
Strategie per promuovere l’attività fisica

Il “Piano d’azione globale sull'attività fisica per gli anni 2018-2030”, approvato nel 2018 dall'Organizzazione mondiale della sanità - OMS, definisce gli obiettivi strategici da realizzare attraverso azioni politiche per ridurre del 15% la prevalenza globale dell’inattività fisica negli adulti e negli adolescenti entro il 2030.
Il Piano sottolinea la necessità di un approccio sistemico e l’importanza di investire in politiche sociali, culturali, economiche e ambientali, educative, ecc. per promuovere l’attività fisica e contribuire al raggiungimento di molti degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) 2030.
Le strategie dell’Italia sono in linea con gli obiettivi dei Piani d’azione promossi dall’OMS e con le politiche dell’UE, tengono in considerazione tutti i determinanti che influenzano lo stile di vita e mirano a realizzare azioni efficaci di promozione della salute in un’ottica intersettoriale e di approccio integrato.
La promozione dell’attività fisica è una questione complessa che richiede forte leadership da parte del settore sanitario, cruciale a livello nazionale, ma grande interazione con altri settori, come l’istruzione, lo sport e la cultura, i trasporti, l’urbanistica e l’economia. Per aumentare l’attività fisica e disincentivare i comportamenti sedentari è indispensabile affrontare i determinanti ambientali, sociali ed individuali dell’inattività fisica e implementare azioni efficaci e sostenibili attraverso una collaborazione tra più settori a livello nazionale, regionale e locale secondo l’approccio intersettoriale perseguito dal programma "Guadagnare Salute” che consente di attuare interventi per modificare i comportamenti non salutari, sia agendo sullo stile di vita individuale sia creando condizioni ambientali e sociali atte a favorire il cambiamento dei comportamenti scorretti.
Pertanto le Istituzioni centrali del Paese, i governi Regionali e locali possono operare in sinergia con la scuola, le comunità territoriali, il sistema sportivo, fondazioni e associazioni no profit per programmare e realizzare interventi strutturati e coordinati di promozione dell’attività fisica rivolti alla popolazione generale, ma soprattutto ai bambini, ai giovani e alle persone che vivono in condizioni di svantaggio socio-economico e di fragilità e per diffondere la cultura della vita attiva come strumento fondamentale per il benessere fisico e psichico della cittadinanza.
L’approccio strategico “intersettoriale” di “Guadagnare salute” è funzionale anche alla realizzazione, da parte delle Regioni e Province Autonome, del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, approvato con Intesa Stato-Regioni del 6 agosto 2020, che prevede, quale strategia per ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie croniche non trasmissibili, la promozione di corretti stili di vita nella popolazione e nei soggetti a rischio.
Il Piano impegna tutte le Regioni attraverso programmi di popolazione finalizzati a diffondere e facilitare scelte salutari, con un approccio trasversale ai determinanti di salute, per ciclo di vita e “setting” (scuole, ambienti di lavoro, comunità locali, servizio sanitario), con il coinvolgimento di tutti i livelli interessati, dai responsabili politici, alle comunità locali.
Tutte le Regione e le Province Autonome hanno predisposto e adottato entro il 31 dicembre 2021 il proprio Piano Regionale della Prevenzione (PRP), in cui sono stati declinati contenuti, obiettivi e linee di azione del PNP 2020-2025; è in corso l ’implementazione dei PRP all’interno dei contesti territoriali.
Anche il DPCM 12 gennaio 2017 sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ha adottato questo approccio strategico, riconoscendo l’importanza della promozione dell’ empowerment e della costruzione di reti e alleanze con altri soggetti e prevedendo, inoltre, l’offerta di counselling, quale prestazione individuale, da erogare anche per la promozione dell’attività fisica e l’attivazione di programmi strutturati di esercizio fisico per soggetti a rischio.
Punti fondamentali
Le strategie per promuovere l’attività fisica, pertanto, devono:
- essere multi-settoriali e riconoscere il peso dei determinanti economici e politici di settori quali la pianificazione urbanistica e dei trasporti, l’istruzione, l’economia, lo sport e la cultura
- coinvolgere il più ampio e qualificato numero di stakeholder, riconoscendo identità e ruoli diversi
- favorire una programmazione condivisa fin dall’inizio dei processi e che costruisca conoscenza reciproca, linguaggi comuni, sintonia di intenti, con una estrema chiarezza degli obiettivi, dei ruoli e delle responsabilità
- costruire convergenze programmatiche e alleanze di scopo su obiettivi condivisi
- promuovere ed incentivare interventi di formazione comune rivolti ai professionisti di tutti i settori coinvolti, per lo sviluppo di adeguate competenze, per comprendere e condividere le motivazioni dell’agire di tutti i soggetti coinvolti
È necessaria una collaborazione tra più settori a livello nazionale, regionale e locale che consenta interventi strutturati e coordinati con il fine di:
- diffondere la cultura della vita attiva e dello sport come strumento per il benessere psico-fisico
- sensibilizzare tutta la popolazione, ma soprattutto i giovani, sull’importanza di uno stile di vita attivo
- facilitare la pratica di una adeguata attività fisica tra le persone con disabilità, quelle portatrici di disagio psichico o disturbo mentale, quelle che vivono in condizioni di svantaggio socio-economico e di fragilità, che sono solitamente meno attive e più difficili da raggiungere.