
Dati epidemiologici nazionali e internazionali

In Europa
La situazione attuale in UE e nel mondo
Da ormai oltre un decennio l’epidemia di Peste Suina Africana sta interessando alcuni Paesi Europei. La malattia è attualmente diffusa in Polonia, Germania, Estonia, Lettonia, Slovacchia, Grecia, Lituania, Romania, Ungheria, Bulgaria: ad oggi sono stati registrati migliaia di focolai negli allevamenti di suini domestici e nei cinghiali selvatici.
Fuori dall’UE, la PSA sta interessando alcuni Paesi africani, Russia, Ucraina, Moldova, Cina, India, Filippine e diverse aree dell’Estremo Oriente.
Per approfondire:
- WOAH - World Organisation for Animal Health
- EU - African Swine Fever
- PSA - orientamenti della CE su prevenzione, controllo, eradicazione
In Italia
Il 7 gennaio 2022 l'Italia continentale è stata raggiunta dall’ondata epidemica di PSA con la conferma di positività al virus in una carcassa di cinghiale rinvenuta in Piemonte, provincia di Alessandria. A distanza di qualche giorno, nuove positività in carcasse di cinghiali sono state rinvenute in zone limitrofe e anche in Liguria, nelle province di Genova e Savona. A maggio del 2022 è stata riscontrata anche nel Lazio, in una carcassa di cinghiale rinvenuta nella zona nord del''area metropolitana di Roma e successivamente, a giugno, la malattia è stata riscontrata anche in un piccolo allevamento suinicolo a poca distanza dalla zona di rinvenimento della prima carcassa di cinghiale infetta dell’area, quindi in una zona già ricompresa nell’area in restrizione (consulta la sezione "Cosa sapere"). Da maggio 2023 nuovi casi di malattia in carcasse di cinghiale rinvenute nell’ambiente e poi risultate infette sono stati riscontrati anche in Calabria e in Campania, rispettivamente nelle province di Reggio Calabria e Salerno. In Calabria vi è stato il coinvolgimento anche di 6 allevamenti, anche in questo caso a poca distanza dal luogo dei primi ritrovamenti dei cinghiali infetti. In Campania le prime carcasse positive sono state ritrovate in provincia di Salerno, nei pressi del confine con la Basilicata.
Ad agosto 2023 la malattia è stata notificata per la prima volta in un allevamento di suini, nella provincia di Pavia. Nel giro di poche settimane sono stati coinvolti da una violenta ondata epidemica 9 allevamenti. Nel periodo tra la fine del 2023 e a l'inizio del 2024, nonostante la prosecuzione dell’attività di sorveglianza, l’intensificazione delle misure volte al controllo della popolazione selvatica e l’implementazione delle attività di ricerca e segnalazione delle carcasse nell’ambiente, è proseguita la diffusione della malattia, specialmente nel cluster di infezione del Nord Italia, determinando un sensibile ampliamento dei confini dell’area di restrizione per il selvatico. Numerosi casi di PSA nei cinghiali sono stati infatti stati notificati nelle adiacenze del Parco del Ticino in provincia di Milano, altri in provincia di Pavia e in alcune aree dell’Emilia Romagna e del Piemonte, denotando una diffusione della malattia attraverso i corridoi naturali utilizzati dalle popolazioni di cinghiali.
L’avanzamento del fronte di malattia è ascrivibile alle naturali movimentazioni dei cinghiali, ed alle movimentazioni delle persone e dei mezzi. A luglio 2024 è stato notificato il primo caso nel selvatico in Toscana, in provincia di Massa Carrara, e contestualmente è iniziata una nuova violenta ondata epidemica di focolai nel domestico nel cluster del Nord Italia. In rapida successione sono stati notificati diversi focolai in allevamenti di suini domestici in provincia di Novara (Piemonte), Milano e Pavia (Lombardia) e Piacenza (Emilia Romagna). Gran parte dei comuni coinvolti dai focolai erano già ricadenti in zona di restrizione parte I o II, quindi in una zona con consolidata circolazione virale nel selvatico. Fino al rilevamento del virus in Piemonte, in Italia la malattia era presente unicamente in Sardegna dal 1978. Grazie ai favorevoli risultati raggiunti negli ultimi anni attraverso una sinergia di azione con il Governo centrale, autorità regionali e la Commissione Europea, l'obiettivo dell’eradicazione della malattia è finalmente stato raggiunto nel mese di settembre 2024.
Il territorio sardo è pertanto libero dalla malattia e quindi da ogni restrizione alla circolazione di animali e di prodotti derivati. Sempre in riferimento alla revoca delle zone di restrizione, in occasione della prima ondata epidemica nel domestico della provincia di Pavia di agosto 2023, la prontezza e la tempestività di azione delle autorità sanitarie regionali e locali hanno consentito di contenere efficacemente la diffusione dell’infezione evitando il tracollo del settore suinicolo regionale e nazionale da un punto di vista sanitario ed economico e commerciale. Difatti, a gennaio 2024, a soli tre mesi dall’estinzione dell’ultimo focolaio la CE ha accettato la proposta di revoca della zona di restrizione parte III (consulta la sezione "Cosa sapere"). Si consideri che la norma prevede un periodo di tre anni prima della revoca delle zone di restrizione parte III e delle relative misure di restrizione, o di un anno, ma in presenza di specifiche condizioni.
