messa a disposizione dei dati relativi a tale tematica, al fine di soddisfare l’esigenza di tempestività della conoscenza da parte di tutte le amministrazioni interessate e del pubblico;
    4. Gestione pubblica della rete di misura, assicurato dalle regioni o dalle province autonome o su delega dalle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente;
    5. Zonizzazione dell’intero territorio nazionale al fine di organizzare le attività di valutazione e gestione della qualità dell’aria. La zonizzazione richiede la previa individuazione degli agglomerati e la successiva individuazione delle altre zone. A tale attività provvedono le regioni e le province autonome secondo i criteri dell’appendice I.