La formalizzazione della revoca delle zone di restrizione da parte della CE, a testimonianza delll’efficacia delle misure di controllo adottate e degli sforzi profusi per la gestione dell’epidemia ha riguardato nel tempo anche altre aree del territorio continentale. In particolare, nel versante ovest delle regioni Piemonte e Liguria è stato possibile declassare parte della zona soggetta a restrizione parte II in zona soggetta a restrizione parte I e revocare parte della zona soggetta a restrizione parte I liberando totalmente dette aree dalle restrizioni, mentre in Calabria è stato possibile prima declassare la zona soggetta a restrizione parte III in zona soggetta a restrizione parte II. Agennaio 2025 la CE ha accettato la proposta avanzata dall’Italia relativa alla revoca delle zone soggette a restrizione istituite a maggio 2022 in provincia di Roma, formalizzando quindi l’eradicazione della Peste Suina Africana (PSA) nella suddetta provincia. Risale a settembre del 2025 un’ulteriore revoca delle zone di restrizione delle regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna. Ad ottobre 2025 la regione Calabria ha ultimato il processo di ‘delisting’ dall’elenco delle zone di restrizione, ed è stata dichiarata indenne da PSA.
Dal punto di vista della gestione dell’emergenza sul territorio nazionale, come disposto dalle norme vigenti, in tutti i territori con rilevata circolazione virale sia nel selvatico che nel domestico sono state immediatamente attivate tutte le misure di contrasto previste. Oltre a ciò, al fine di garantire il necessario livello di cooperazione e coordinamento nazionale, nonché per dare uniforme attuazione delle misure previste dalle norme, nel febbraio 2022, con DPCM, è stato nominato un Commissario straordinario alla PSA con funzione di coordinamento e gestione dell’emergenza e monitoraggio delle azioni e delle misure poste in essere per prevenire e contenere la diffusione della malattia sul territorio nazionale. Il Commissario può adottare provvedimenti contingibili e urgenti, e difatti nel contesto della gestione dell’epidemia PSA i diversi Commissari che si sono avvicendati hanno emanato una serie di Ordinanze recanti misure urgenti per arrestare la diffusione della PSA.
Per quanto riguarda la gestione della malattia, in caso di focolaio in allevamento, tra le misure e le attività di controllo previste dalle norme vigenti europee e nazionali, ivi incluse quelle disposte dal Commissario straordinario, si evidenziano: il sequestro sanitario dell’allevamento, il blocco delle movimentazioni, i rintracci delle movimentazioni in entrata e in uscita dall’allevamento al fine di individuare gli allevamenti epidemiologicamente correlati e per cercare di stabilire l’origine dell’infezione attraverso l’indagine epidemiologica, l’individuazione delle zone di protezione e sorveglianza (Consulta la sezione "Piano nazionale di sorveglianza ed eradicazione della Peste Suina Africana - Azioni di controllo"),. Contestualmente si predispongono le procedure di abbattimento degli animali del/degli allevamento/i interessato/i, come previsto dalle norme di settore per le malattie di categoria A (consulta la sezione "Cosa sapere"). In particolare, in occasione dell’ondata di focolai nel domestico dell’agosto 2023, i competenti uffici della Direzione Generale della salute animale hanno disposto, previa discussione in Unità centrale di crisi, il rinforzamento del sistema dei controlli già in essere, attraverso l’attivazione di una serie di misure straordinarie, al fine di scongiurare la ulteriore diffusione della malattia e nell’ottica di adottare misure di contrasto uniformi sul territorio.
Oltre a ciò, ulteriori misure urgenti per affrontare l’emergenza nel settore domestico nelle regioni Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna sono confluite nelle diverse Ordinanze del Commissario straordinario per la PSA. Le suddette misure riguardano la riduzione del rischio di diffusione del virus attraverso i divieti di movimentazioni di animali, mezzi e persone tra gli allevamenti nelle zone di restrizione unitamente al controllo e al rafforzamento della biosicurezza in allevamento. Inoltre, sempre nell’ambito delle attività di gestione e controllo della malattia, con riferimento alle attività da svolgersi nelle aree infette per il selvatico, ai fini di arrestare l’avanzamento della malattia si procede al barrieramento dei varchi stradali ed autostradali per limitare le movimentazioni di popolazioni di cinghiali potenzialmente infetti, alla gestione numerica della popolazione dei cinghiali, oltre alla sorveglianza passiva di dette popolazioni (ricerca delle carcasse). Oltre alle misure di controllo da applicarsi nelle zone soggette a restrizione, tra cui la ricerca attiva delle carcasse di suini selvatici, la sorveglianza modulata a seconda della zona di restrizione e di diversa tipologia, il rafforzamento delle barriere fisiche già presenti ed eventuale costruzione di ulteriori barriere artificiali, è stata introdotta una Zona di controllo dell’espansione virale (Zona CEV), un'area di dimensioni variabili, fino ad un massimo di 10 km, adiacente sia internamente che esternamente alle barriere stradali e autostradali rafforzate, a ridosso delle zone di restrizione I e II, in cui effettuare il depopolamento dei cinghiali, in combinazione con altre misure (trappolaggio, ricerca attiva delle carcasse), al fine di arrestare la diffusione della PSA.
L'elenco dei comuni ricadenti nella Zona CEV è definito sulla base del rischio di diffusione della malattia, della situazione epidemiologica e sullo stato di avanzamento del rafforzamento delle barriere stradali e autostradali ovvero la costruzione di ulteriori barriere. Sotto il profilo genetico, il virus isolato sul territorio continentale mostra notevole somiglianza con quello circolante in Europa, mentre è completamente diverso dal virus sardo. Pertanto, al momento si stima che del la via di ingresso potrebbe essere legata prevalentemente alle attività dell’uomo, come l’abbandono nell’ambiente di resti di alimenti a base di carne suina non controllati e provenienti da Paesi infetti e il trasporto del virus mediante mezzi di locomozione, movimentazioni degli animali selvatici (cinghiali).